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  1. #1
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    Predefinito Berlusconi rilancia sulle larghe intese

    «Prima un governo tecnico-politico, poi al voto entro 12-18-24 mesi» Berlusconi rilancia sulle "larghe intese" «Io non entrerei nel nuovo esecutivo, meglio Tremonti. Draghi?
    No ai tecnici, ci sono politici adatti in entrambi gli schieramenti»

    ROMA - «Prima un governo tecnico-politico» in cui gli «uomini di buona volontà» si siedono intorno a un tavolo per risolvere i problemi del Paese e poi «in un tempo di 12, 18, 24 mesi, si torni alle elezioni». Questa l'idea di Silvio Berlusconi, nel caso il governo Prodi dovesse cadere sulla Finanziaria.
    GROSSE KOALITION - Nel corso della giornata il Cavaliere aveva rilanciato il tema della Grossa coalizione alla tedesca, dicendo di essere pronto anche al confronto con il centrosinistra, per lo meno con una parte di esso. Conversando con i giornalisti nei corridoi della Camera il capo della Cdl parla di una possibile intesa di governo tra i due poli come di «un'ipotesi di buon senso che resta sempre valida». Nei giorni scorsi era stato il numero due di Forza Italia, l'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti, a ribadire l'opportunità di una große koalition anche per l'Italia.
    TREMONTI - Su un eventuale governo delle larghe intese, Berlusconi ha poi aggiunto: «Non ho l'ambizione di entrarci», ne resterebbe fuori lasciando ad altre personalità di Forza Italia, come Giulio Tremonti, il compito di rappresentare il mio partito. Un governo che tuttavia non dovrebbe essere di tecnici, e «dunque escluderei nomi come quello di Mario Draghi, ma di politici».
    CASINI SODDISFATTO - Il rilancio di Berlusconi sulle larghe intese fa tornare al bello il meteo del rapporto con Pier Ferdinando Casini: «Non si può ancora parlare di ritrovata sintonia, ma sicuramente di convergenze interessanti sì», dice la segreteria Udc. «Dopo il sasso lanciato nello stagno da Casini prendiamo atto - si spiega - della posizione di Berlusconi e di Fini. Il colloquio di oggi pomeriggio alla Camera - aggiungono le stesse fonti - dimostra che il rapporto umano tra Berlusconi e Casini resta solido, anche se permangono comunque differenze politiche».
    27 ottobre 2006

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...heintese.shtml

  2. #2
    Schliemann
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    vedi come cambia idea, l'ho sempre pensato, ci dev'essere qualche serio problema di mezzo.
    Probabilmente un deficit di funzione frontale, forse atrofia legata a terapia cortisonica?

  3. #3
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    Tremonti attacca Prodi: "Merita l'incarico chi ha la forza
    di andare avanti nel governo giorno per giorno"
    "Nessuno sconto al loro governo
    senza larghe intese non durerà"

    di MASSIMO GIANNINI



    ROMA - Prodi non vuole le larghe intese? Peggio per lui. "Tanto non durerà...". Giulio Tremonti lancia il suo "anatema" pasquale. Il ministro uscente dell'Economia è stato il teorico della Grande Coalizione alla tedesca, tre mesi prima delle elezioni. Oggi resta ancora convinto che quella sarebbe la soluzione migliore: "Ma prendo atto che non ci sono le condizioni politiche. Resta il fatto che quella di Prodi è una vittoria di Pirro. La sua maggioranza non esiste al Senato, il suo governo non può reggere". Tremonti non raccoglie l'offerta di D'Alema per una scelta condivisa del prossimo presidente della Repubblica: "E' un dovere, non certo una concessione che ci fa...". E annuncia che il Polo non farà sconti al centrosinistra. "Siamo in campo, perché abbiamo dalla nostra il Nord e lo schema europeo. Siamo stati uniti al governo, e lo saremo ancora di più all'opposizione".

    Ministro Tremonti, resta ancora convinto che anche l'Italia debba sperimentare la via della Grande Coalizione alla tedesca?
    "Pur se nel giorno di Pasqua, sembra arrivato il tempo per mettere da parte almeno per un po' il libro di Isaia: 'Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guarderà'. Nessuno ha mai creduto al presepe di Isaia. Nel nostro sistema sono troppo forti le componenti personali. Quella italiana è una politica troppo antropomorfa. In realtà lo spirito della mia riflessione era ed è più profondo: riguarda non la sovrastruttura dei rapporti personali, ma la struttura del reale".

