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  1. #1
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    Predefinito Thread degli aforismi/citazioni: fa' sempre figo citarne uno ogni tanto.

    Direi di aprire, per la gioia di tutti, questo thread.
    Onde evitare confusione tra i vari autori citati, direi che potremmo dedicare alcuni post "congelati" ad ognuno di essi.

    Voi postate, e noi aggiorneremo ogni tanto il thread.

  2. #2
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    Karl Marx

  3. #3
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    Mao Tse Tung (Zedong)

    • Il potere politico nasce dalla canna del fucile. (da Problemi della guerra e della strategia, 6 novembre 1938)
    • Nel mondo attuale ogni cultura, ogni letteratura, ogni arte appartengono a una classe ben determinata e sono quindi vincolate a una determinata politica. L'arte per l'arte, l'arte al di sopra delle classi, l'arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste. (intervento alle discussioni su arte e letteratura in Yenan, maggio 1942)

  4. #4
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    Vladimir Lenin

    • Da noi si guarda la cooperazione con disprezzo, non comprendendo l'importanza esclusiva che ha la cooperazione, dal punto di vista del passaggio a un ordine nuovo per la via più semplice, facile a accessibile ai contadini (da Le cooperative sotto il socialismo, in Opere scelte, Editori riuniti, 1965)
    • Epurandosi un partito si rafforza. (da Che fare?)
    • La matematica può esplorare la quarta dimensione e il mondo di ciò che è possibile, ma lo zar può essere rovesciato solo nella terza dimensione. (citato in John D. Barrow, I numeri dell'universo, 2003)
    • Non giocare mai con l'insurrezione. Ma quando la si inizia, mettersi bene in testa che bisogna andare sino in fondo. (da Consigli di un assente)
    • Non urlate tanto sul cinismo! Il cinismo non sta nelle parole che descrivono la realtà ma nella realtà stessa. (da Caratteristiche del romanticismo economico)
    • Un prete cattolico che violenti fanciulle... è molto meno pericoloso per la democrazia di un prete senza abiti sacri, un prete senza religione grossolana, un prete ideale e democratico che predica la creazione di un nuovo Dio. Poiché smascherare il primo prete è facile, non è difficile condannarlo e scacciarlo – ma il secondo non si lascia scacciare così semplicemente; è mille volte più difficile smascherarlo, e nessun piccolo borghese " Fragile e incostante" si dichiarerà disposto a condannarlo. (tratto dalla Lettera a Maksim Gor'kij, 14 novembre 1913 e citata in Prima di morire – appunti e note di lettura, di Ernesto Che Guevara)
    • Tutta l'esperienza della storia moderna e, in particolare, la lotta rivoluzionaria del proletariato di tutti i paesi, sviluppatasi per più di cinquant'anni, dopo la pubblicazione del Manifesto comunista, dimostrano inconfutabilmente che la concezione marxista del mondo è la sola espressione giusta degli interessi, delle opinioni e della cultura del proletariato rivoluzionario. (da La cultura proletaria)
    • Fra un secolo tra i popoli civilizzati non ci sarà altra forma di governo [se non quello dell'URSS]. Tuttavia, credo che continuerà a sussistere, sotto le macerie delle attuali istituzioni, la gerarchia cattolica, perché in essa si effettua sistematicamente l'educazione di coloro i quali hanno il compito di guidare gli altri. Non nascerà alcun vescovo o papa, come finora è nato un principe, un re o un imperatore, perché per diventare un capo, una guida, nella Chiesa cattolica, è necessario aver già dato prova di capacità. È in questa saggia disposizione la grande forza morale del cattolicesimo, che da 2000 anni resiste a tutte le tempeste e rimarrà invincibile anche in futuro. (citato dall'Osservatore Romano del 23 agosto 1924, ripreso da Avvenire il 12 luglio 2007)
    • Non siamo pacifisti. Siamo avversari della guerra imperialista per la spartizione del bottino fra i capitalisti, ma abbiamo sempre affermato che sarebbe assurdo che il proletariato rivoluzionario ripudiasse le guerre rivoluzionarie che possono essere necessarie nell'interesse del socialismo. (Scritta il 26 marzo (8 aprile) 1917. Pubblicata il 1° maggio 1917 in Jugend-Internationale, n. 8. Opere vol. 23)

  5. #5
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    Friedrich Engels

  6. #6
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    Lev Trotsky

    • Ci sono dei casi in cui lo sciopero può indebolire più gli operai che il loro diretto avversario. (dagli Scritti)
    • La burocrazia sovietica si è posta al di sopra di una classe che usciva appena dalla miseria e dalle tenebre e non aveva tradizioni di comando e di egemonia. (citato in "Prima di morire – Appunti e note di lettura", Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1998)
    • La conquista del potere da parte del proletariato non conclude la rivoluzione, ma la apre soltanto. (citato in "Prima di morire – Appunti e note di lettura", Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1998)
    • La fede senza lavoro è morta. (citato da Max Eastman)
    • La rivoluzione socialista comincia su basi nazionali, ma non può restare circoscritta entro questi confini. (citato in "Prima di morire – Appunti e note di lettura", Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1998)
    • Nessuno è più superstizioso degli scettici. (da Letteratura e rivoluzione)
    • D'un tratto la guerra ci rivela che procediamo ancora a quattro zampe e che non siamo ancora usciti dal grembo dell'era barbarica della nostra storia. (da Le guerre balcaniche 1912-1913)
    • Gli uomini hanno poca stima degli altri, ma non ne hanno molta neanche di se stessi. (da La mia vita)

