Tra i punti che uniscono tutto l'arcipelago "pagano" (punti su cui si dovrebbe maggiormente insistere, anziché andare a cercare differenze e divisioni), c'è l'incompatibilità di tutte le dottrine pagane con la "resurrezione della carne" proclamata dai galilei, inaccettabile da qualsiasi punto vista, e origine della ben nota figuraccia di Saulo di Tarso nell'Areopago ateniese.
Illuminante, in tal senso, questo maestoso passo di Plotino:
«Del resto, anche la facoltà della sensazione è la facoltà di un’Anima che dorme, perché la parte dell’Anima che si trova nel corpo è comunque addormentata. Un autentico risveglio non potrebbe essere che una vera resurrezione dal corpo, e non con il corpo, perché in tal caso sarebbe come passare da un sogno a un altro, quasi da un giaciglio all’altro. In generale, non c’è vera resurrezione se non nel lasciare i corpi che appartengono a una natura opposta a quella dell’Anima e quindi sono sostanzialmente contrari ad essa, come dimostra il fatto che si generano, cambiano e si corrompono: tutte condizioni che non sono proprie della natura dell’essere».


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