    Che cosa vuol dire, fuori dalla metafora marxiana?
    "In Italia c'è una troppo forte asimmetria tra l'intensità delle pressioni esterne e la nostra debolezza interna. Non solo. E' troppo forte l'intreccio tra problemi di governo e problemi di riforme. Questi più essenziali e più urgenti di quelli. Nella mia visione di Grande Coalizione avrebbe dovuto e potuto partire dalla riorganizzazione dei nostri quattro livelli di governo. Dalla redistribuzione dell'attivo e del passivo. Dai doveri e dai poteri fiscali. In sintesi, dal federalismo fiscale".

    http://www.repubblica.it/2006/04/sez...i-2006-11.html

    Potevate proporla in questi cinque anni, invece di fare le riforme a colpi di maggioranza. E comunque dovreste ammettere che la vittoria del centrosinistra c'è stata. Che senso ha continuare con la storia dei brogli? Perché in Italia, come si chiede D'Alema, non esiste fair play istituzionale e non succede come nelle grandi democrazie europee, dove se un governo ha un voto di scarto e un deputato di maggioranza si sente male l'opposizione fa uscire uno dei suoi? Eppure non siamo la Bielorussia...
    "Confesso che sulle democrazie post-comuniste D'Alema ha esperienze superiori alle mie. Non credo alle fiabe nordiche. Se vai a Westminster ti spiegano che il principale dovere dell'opposizione è quello di abbattere il governo in carica con ogni mezzo democratico. Ma con ogni mezzo".

    Compreso l'utilizzo di un dato sulle schede contestate che poi si è rivelato clamorosamente sbagliato per ammissione del Viminale?
    "Non entro nel merito della vittoria negata. Mi limito ad osservare che questo è un Paese in cui ha votato l'85% degli elettori. Vuol dire che gli italiani credono nel valore del loro voto. Vedere sui tg le casse di schede buttate nei fossi o ascoltare l'autoproclamazione di Prodi prima ancora del risultato del Senato non è edificante, e non fa bene alla democrazia".

    Invece fa bene alla democrazia sentire un premier che comunque ha perso che dice "resisteremo"? Cosa aspettate a riconoscere che ha vinto Prodi?
    "Non è mio compito quello di fare l'endorsement di Prodi. Ma se vuole, anche solo per prova apriamo il grande libro delle vittorie. La storia è piena di vittorie chimeriche, oniriche o dimidiate. Di vittorie che sono sconfitte e di sconfitte che sono vittorie. Per banalizzare: quella di Prodi è una vittoria di Pirro. Lo è in senso aritmetico, in senso economico e in senso politico".

    Mi spiega perché?
    "Inizio dall'aritmetica. Quella di Prodi è una vittoria di Pirro perché sarebbe millesimata. Una vittoria al 5 per mille. Al Senato è sostanzialmente una sconfitta, sia pure con due senatori di 'maggioranza'...".

    Appunto. E' pur sempre una maggioranza. Di fronte alla quale il Capo dello Stato non può che conferire l'incarico a chi l'ha ottenuta, non crede?
    "Io non voglio assolutamente interferire con le dinamiche istituzionali. Ma formulo un'opinione: l'incarico lo merita un governo che ha la forza per governare avendo una sua base parlamentare funzionale e non istantanea. Non un voto di fiducia alle ore x del giorno y, ma una fiducia permanente e capace di manifestarsi nel 'continuum' dell'attività di governo. Mi chiedo: senatori eletti all'estero e senatori a vita sono in grado di garantirlo al Senato, dove la verifica del numero legale è continua tanto in commissione quanto in aula?".