  7. #7
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    Joseph Stalin

    • Chiunque occupi un territorio impone anche il suo sistema sociale. (da M. Gilas, Conversazioni con Stalin, Feltrinelli, Milano, 1962)
    • Il Partito non è un circolo di discussioni. (citato in Anna Louise Strong, L'era di Stalin, La città del sole)
    • La modestia è l'ornamento del bolscevico. (citato in Enzo Biagi, La geografia di Enzo Biagi-Russia, Rizzoli)
    • Nel regime socialista, che, per il momento, esiste solo in URSS, la proprietà sociale dei mezzi di produzione costituisce la base dei rapporti di produzione. Qui non esistono più né sfruttatori né sfruttati. I prodotti vengono ripartiti secondo il lavoro compiuto e secondo il principio: "Chi non lavora non mangia". (da Materialismo dialettico e materialismo storico, in Questioni del leninismo)
    • Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta. (citato in John Gunther, Soviet Russia Today)
    • Per distruggere l'inevitabilità delle guerre è necessario distruggere l'imperialismo. (da Problemi economici del socialismo dell'URSS, pp. 322-323)
    • Gli scioperi, il boicottaggio, il parlamentarismo, la manifestazione, la dimostrazione: tutte queste forme di lotta sono buone come mezzi che preparano e organizzano il proletariato. Ma nessuno di questi mezzi è atto a distruggere l'ineguaglianza esistente. È necessario concentrare tutti questi mezzi in un mezzo principale e decisivo, è necessario che il proletariato insorga e conduca un attacco decisivo contro la borghesia, per distruggere dalle fondamenta il capitalismo. Questo mezzo principale e decisivo è precisamente la rivoluzione socialista. (da Anarchia o socialismo Opere complete, vol. 1, pp. 387-388)

  8. #8
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    Antonio Gramsci

    • Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza. (ne L'Ordine Nuovo, maggio 1919)
    • Chi ha fede, chi solo nella realtà attinge l'energia necessaria per combattere le lotte sociali deve rimanere sul terreno della violenza e non subirà umiliazioni. (da Fuori della realtà, in Ordine Nuovo)
    • [La tendenza a diminuire l'avversario] È di per se stessa un documento dell'inferiorità di chi ne è posseduto; si tende infatti a diminuire rabbiosamente l'avversario per poter credere di esserne decisamente vittoriosi. In questa tendenza è perciò insito oscuramente un giudizio sulla propria incapacità e debolezza. (da Passato e presente, Einaudi)
    • I traduttori sono pagati male e traducono peggio. (da Lettere dal carcere)
    • Il mio atteggiamento deriva dal sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi e non il muro. (da Compagni di Strada)
    • Il tempo è la cosa più importante: esso è un semplice pseudonimo della vita stessa. (da Lettere dal carcere)
    • In principio era il verbo...[1] No, in principio era il sesso.[2] (da La città futura, 1917-1918, a cura di Sergio Caprioglio, Einaudi)
    • La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri. (da Socialismo e cultura)
    • L'operaio [...] sente una sua precisa direttiva di azione e di pensiero, ed è filosofo senza saperlo, come il borghese gentiluomo era prosatore. (da Ordine Nuovo)
    • Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza. (dai Quaderni del carcere)
    • Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. (da Indifferenti, in La città futura, numero unico)
    • Reagire al velleitarismo. Proporsi obiettivi discreti, raggiungibili, anche se si intenda approfondirli ed estenderli. (dai Quaderni dal carcere)
    • Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. (da Indifferenti, in La città futura, numero unico)
    • [Al giudice, che prima della condanna a 20 anni e 4 mesi di carcere gli aveva chiesto che cosa avrebbero fatto i comunisti se l'Italia fosse entrata in guerra] Voi fascisti porterete l'Italia alla rovina, e a noi comunisti spetterà salvarla! (citato in Palmiro Togliatti, Il partito comunista italiano, Editori Riuniti, Roma 19974, cap. VIII, p. 80)

  9. #9
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    Palmiro Togliatti

    • In tutti i modi dobbiamo favorire l'occupazione della regione giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito. Questo significa che in questa regione non vi sarà né una occupazione inglese, né una restaurazione della amministrazione reazionaria italiana, cioè si creerà una situazione profondamente diversa da quella che esiste nella parte libera dell'Italia [ … ] questa direttiva vale anche e soprattutto per la città di Trieste. (da Lettera del 19 ottobre 1944 a Vincenzo Bianco [1])
    • La discussione ha messo in luce un problema nuovo, che la scuola privata diventi una seconda scuola di stato. (sui lavori della costituente, 22 ottobre 1946; citato in Mario A. Manacorda, Scuola pubblica o privata?, Editori Riuniti, Roma, 1999, p. 61)
    • La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso la Unione Sovietica è stata definita da Stalin, e non vi è più niente da dire. Nella pratica, però, se un buon numero di prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da dire. Anzi. E ti spiego il perché. Non c'è dubbio che il popolo italiano è stato avvelenato dall'ideologia imperialista e brigantesca del fascismo. Non nella stessa misura che il popolo tedesco, ma in misura considerevole. Il veleno è penetrato tra i contadini, gli operai, non parliamo della piccola borghesia e degli intellettuali, è penetrato nel popolo insomma. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti. [Risposta del 15 febbraio 1943 alla lettera di Vincenzo Bianco che gli chiedeva un intervento presso il Cremlino in favore dei prigionieri italiani in Russia] (La Stampa, 15 febbraio 1992; anche: R.Risaliti, Togliatti fra Gramsci e Neciaiev, Omnia Minima, Prato 1995)

  10. #10
    are(a)zione
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    A voi la ricerca degli altri.

    Io ho usato per iniziare http://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale

 

 
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