Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Democrazia e libertà: concetti svuotati

    Democrazia!
    Potere alle masse, alla gente, al popolo!
    Dalla dittatura che governava col gambale e la mascella quadra, alla "rappresentanza" (parola nobilissima) in cui tutti hanno, solo sulla carta, voce in capitolo.
    Ma che voce! Bisogna avere una cieca fiducia nell'uomo, quantomeno considerarlo come individuo pensante, ragionevole, autonomo.
    E invece io sono convinto che l'uomo come individuo, allo stato di natura, sia irragionevole, dipendente e... anche un po' scemo.
    L'uomo è egoista, vuole il suo bene e non quello degli altri. La partecipazione è un'impresa del tutto cerebrale, contro natura!
    In fondo, in fondo, siamo convinti per abitudine che il mondo vero sia proprio quello descritto da Studio Aperto, quello fatto dai calciatori che ci commuovono se fanno una pubblicità per i bambini africani, orfani, profughi, malati di Aids, mutilati o, meglio ancora, rachitici!
    Quanto è meschino e schifoso il popolo!
    Il nido preferito dal bacillo dell'ipocrisia, dell'inconsistenza.
    Il popolo ben pensante e senza slanci, divorato e divoratore!

    Prendiamo un tizio qualunque... un bancario. Più qualunque di un bancario è impossibile.
    Si alza la mattina, saluta la mogliettina, sale sulla sua macchinina... arriva in banca, timbra il cartellino, fa una pausetta per il caffé, lavoricchia un quarto d'ora, telefona alla moglie per sapere se deve comprare il pane... poi un'altra pausetta per il secondo caffé, torna a lavorare per altri cinque minuti e poi c'è la pausa pranzo e la sigaretta coi colleghi.
    E le ferie... ah, le ferie! Ci vanno tutti! E non nella campagna vicina, no! Maldive, Caraibi, le Fiji, Vietnam e Thailandia! Tutti coi viaggi organizzati, in villaggi turistici che sono tutti identici e non ho mai capito perché uno per andare in piscina debba andare così lontano. Che vita, il bancario!
    Perché mai dovrebbe sentire la necessità di informarsi? Sta lì, grasso come un Buddha, pacioso e vagamente unto... che necessità vuoi che abbia? Cosa gliene frega a lui?
    Ecco... si, forse ho trovato quello che manca.
    Manca la fame, quella nera... manca la guerra!
    In guerra vengono fuori i valori reali, la dignità dell'essere umano, il sostegno reciproco.
    Peccato che si muore.
    Però in guerra non si ha tempo per essere distratti e ad uno come Pippo Franco gli sparano nel culo!
    In guerra la libertà è un bene prezioso da conservare nelle piccole cose, non è regalata nei suoi eccessi demenziali, dove pare che andare in giro con le chiappe al vento e senza pudori sia una conquista progressista!
    E il progresso! Si parla sempre del progresso come di qualcosa legato alla libertà. Ma chi lo dice?
    Nel nome del progresso si sono fatte le cose più feroci e meschine, si sono sterminati e sfruttati centinaia di popoli, uccisi bambini, distrutte nazioni intere. E la scienza che, con la scusa del progresso, specula sulla vita umana e crea cose asetticamente aberranti! E tutti questi figli di Voltaire, come dei deficienti, a dar loro ragione sempre e comunque nel nome della libera ricerca, del progresso!!

    E la nostra libertà? Intendiamoci su quale libertà sia da difendere.
    Perché io credo che alla fine la libertà vera, quella che ci permette di essere noi stessi, non la vogliamo neppure.
    Seppur ci si dica diversi, a ben vedere siamo tutti uguali: col nostro vestire, col nostro mangiare, col nostro votare siamo tutti indicati nelle nostre appartenenze di status sociale, di religione o di partito: la trinità dello schifo umano.
    Tutti a cercare di essere qualcosa, tutti ad inseguire un'appartenenza per non fare i conti con il nostro vuoto abissale.
    Che cosa triste che è il popolo.

    E anche la tolleranza, la solidarietà, il "volemose bene"... mi fa vomitare. Il Papa che accarezza i bambini, la sinistra che con la solidarietà ha creato un impero finanziario e ingrassa a dismisura... davvero, mi viene il vomito.
    Perché questa tolleranza non è reale: è un'anestesia, è togliermi il gusto di potermi incazzare.

  2. #2
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    Beh, devo ammettere che ho avuto un gran successo.

