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  1. #1
    Ospite

    Predefinito Anima e "resurrezione della carne"

    Tra i punti che uniscono tutto l'arcipelago "pagano" (punti su cui si dovrebbe maggiormente insistere, anziché andare a cercare differenze e divisioni), c'è l'incompatibilità di tutte le dottrine pagane con la "resurrezione della carne" proclamata dai galilei, inaccettabile da qualsiasi punto vista, e origine della ben nota figuraccia di Saulo di Tarso nell'Areopago ateniese.

    Illuminante, in tal senso, questo maestoso passo di Plotino:
    «Del resto, anche la facoltà della sensazione è la facoltà di un’Anima che dorme, perché la parte dell’Anima che si trova nel corpo è comunque addormentata. Un autentico risveglio non potrebbe essere che una vera resurrezione dal corpo, e non con il corpo, perché in tal caso sarebbe come passare da un sogno a un altro, quasi da un giaciglio all’altro. In generale, non c’è vera resurrezione se non nel lasciare i corpi che appartengono a una natura opposta a quella dell’Anima e quindi sono sostanzialmente contrari ad essa, come dimostra il fatto che si generano, cambiano e si corrompono: tutte condizioni che non sono proprie della natura dell’essere».

  2. #2
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    Complimenti, il tema è dei più affascinanti.
    Ci sono alcune cose che devo ancora approfondire, ma per il momento ho scoperto che, mentre alcuni padri greci cristiani oscillano tra interpretazioni corporizzate e altre che vedono l'anima -in origine e nella reintagrazione finale- come puro spirito, un neoplatonco successivo come Proclo è su posizioni un pò diverse rispetto a Plotino.
    Per quanto mi riguarda considero il tema della risurrezione del corpo ricco di spunti nella riflessione mistica e spirituale, che peraltro unisce un arco di esperienze religiose che trascende l'ambito circosrcitto di questo forum.

  3. #3
    Arjuna
    Ospite

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    Concordo sul grande interesse dell'argomento,e andrei un po piu' cauto con il netto "Cristiani la,altri di qua".

    Ho in mente interpretazioni di testi indiani,e anche un certo simbolismo alchimista...

    Discorso complesso e affascinante.

    Importante capire di quale corpo si parla...

  4. #4
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    Io, come gnostico "anticosmista" e "antisomatista", dichiaro di prendere le distanza dalla falsa dottrina della resurrezione della carne.
    2010:

  5. #5
    suum cuique
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    corpo di gloria...

  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by Arjuna

    Importante capire di quale corpo si parla...
    Esattissimo. E' un problema di antropologia e fisiologia mistica. I termini a volte utilizzati sono "corpo di luce", "corpo pneumatico" e "corpo spirituale" (mi pare che dica così san Paolo). In alcuni casi, i corpi contemplati da un dato sistema sono anche più di due, e corrispondono evidentemente ai diversi gradi della realtà.
    Una volta acquisita, in funzione anti-dualistica, la immanenza all'uomo dell'elemento corporeo, diventa ineludibile l'idea della resurrezione corporea.
    Comunque, forse per l'ambiguità del concetto di resurrezione della carne, è vero che nel cristianesimo ha sempre prevalso una visione materialista e millenarista del recupero escatologico dei corpi (cadaveri). Del resto, mi si corregga se sbaglio, non esiste un approfondimento a livello teologico e dogmatico della corporeità sottile.
    Sull'altro versante il disprezzo platonico del corpo, visto come mero ricettore "innaturale" dell'anima, quasi come patologia, pecca di eccessivo intellettualismo.
    Infine, sono d'accordo con Arjuna, il discrimine cristiani -non cristiani è qui, come in tanti casi, largamente insufficiente e poco centrato, perchè semmai qui la distinzione sembra tra una via "cosmica" o mistica e una via metafisica, laddove solo dozzinalmente la prima può essere ascritta al cristianesimo e ancora più falsamente la seconda a (tutto) il paganesimo.

  7. #7
    sacher.tonino
    Ospite

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    Secondo principio della termodinamica:
    tendenza di ogni cosa nell'universo a raffreddarsi, a decadere, a scaricarsi, mentre gli atomi tendono ad assumere una condizione di moto casuale. Il secondo principio implica una irreversibile tendenza dell'universo verso l' entropia; dove l'entropia e' la misura del grado di casualita' e di disordine di un sistema.


    Ora, un cadavere, per sua natura segue la legge di decomposizione organica.Al gonfiore, segue la putriscenza delle zone mollli.Nella cavità più calde, come bocca, orbite degli occhi e viscere, si tendono a sviluppare le pupe, in un secondo momento mosche.
    la pupa è il tesoro antropologico della medicina, in quanto ci fornisce dati sulla data del decesso del corpo, e del luogo ove tale è deceduto.
    La legge interna, quindi, del cadavere è decomporsi e con esso, i residuali psichici intrappolati nei tessuti organici stessi.