    E' ovvio che a lei dispiaccia, ma questa maggioranza esiste, e il centrosinistra l'ha ottenuta nonostante una riforma elettorale pasticciata che avete voluto voi.
    "La legge è la legge, e come tale va rispettata. Ma in realtà è una legge che si sviluppa in una logica opposta a quella del proporzionale. E' una legge maggioritaria, non adatta per il governo della complessità. E' bastato un giorno per verificarlo: grande maggioranza alla Camera, grande divisione nel Paese. La finzione giuridica non è sufficiente per superare e governare la divisione politica. Questa legge elettorale è formalmente proporzionale, ma sostanzialmente maggioritaria. Semplicemente, sposta l'effetto maggioritario dalla piccola dimensione circoscrizionale alla grande dimensione nazionale. La conta di base è proporzionale, ma il premio è maggioritario. La logica proporzionale, invece, avrebbe postulato anche un premio a sua volta proporzionale, e non lo scatto integrale di un superpremio per un solo voto".

    Detto da lei fa un certo effetto. Tremonti non era forse un alfiere del maggioritario?
    "Da dieci anni penso che il proporzionale sia meglio del maggioritario. E le spiego perché. Il sistema maggioritario deriva dal mondo anglo-sassone: qui prende il nome di 'first past the post', il primo dopo il palo. E già nel nome c'è il riflesso del mondo da cui viene. Una logica sportiva, un mondo tipo 'homo ludens'. E' il sistema ottimo per il governo di un mondo normale, in cui vivono società pacificate. L'opposto di quello che si vede in Italia dopo il voto del 9 e 10 aprile. E' per questo che considero giusto per l'Italia il sistema proporzionale, che è più baricentrato e consente il governo delle complessità. E certo la complessità è la 'cifrà che domina la realtà attuale del nostro Paese".

    Comunque insisto: con questo sistema Prodi ha vinto, e Berlusconi ha perso.
    "Non è così. Le ho spiegato perché quella di Prodi è una vittoria di Pirro in senso aritmetico. Ora aggiungo perché è addirittura una sconfitta in senso economico. Prodi ha perso in tutte le regioni produttive del Nord. Non solo. Ha perso su scala nazionale. Le regioni in cui ha perso sono quelle in cui si produce più del 60% del Pil e dove si fa il grosso dell'export. Se mi permette un inciso a questo proposito: la fiducia espressa nei confronti del governo Berlusconi dal grosso del sistema produttivo indica quanto fossero e quanto siano false le accuse di incapacità di governo dell'economia".

    Vogliamo riparlare della crescita zero del nostro Paese?
    "Senta, se chi fa l'economia ti dà fiducia questo supera tutte le critiche. Non solo. La Cdl non ha vinto solo al Nord, ma anche in grandi regioni del Centro e del Sud. Ha vinto in Sicilia. Ha sostanzialmente pareggiato in Campania. Dunque, nessuno potrà più dire che siamo una coalizione anti-Sud. All'opposto, appare sempre più localistica e non nazionale la geo-politica dell'Unione. I confini dell'Unione sono sempre più nell'Italia centrale. Coincidono sempre più con il campo di attività radicata sul territorio delle cooperative".

    Può darsi. Ma pur con questi limiti, perché non riconoscete che il centrosinistra ha il diritto-dovere di governare?
    "Siamo al terzo punto. Dopo l'aritmetica e l'economia, la politica. E' fallito il progetto politico di Prodi. Il progetto di una coalizione riformista europea. Il nucleo dei Ds (escluso il correntone) e la Margherita insieme fanno a stento la metà della coalizione. Il resto è composto da culture e personalità politiche che francamente è difficile considerare riformiste ed europee. Si avvera dunque la profezia di un'alleanza costruita in negativo e non in positivo. Basata più sul contrasto al governo in carica che sul progetto di un governo futuro. Terminata la finzione dell'amicizia, necessaria per le elezioni, inizia il festival dell'inimicizia. C'è un bellissimo saggio di Roland Barthes sul significato della parola 'remora'. La questione è se remora sia il nome del mollusco che ostacola lo scivolamento della nave, o il nome dell'effetto di ritardo causato dal mollusco stesso. Ebbene, la nave dell'Unione non è ancora stata messa in acqua, e già si manifestano effetti di blocco di ogni tipo".

    Nella Cdl regna invece tutta questa armonia? Il silenzio di Casini e Fini che significa? E gli attacchi di Castelli e della Lega contro Berlusconi?
    "Non c'è nessun conflitto, neppure con la Lega. La nostra coalizione è oggettivamente unita da un sistema condiviso di valori, da un progetto che risponde allo schema europeo del grande partito dei popolari moderati. Siamo stati uniti al governo, lo saremo anche e forse ancora di più all'opposizione".

