L'Unità, la famiglia Angelucci non firma
Pare essere giunta ad uno stallo la trattativa per l'acquisto dell'Unità da parte della società che fa riferimento alla Tosinvest della famiglia Angelucci: la firma del contratto sembrava praticamente cosa fatta, ma tutto sembra allontanarsi e forse sfumare del tutto. Mercoledì, di fronte al perdurante nulla di fatto da parte della controparte, un passo importante dei soci della società Ad srl (che controlla la società editrice de "l'Unità"): i soci sarebbero orientati a chiedere formalmente agli Angelucci di onorare gli impegni presi, in caso contrario, e cioè di mancato rispetto della diffida, si riservano di agire nelle sedi opportune a tutela dei loro diritti.
«I soci della società Ad srl - si legge in una nota - hanno chiesto che venga data esecuzione al contratto di cessione della partecipazione rappresentante l'intero capitale sociale di Ad srl alla società lussemburghese New Papers Holding S.A. indicata da Tosinvest spa della famiglia Angelucci come acquirente di detta partecipazione».
Il closing dell'acquisizione del quotidiano fondato da Antonio Gramsci sarebbe dovuto avvenire già prima di Natale. Poi la data è stata spostata, su richiesta degli Angelucci e per motivazioni definite di natura esclusivamente tecnica, al 20 gennaio, con successivi rinvii negli ultimi giorni. Ancora pochi giorni fa Marialina Marcucci, presidente della Nie (società che edita "l'Unità"), ribadiva che l'accordo praticamente blindato con gli Angelucci (proprietari anche dei quotidiani "Libero" e "Il Riformista") era solamente in attesa di imminente formalizzazione, spazzando via tutte le voci di nuovi acquirenti sulla piazza. Prima e dopo, il silenzio da parte della famiglia Angelucci. Mercoledì sera, con una nota Marialina Marcucci spiegava che il cda di Nie, editrice de "l'Unità", «resta in attesa di una decisione finale che si augura molto sollecita».
Nel frattempo aveva manifestato interesse all'acquisto de "l'Unità" il patron di Europa 7 Francesco Di Stefano, il quale mercoledì stesso ha ribadito l'interesse per il giornale: «C'era e rimane, ma dipende tutto dal venditore perché le azioni sono loro. La nostra disponibilità non era volta a disturbare nessuno, ma è stata manifestata nella correttezza e nel rispetto». In ogni caso, per ritornare in campo, ci vorrà del tempo: «Bisognerà che tutta la vicenda si chiarisca». «Noi andiamo avanti cercando di fare al meglio il nostro lavoro», dice da parte sua il direttore Antonio Padellaro.
unità.it
Sarà un caso che sul sito dell'Unità adesso ci sia un articolo su Di Stefano e sul suo calvario per i diritti televisivi?![]()




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