MASTELLA: UDEUR LASCIA MAGGIORANZA, VOGLIAMO VOTO
"Lasciamo la maggioranza", "é finita un'esperienza". Lo ha detto l'ex ministro Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa tenuta dopo la riunione dell'ufficio politico dell'Udeur. Mastella ha quindi risposto con un "no" quando gli è stato chiesto se allora l'Udeur darà l'appoggio esterno al governo. Questo orientamento del partito Mastella ha detto di averlo comunicato a Romano Prodi con una lettera.
VOTEREMO CONTRO FIDUCIA, CENTROSINISTRA FINITO
''Se ci sara' da votare sulla fiducia voteremo contro. L'esperienza di questo centrosinistra e' finita''. Lo dice il leader dell'Udeur Clemente Mastella in una conferenza stampa. ''Ringrazio Prodi per lo splendido e prestigioso incarico di ministro, anche se e' stato drammatico. Il rapporto umano con lui - aggiunge Mastella - rimane e rimarra' sempre, ma l'esperienza politica del centrosinistra e' chiusa''.
"Oggi dico basta e mi riprendo la mia autonomia di uomo, di politico di cittadino. Io non tratto e non negozio. Ho mandato una lettera a Prodi, l'esperienza è finita", dice Mastella, secondo il quale ormai il dibattito di domani alla Camera sulle sue dichiarazioni sulla giustizia "é ininfluente".
SIAMO PER LE ELEZIONI
''Noi siamo per le elezioni. Non e' prerogativa che tocca a noi, ma siamo per votare''. Lo dice il leader dell'Udeur Clemente Mastella, in una conferenza stampa dopo l'ufficio politico del partito.
DI PIETRO, MASTELLA? PAROLE DI UOMO ESASPERATO
Sul "caso Mastella" il segretario dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha ricordato che ogni decisione del suo partito verrà presa domani in aula, "ascoltando la relazione del nuovo ministro della Giustizia Romano Prodi". "Mi rifiuto di pensare - ha precisato Di Pietro - che Prodi dica quello che ha detto in aula sui magistrati un uomo esasperato, anche se sul piano umano si può capire. Prodi dirà che la magistratura è indipendente e giusta. Non potremo che condividere queste sue tesi". Secondo lo stesso ministro, "Mastella, se non succedeva quello che gli è successo, avrebbe letto un discorso altrettanto accettabile". Di Pietro, parlando "senza la giacchetta da ministro" ad un incontro politico a San Donà di Piave, ha detto di soffrire "per la mancanza di credibilità governativa perché se qualcuno si mette a fare lottizzazioni questo si riverbera su tutta la coalizione". "Se la politica è solo mercimonio di cariche - ha sottolineato - il cittadino che fa una politica corretta logicamente si arrabbia". Parlando ancora della vicenda Mastella, Di Pietro ha ammesso di non essere "per richieste penaliìì: "Anzi, qui di penale ce n'é poco, ma per questo forse la cosa è ancora più grave. Non tutto è accettabile perché l'attuale situazione sta diventando più preoccupante di qualche anno fa". Di Pietro infine ha detto che "questo è un sistema che non va. Da uomo del Sud - ha concluso - dico che il meridione si trova in queste condizioni non perché è stato abbandonato dallo Stato, ma perché molte persone ne hanno approfittato. E' diventato una macchina per gestire se stessi: sono fortemente amareggiato".
RONCHI (AN), PRODI ORA SI DIMETTA
"Prodi prenda atto della decisione dell'Udeur e rassegni le dimissioni". E' quanto dichiara il portavoce di An, Andrea Ronchi.
CASINI: CRISI INEVITABILE, PRODI VADA AL QUIRINALE
"Prodi nelle forme e nei modi che riterrà opportuno è chiaro che non potrà non coinvolgere direttamente il Capo dello stato perché l'uscita di un partito dalla maggioranza è un fatto che ha un rilievo istituzionale". Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, commenta così la situazione del governo dopo che Mastella ha annunciato l'uscita dell'Udeur dalla maggioranza. Casini giudica la crisi del governo "inevitabile". "In questi due anni - spiega - il governo ha paralizzato il paese a causa dei suoi contrasti. Mi auguro che questo sia l'epilogo di una fase politica determinata dall'accanimento con cui all'indomani delle elezioni politiche non si sia voluto guardare in faccia la realtà".
MARONI, PRODI SI DIMETTA E SI VADA SUBITO AL VOTO
"Noi chiediamo che Prodi si dimetta subito, che non si facciano pasticci con governi tecnici o istituzionali, e che si vada direttamente alle elezioni". Roberto Maroni indica così la richiesta della Lega dopo l'uscita dell'Udeur dalla maggioranza. E sottolinea che nessuna altra questione potrà essere affrontata in Parlamento prima delle dimissioni del governo. "Domani mattina, quando Prodi verrà alla Camere alle 9 per il dibattito sulla relazione sulla giustizia - dice infatti - chiederò la sospensione dei lavori e la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo, perché non si può discutere della relazione sulla giustizia con un presidente del Consiglio che non ha più la maggioranza". Se poi Prodi dovesse dimettersi prima di domani, aggiunge Maroni, "tanto meglio". "Mi dispiace solo - dice con una battuta - di non aver messo in fresco lo spumante... Ma quella era scaramanzia".
CALDEROLI, ORA NAPOLITANO RIMANDI IL PAESE AL VOTO
"Ora il governo non ha più una maggioranza, neanche quella artificiale che aveva faticosamente avuto sino ad oggi, e che aveva giustificato l'accanimento terapeutico con cui lo si è mantenuto troppo a lungo in vita. Ora il presidente della Repubblica, con le decisioni che andrà ad assumere, dovrà dimostrare, con i fatti, di essere il presidente di tutti e dovrà quindi restituire il Paese alle urne, prima che sia davvero troppo tardi". Lo afferma Roberto Calderoli, senatore della Lega, dopo l'annuncio dell'uscita dell'Udeur dalla maggioranza. "Resta il fatto - aggiunge Calderoli - che, comunque, quella di Prodi e del suo governo non sembra tanto una sfiducia quanto una scomunica, una scomunica che sa tanto di Sapienza: del resto, si sa, con i santi non si scherza...".
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._12342748.html




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