    Insomma, all'Unione non fate e non farete sconti. Ma allora qual è il contributo che il centrodestra può dare, per cercare di "pacificare" la contesa politica, come ogni tanto fa finta di dire il Cavaliere?
    "Faccio osservare che in questi anni chi ha fatto una campagna più in negativo che in positivo è stato proprio Prodi. E' stata a tratti anche una campagna di odio. Dell'effetto di divisione che si è prodotto nel Paese ora è anche lui ad essere insieme l'artefice e la vittima. E certi elementi di radicalizzazione e di ostentazione di 'leaderismo' non sono segni di forza, ma semmai di debolezza".

    Ma sull'elezione del presidente della Repubblica, a partire dal metodo Ciampi, siete pronti a raccogliere le offerte dell'Unione oppure no?
    "Quelle che lei chiama offerte non sono una novità. L'elezione del Capo dello Stato è sempre stata il frutto di una scelta condivisa. La storia stessa del Pci è sempre andata nel senso di entrare in quel meccanismo di scelta. E nessuno si è mai sognato di contestare quel diritto di intervenire. Questo non è 'entrismo', ma è la base della nostra storia costituzionale. E dunque, dov'è la novità?".

    Per concludere: mi pare di capire che per ora non si fanno Grandi Coalizioni, voi scommettete sulla caduta rapida del governo Prodi e poi, magari già in autunno, si riapriranno tutti i giochi. E' così?
    "Io penso che con il governo Prodi la sinistra entra in un campo di forze con la struttura politica più debole che si ricordi negli ultimi tre decenni. Dobbiamo tornare al governo Tambroni, per vedere una così micidiale combinazione di debolezze intrinseche e di forze in campo. Il governo Prodi sarà per la sinistra come una vettura che circola senza assicurazione. Quando andrà a sbattere, chi pagherà i danni? Noi ci saremo, di questo può star sicuro. I danni li pagheranno gli elettori di sinistra. L'addizionale sarà a carico della sinistra riformista, che passerà il testimone alla sinistra-sinistra. Gli conviene rischiare tanto?".

    (16 aprile 2006)

    http://www.repubblica.it/2006/04/sez...i-2006-11.html

  4. #4
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    http://www.repubblica.it/2006/10/sez...no-intese.html


    Il leader dei Ds respinge lo scenario proposto da Pier Ferdinando Casini
    "Ma come si fa ad immaginare un governo che mette insieme Visco e Tremonti?"
    "Prodi per 5 anni, ma se cade si vota"
    Fassino dice no all'ipotesi larghe intese
    Bertinotti nettissimo: "E' un problema che non esiste"
    Di Pietro ironizza: "All'opposizione stanno scomodi"


    ROMA - "Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori è più realistico della dialettica politica italiana è che si vada a votare: non vedo francamente maturare condizioni e larghe coalizioni politiche o di governi tecnico-istituzionali, mi paiono ipotesi di scuola, del tutto legittime, ma senza alcun grado di realismo che possa far credere che siano scenari praticabili". Piero Fassino non è affatto convinto della necessità di trovare larghe intese tra i due schieramenti e chiude così la porta al ragionamento sviluppato da Pier Ferdinando Casini in un'intervista a Repubblica.

    Secondo l'ex presidente della Camera, il governo Prodi è paralizzato dall'unico voto di maggioranza al Senato e un cambiamento in grado di dare maggiore stabilità si renderà presto necessario, ma il segretario dei Ds la vede diversamente. "Noi - spiega - lavoriamo perché il governo diretto da Prodi sia di legislatura". "Un governo di larghe intese - precisa ancora Fassino - vuol dire tra partiti di schieramenti opposti che decidono di stare insieme. Ma per farlo bisogna condividere una politica". "Ma si può immaginare - si chiede retoricamente il leader della Quercia - un governo in materia fiscale Visco-Tremonti? In materia di infrastrutture: Di Pietro-Lunardi? Ed in politica estera: Fini-D'Alema?".