    Il neomorto, quindi, come un neonato appena uscito dal tunnel uterino e dal liquido amniotico...sperimenta un nuovo "mondo"...
    dal quale, mai nessuno è ritornato...a parte nei film di fantascienza su i zombies, ed altre amenità varie...

    Si sussura, che esista una pratica alchemica secretissima, detta
    soluzione del cadavere messa in atto dal Rabbino Esseno di Nazaret Jesus Christos, durante i tre giorni di "riposo" nel sepolcro, blindato dalle guardie romane...
    Se esista realmente tale pratica, non sò dirvi...si gossippa ancora in ambienti più o meno ermetici, che Fulcanelli ne fosse a conoscenza...

    Non mi pronuncio quindi sulla giustezza di una, o dell'altra teoria...

    Il punto è, che si è smarrito il senso Psicopompico del Maestro..

    Esistono oggi, Maestri, che sanno "accompagnare" l'uomo nel regno di una "buona" morte...?

    Mi spiego: Più che di disquisire su una, o sull'altra teoria, bisognerebbe discutere su come l'uomo, oggi, abbia rimosso l'evento degli eventi, la morte, cioè quella linea di confine che separa un mondo da un altro mondo...

    L'ostetrica maieutica di Socrate, non era forse, una scienza filosofica del "nascere" e, quindi, di un morire ad un mondo?


    La morte appartiene all'uomo.L'uomo muore, solo, è lui, se vi pare, è l'attore unico di tale evento...

    Nella vita c'è la morte, nella morte c'è la vita...
    Ad majora
    sacher.tonino


  8. #8
    Arjuna
    Ospite

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    Originally posted by Senatore
    Esattissimo. E' un problema di antropologia e fisiologia mistica. I termini a volte utilizzati sono "corpo di luce", "corpo pneumatico" e "corpo spirituale" (mi pare che dica così san Paolo). In alcuni casi, i corpi contemplati da un dato sistema sono anche più di due, e corrispondono evidentemente ai diversi gradi della realtà.
    Una volta acquisita, in funzione anti-dualistica, la immanenza all'uomo dell'elemento corporeo, diventa ineludibile l'idea della resurrezione corporea.
    Comunque, forse per l'ambiguità del concetto di resurrezione della carne, è vero che nel cristianesimo ha sempre prevalso una visione materialista e millenarista del recupero escatologico dei corpi (cadaveri). Del resto, mi si corregga se sbaglio, non esiste un approfondimento a livello teologico e dogmatico della corporeità sottile.
    Sull'altro versante il disprezzo platonico del corpo, visto come mero ricettore "innaturale" dell'anima, quasi come patologia, pecca di eccessivo intellettualismo.
    Infine, sono d'accordo con Arjuna, il discrimine cristiani -non cristiani è qui, come in tanti casi, largamente insufficiente e poco centrato, perchè semmai qui la distinzione sembra tra una via "cosmica" o mistica e una via metafisica, laddove solo dozzinalmente la prima può essere ascritta al cristianesimo e ancora più falsamente la seconda a (tutto) il paganesimo.
    Infatti una risurrezione del cadavere è evidentemente un errore,di quale corpo materiale si parla?In fondo il corpo muta attimo dopo attimo gia in questa vita,come può diventare eterna una cosa mutabile?

    Credo il confine sia fra una visione che penalizza l'individuo (in un ritorno all'Essere indistinto) che non può contemplare alcun "corpo",e una visione che vede invece proprio nel Corpo il risultato dell'individuazione personale,necessario,in quale forma,non so,all'esistenza stessa della Persona.

    Ho in mentre il Vitriol e certe interpretazioni anche della "reincarnazione" indiana.Oltre che naturalmente al Dogma Cattolico.

  9. #9
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Arjuna
    Infatti una risurrezione del cadavere è evidentemente un errore,di quale corpo materiale si parla?In fondo il corpo muta attimo dopo attimo gia in questa vita,come può diventare eterna una cosa mutabile?

    Credo il confine sia fra una visione che penalizza l'individuo (in un ritorno all'Essere indistinto) che non può contemplare alcun "corpo",e una visione che vede invece proprio nel Corpo il risultato dell'individuazione personale,necessario,in quale forma,non so,all'esistenza stessa della Persona.

    Ho in mentre il Vitriol e certe interpretazioni anche della "reincarnazione" indiana.Oltre che naturalmente al Dogma Cattolico.
    ottimo, hai centrato il nocciolo della questione

  10. #10
    Ospite

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    Chiedo scusa per esere stato poco chiaro, ma con "pagani" intendevo i paganesimi occidentali e l'ellenismo, non pensavo né agli hindu né agli alchimisti.

    L'anima è ciò che vivifica il corpo: la "resurrezione" dei morti è possibile solo con procedure come quelle sciamaniche tese a recuperare l'anima del morto e a farla ritornare nel corpo.

    Anche il discorso su alcune procedure iniziatiche di "sostituzione" sarebbe lungo...

    In ogni caso il problema nasce allorquando i galilei, che credono nella resurrezione della carne, ne fanno uno dei messaggi centrali della loro novella e la promettono.

 

 
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