  3. #3
    FINALMENTE CONGRESSO!!
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    prematuro la supercazzola come politicamente al tarapia tapioca risultano fuochi fatui
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    scusa, non ho avuto tempo di risponderti.

    essendo un BANCARIO un pò anomalo, oggi ho bevuto un solo caffè, e occupandomi del lato informatico della banca, ho avuto molto da fare.
    approfitto di una fase di "stanca" per informarmi in rete delle disavventure di questo mondo....e di questo forum.

    ora ti saluto, vado a prendere mia figlia.


    .....quanto al pane da comprare, ho il suocero panettiere



  4. #4
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    Ma il bancario era solo un esempio, una sciocchezzuola.
    Io amo i bancari: il loro far scivolare le banconote altrui sui polpastrelli, mi eccita.

    Il discorso era un altro.

  5. #5
    Mauro V.
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    a far vomitare è la mancanza di democrazia, i cittadini che invece di pretendere che le cose funzionino, continuano a votare sempre gli stessi per via di ragioni ideologiche: a far vomitare è la corruzione dei parlamentari e il loro interesse economico che schiaccia l'interesse del popolo.
    la democrazia non è un sistema perfetto, ma è il sistema migliore; la nostra democrazia ha grossi problemi.
    E' cosi ovvio che manco mi metto a elencare i numerosi motivi.
    riguardo la libertà: la libertà è il possesso del proprio tempo.
    Se io posso disporre di tutte le 24 ore a mio piacimento, sono libero al 100%.
    se posso disporre di 5 ore di tempo libero al giorno sono libero per 5 ore al giorno.
    e cosi via.
    l'essere se stessi certo fa parte della libertà, ma se sei rinchiuso in galera tutto il giorno non sei libero.
    se lavori dalla mattina alle 8 fino la sera alle 19, con una pausa di due scarse per il pranzo, allora sei quasi come un carcerato.
    a dimostrare che la tolleranza e la solidarietà sono cose giuste, non ne ho voglia per quanto è ovvio.
    quindi che vuoi che ti diciamo del tuo messaggio? è una minchiata.

  6. #6
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    [quote=Mauro V.;7152427]
    Se io posso disporre di tutte le 24 ore a mio piacimento, sono libero al 100%.
    se posso disporre di 5 ore di tempo libero al giorno sono libero per 5 ore al giorno.
    e cosi via.


    Scusa, ma uno che lavora (e lavora tanto) è "schiavo"?
    Con ogni rispetto, la tua concezione di libertà = tempo libero è riduttiva e da cerebrolesi, oltre a denotare una tua gran propensione al lavoro.
    E' una teoria davvero tanto (ma tantooo) stupida, una "vera minchiata".

  7. #7
    Mauro V.
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio

    Scusa, ma uno che lavora (e lavora tanto) è "schiavo"?
    Con ogni rispetto, la tua concezione di libertà = tempo libero è riduttiva e da cerebrolesi, oltre a denotare una tua gran propensione al lavoro.
    E' una teoria davvero tanto (ma tantooo) stupida, una "vera minchiata".
    madonna ma tocca stare a spiegare ste banalità!???
    se sei lavoratore dipendente è ovvio che nelle ore di lavoro non sei libero: chiunque fa l'operaio o l'impiegato o che altro, da quando entra al lavoro fino a quando esce deve svolgere i suoi compiti, mica puoi decidere di andarti a fare una passeggiata o leggere un libro o chiamare i tuoi amici per chiacchierare...ma che discorsi fai? ma hai mai lavorato?
    oh e poi sono stato chiaro nel messaggio...se lavori dalla mattina alle 8 fino la sera alle 18 con due di pausa per il pranzo, in cui torni a casa e cucini e mangi...
    secondo in quei giorni di lavoro tu sei libero? che hai solo 3 ore la sera in cui devi cenare e anche riposarti?
    é ovvio che la libertà, principalmente, quasi totalmente, sono le ore di cui puoi disporre a tuo piacimento; poi certo dipende anche da altre cose, la democrazia, la propria libertà interiore, eccetera.
    è un concetto cosi ovvio che mi rifiuto di spenderci altri post in questa discussione.
    ma cosa cavolo centra la propensione al lavoro...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio

    Scusa, ma uno che lavora (e lavora tanto) è "schiavo"?
    Con ogni rispetto, la tua concezione di libertà = tempo libero è riduttiva e da cerebrolesi, oltre a denotare una tua gran propensione al lavoro.
    E' una teoria davvero tanto (ma tantooo) stupida, una "vera minchiata".
    al di la del merito
    in realtà l'equazione che hai scritto non esemplifica il post di Mauro V.
    hai scritto
    libertà = tempo libero
    invece nel post viene portata questa uguaglianza
    no tempo libero = no libertà

    e sono due concetti ben diversi

 

 

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