    Conferma il suo netto no alle larghe intese anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Vedo una non casualmente sotterranea agitazione del tema della grande coalizione, ma non vedo protagonisti che lo propongano esplicitamente. E, quando Berlusconi propone il tema, quanto dice viene rifiutato esplicitamente ed unanimamente da tutto lo schieramento della maggioranza. Dunque, il problema non esiste". E a chi gli chiede se in caso di "governissimo", sarebbe in discussione la sua carica a Montecitorio risponde: "Se si svuole discutere astrattamente di un problema che non esiste, allora si può dire che la questione del governo è del tutto autonoma rispetto a quella delle istituzioni. Ma questo solo se vogliamo ragionare per sfizio di cose che non esistono".

    "Non c'è alternativa a Prodi e all'Unione - sostiene il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano - non c'è alcuno spazio per le larghe intese: se in Italia ci fosse la Grande coalizione come in Germania noi staremmo all'opposizione".

    Netta chiusura pure dal capogruppo dei verdi alla Camera Angelo Bonelli: "Basta parlare di larghe intese. L'unico governo è quello votato dagli italiani. Gli inciuci sono immorali e disgusterebbero i cittadini.

    Ironizza invece il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. "Parlano di governissimo - afferma - perché all'opposizione stanno scomodi e quindi tutte le scuse vanno bene per cercare di rientrare in gioco". "La verità - aggiunge - è molto semplice: noi abbiamo fatto un patto con gli elettori per risanare la contabilità pubblica e per avere una maggiore equità sociale. In quest'ottica ci stiamo muovendo".

    A condividere la riflessione del leader dell'Udc è il vice presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Romani. "Oramai Prodi è accerchiato dalla sua stessa maggioranza - dice - e l'assalto della sinistra radicale, come lo stop alla riforma del sistema previdenziale, lo sta sistematicamente consumando''. "Dietro il governo di larghe intese - aggiunge - non potrebbe esserci nessun inciucio ma solo la volontà del Paese di cacciare Prodi, Visco e Padoa Schioppa ed è necessario che tutti gli scenari e le ipotesi che possono contribuire a far cadere Prodi devono essere analizzate con la massima attenzione per uscire dal pantano".

    Convinto che la sorte del governo Prodi sia segnata è anche l'esponente di An Maurizio Gasparri. "Perfino i sindaci di sinistra come Cacciari - afferma - lo contestano in piazza. Si moltiplicano le manifestazioni delle associazioni di categoria. L'insofferenza ha raggiunto livelli di guardia. Caduto Prodi si vedrà cosa fare prima di restituire la parola ai cittadini". "Una fase di decantazione - aggiunge Gasparri - è prevedibile. Si moltiplicano anche le prese di posizione di autorevoli esponenti del centrosinistra che sembrano quasi candidarsi a gestire una transizione del genere".

    (30 ottobre 2006)

  5. #5
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    Fassino taglia corto: "Non ci sono altre maggioranze"
    Il Professore: "Il mio governo resterà per tutta la legislatura"
    L'Unione boccia le larghe intese
    Prodi: "Non cambio, duro 5 anni"




    ROMA - "La coalizione è questa, non cambia, dura per l'intera legislatura". Romano Prodi, nella conferenza stampa dopo il vertice di maggioranza di Villa Phampilj replica così a chi gli pone il tema delle larghe intese. Il premier assicura che nel vertice su questo c'è stata una visione unanime. "Questa riunione non è stata voluta per un emergenza o un cambiamento di rotta aveva detto al suo arrivo -. E' il proseguimento di un nostro metodo di lavoro". Dunque porte chiuse all'ipotesi rilanciata ieri da Silvio Berlusconi.

    Anche il segretario dei Ds, Piero Fassino, tenta di mettere fine ai boatos che vedrebbe la maggioranza sottoposta ad un tale affanno tanto da aprirsi prospettive di "Governissimo". "Con questa maggioranza e questo governo intendiamo governare per l'intera legislatura", spiega Fassino, che dice a chiare lettere: "Non c'è un'altra maggioranza di governo su questo l'intero centrosinistra è coeso".

    Da parte degli altri leader della maggioranza nessuno spazio a possibili seduzioni: "Maggioranze variabili significherebbero la fine del governo", spiega il leader del Pdci Oliviero Diliberto che taglia corto: "non ne parliamo nemmeno, in ogni caso noi non ci saremo".

    Nega nettamente che nel corso del vertice si sia affrontato l'argomento Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente e leader dei Verdi, che ha parlato di "una riunione molto positiva" che è servita "a rilanciare la coalizione".

    "Nessuno nella coalizione pensa ad una 'fase due', al post Prodi o alle larghe intese. Il rapporto rimane sempre corretto tra maggioranza ed opposizione, come avviene nella normale dialettica parlamentare. C'è spirito unitario, pur nelle distinzioni". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

    ''Netta contrarietà'' ad ogni ipotesi di larghe intese. E' quanto ha ribadito il segretario del Prc, Franco Giordano: ''Una cosa è pensare a un maggiore consenso - ha spiegato Giordano - altro è parlare di larghe intese''.

    Ma la Cdl insiste. "Il fatto che Prodi per la stesura finale della finanziaria convochi una sorta di assemblea popolare con 50-60 esponenti del centrosinistra, dà il senso del grado di confusione che c'è nel governo", dichiara Gianfranco Fini intervenendo a Isernia a una iniziativa elettorale. E l'ex ministro degli Esteri è tornato,appunto, sulle larghe intese: "Tutto quello che è relativo a ciò che bisognerà fare quando sarà caduto Prodi è visto da An con grande attenzione perché è essenziale che cada il governo Prodi".

    (28 ottobre 2006)


    http://www.repubblica.it/2006/10/sez...no-intese.html

  6. #6
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    «Sarebbe irresponsabile escluderci dal gioco democratico» Berlusconi lancia la «Grossa Coalizione»
    «Copiamo dalla Germania, uniamo le forze» Il premier prende la parola per la prima volta dopo l'esito elettorale. E tende la mano a Prodi: «No alla guerra civile»

    ROMA - «Il voto ha mostrato una maggioranza assoluta per la Cdl e una maggioranza relativa risicata per la sinistra. Non esiteremo a riconoscere vittoria all'avversario solo quando saranno ultimate procedure legali di verifica. Nessuno può dire ora di aver vinto. Se l'aritmetica darà loro i numeri dovranno mostrare di sapere governare veramente il paese». Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, incontrando i giornalisti a Palazzo Chigi.
    «LATI OSCURI SUL VOTO» - «Chi avesse in animo di escludere dal gioco democratico del paese la metà dei cittadini - ha aggiunto Berlusconi - farebbe un calcolo di bottega irresponsabile e ne pagherebbe le conseguenze. Sappiamo che ci sono stati degli errori e penso che i risultati non siano ancora definitivi. Non possiamo ancora dire che sia un voto valido, non avremmo voluto vedere lo spettacolo della notte con le autoproclamazioni di vittoria dell'Unione. Su questo voto ci sono ancora molti lati oscuri».

    I leader della Cdl durante la conferenza stampa (Lapresse)
    LE VERIFICHE - Il leader di Forza Italia ha poi fatto riferimento alla verifica dei risultati effettuata dopo il voto di cinque anni fa: «Vorrei ricordare che nel 2001 la differenza tra i dati forniti dalla prima indicazione del Viminale e quelli sanciti dalla Cassazione era pari a 36mila voti. Oggi abbiamo 1.102.188 voti nulli e ben 611.158 voti annullati. Ciò fa capire quanto legittime siano le nostre richieste». Nonostante l'intenzione di verificare una a una le schede risultate contestate, Berlusconi ha però sottolineato di ritenere regolari le operazioni di voto, associandosi così alle dichiarazioni del ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Ha però messo in discussione l'esito del voto degli italiani all'estero, risultato poi determinante per la definizione della maggioranza al Senato: «Ci sono moltissime irregolarità. Non può quindi essere escluso che questo voto possa essere considerato non valido».
    LE APERTURE A PRODI - In ogni caso Berlusconi ha teso anche una mano all'Unione e a Romano Prodi (a cui «telefonerò solo quando saranno certi i risultati elettorali») nell'ipotesi che il risultato definitivo del voto al termine delle verifiche modifichi il risultato e stabilisca eventualmente maggioranze diverse per le due Camere. Il premier ha chiesto indirettamente al leader del centrosinistra di ipotizzare di sedersi attorno ad un tavolo e di «prendere esempio dalla Germania» dove a fronte di un Paese spaccato in due si è arrivati necessariamente a delle larghe intese. «Se davvero si vuole andare avanti con un paese che non si divida, dovremmo prendere esempio da altri paesi come la Germania e considerare se non sia il caso di unire le forze e governare nella concordia». «Al paese - ha aggiunto - non fa bene andare avanti in una specie di guerra civile. Dobbiamo dismettere il viso delle armi e pensare di sederci responsabilmente in un tavolo pensando all'interesse del paese». Ma in giornata Romano Prodi aveva fatto sapere di essere pronto a governare per cinque anni con questa coalizione, senza volere ipotizzare alcun cambio di maggioranza.
    LE SCUSE PER I «COGLIONI» - Berlusconi ne ha anche approfittato per un gesto di distensione facendo riferimento, pur senza mai ripetere la famosa parola, a quando definì come coglioni coloro che non avrebbero votato per la sua coalizione. «Chiedo venia anch'io se davanti a un gruppo di imprenditori amici ho usato una parola che non è nell'elenco delle finezze». E poi quel termine, rivendica di nuovo, non era rivolti agli elettori di sinistra ma ai mie amici elettori. «Mai nella vita ho rivolto offese a nessuno. E per ciò - conclude - in campagna elettorale questo episodio mi è spiaciuto».
    GLI ALTRI LEADER - Alla conferenza stampa hanno partecipato anche gli altri leaderdel centrodestra. Il vicepremier Gianfranco Fini (An) ha preso la parola per ringraziare gli elettori e lo stesso Berlusconi per l'impegno personale mostrato in campagna elettorale. E ha aggiunto che se dal riscontro sulle schede dovesse emergere effettivamente la vittoria dell'Unione, «noi saremmo pronti a fare la nostra parte all'opposizione». Sulla stessa linea il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa. E da Roberto Maroni, della Lega Nord, la sottolineatura di come «la sinistra avrà il diritto e il dovere di esprimere un governo con le sue forze senza chiedere, nè comunque ottenere da parte nostra, alcun aiuto». Parole, queste, che cozzano un po' con le aperture berlusconiane alla concordia tra i Poli e ad un'eventuale coalizione trasversale. Lo stesso vicepremier Fini ha richiamato il Cavaliere a non lanciarsi in interpretazioni personali e ad attenersi, per la valutazione del risultato e degli scenari futuri, al testo scritto concordato tra gli alleati.

    12 aprile 2006

    http://www.visivagroup.it/showthread.php?t=19741

  7. #7
    Parliamone
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio

    .... con la sinistra noi non faremo nulla. Al contrario di Veltroni che ci desidera tanto
    Silvio docet.
    Malik,scusa tanto,sai,ma... sei solo un gran ...analista.

  8. #8
    Schliemann
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    Ahahaha, insomma, prima questi furbacchioni di berlusconi e c truccano le carte o , se preferite, cambiano le carte in tavola, mutando unilateralmente la legge elettorale e producendo una legge porcata, escludono gli altri dal gioco democratico e poi si lagnano di essere esclusi loro?

    insomma, l'arroganza, la protervia e la faccia di q concentrate in una sola maschera di plastica.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Ochtopus Visualizza Messaggio
    Silvio docet.
    Malik,scusa tanto,sai,ma... sei solo un gran ...analista.


    Pensa quello che vuoi. Alla luce dei fatti , si dovevano fare ad Aprile 2006 òe Grandi Intese. Invece vi siete eletti , con i Senatori a Vita , Il Presidente della Repubblica , della Camera e del Senato.


    Ora volete dialogare ?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Schliemann Visualizza Messaggio
    Ahahaha, insomma, prima questi furbacchioni di berlusconi e c truccano le carte o , se preferite, cambiano le carte in tavola, mutando unilateralmente la legge elettorale e producendo una legge porcata, escludono gli altri dal gioco democratico e poi si lagnano di essere esclusi loro?

    insomma, l'arroganza, la protervia e la faccia di q concentrate in una sola maschera di plastica.



    Ma se con la legge Porcata hai vinto le elezioni ? Con il vecchio maggioritario le avresti perse...

    Possibile che oltre la calunnia , non sai fare un'analisi politica ?

 

 
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