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  1. #1
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    Predefinito Garibaldi, rovina della Sicilia.

    Garibaldi rovina della Sicilia di Angela Pellicciari

    In un diario la spietata testimonianza di La Farina, che organizzò nell’ombra la spedizione dei Mille.



    "Non si deve lasciar credere in Europa che l’unità italiana, per realizzarsi, avea bisogno d’una nullità intellettuale come Garibaldi. Gli iniziati sanno che tutta la rivoluzione di Sicilia fu fatta da Cavour, i cui emissari militari, vestiti da merciaiuoli girovaghi, percorrevano l’isola e compravano a prezzo d’oro le persone più influenti": così scrive sulla Deutsche Rundschau nell’ottobre 1882 il massone Pietro Borrelli, che si firma con lo pseudonimo di Flaminio.

    Che le cose stiano così i lettori di questo giornale ormai lo sanno. Prima di passare ad un altro argomento però, vista l’importanza della vicenda, conviene descrivere ulteriormente la condotta di Garibaldi in Italia meridionale. Per farlo torniamo a La Farina e al suo epistolario. Prima di essere cacciato dalla Sicilia da Garibaldi che vuole scuotere il giogo della sua dipendenza da Cavour, La Farina fa in tempo a raccontare al conte le prodezze del generale. Leggiamo per esteso l’autorevole testimonianza della persona che, nell’ombra, ha organizzato la spedizione dei Mille.

    • 10 giugno 1860 a Cavour: "Un governo ch’è la negazione di ogni governo. In un paese in cui è ignota la coscrizione, si pensava sul serio a fare una levata di 300.000 uomini. Si decreta che dai consigli civici siano esclusi gli antichi impiegati regii, che in certi municipii sono i soli che sappiano leggere e scrivere. Si sminuzzano le province che sono 7, creando governatori in tutti i distretti che sono 25. Si fa governatore di Palermo un giovinetto di Marcilepre, che nessuno conosce".

    • 12 giugno: "Il governo (o per dir meglio, Crispi e Raffaele) sapendosi avversato dalla maggioranza dei cittadini, cerca farsi partigiani negli uomini perduti".

    • 18 giugno: "Fanno leggi sopra leggi [...] mettono le mani nei depositi dei particolari esistenti in tesoreria [...] non trovando partigiani nel partito liberale, cercano farsi amici negli uomini più odiati e spregiati [...]. La legge della leva così imprudentemente pubblicata e stoltamente redatta, già produce i suoi frutti: un grido d’indignazione s’è levato da per tutto [...] In molti Comuni sono avvenute delle vere sollevazioni".

    • 28 giugno: "Io non debbo a lei celare che all’interno dell’isola gli ammazzamenti sieguono in proporzioni spaventose; che nella stessa Palermo in due giorni quattro persone sono state fatte a brani; e che tutto è stato disordinato e messo sossopra con una insensatezza da oltrepassare ogni limite del credibile".

    • 29 giugno: "L’altro giorno si discuteva sul serio di ardere la biblioteca pubblica, perché cosa dei gesuiti: ieri il comandante della piazza, Cenni, ordinava di fare sgombrare le scuole. Si assoldano in Palermo più di 20.000 bambini dagli 8 ai 15 anni e si dà loro tre tari al giorno! Si mette la finanza della Sicilia in mano di quel ladrissimo e ignorantissimo B...! In una sola partita di cavalli requisita nella provincia di Palermo ne spariscono 200! Si dà commissione di organizzare un battaglione a chiunque ne faccia domanda; così che esistono gran’numero di battaglioni, che hanno banda musicale ed officiali al completo, e quaranta o cinquanta soldati! Si dà il medesimo impiego a 3 o a 4 persone! Si manda al tesoro pubblico a prendere migliaia di ducati, senza né anco indicarne la destinazione! Si lascia tutta la Sicilia senza tribunali né civili, né penali, né commerciali, essendo stata congedata in massa tutta la magistratura! Si creano commissioni militari per giudicare di tutto e di tutti, come al tempo degli Unni".

    • 2 luglio a Davide Morchio: "Non abbiamo nulla che possa somigliarsi ad un governo civile: non vi sono tribunali [...] non ci è finanza, avendo tutto assorbito l’intendente militare; non v’è sicurezza, non volendo il dittatore né polizia, né carabinieri, né guardia nazionale, non v’è amministrazione, essendo state sciolte tutte le intendenze".

    • 17 luglio ad Ausonio Franchi: "Garibaldi dichiara pubblicamente che non vuole tribunali civili, perché i giudici e gli avvocati sono imbroglioni; che non vuole assemblea perché i deputati sono gente di penna e non di spada; che non vuole niuna forza di sicurezza pubblica, perché i cittadini debbono tutti armarsi e difendersi da loro".

    • 19 luglio a Giuseppe Clementi: "I bricconi più svergognati, gli usciti di galera per furti e ammazzamenti [sono] compensati con impieghi e con gradi militari. La sventurata Sicilia è caduta in mano di una banda di Vandali".

    Il famigerato Pol Pot, lo spietato dittatore cambogiano, non è stato il primo ad avere l’idea di servirsi di ragazzini per realizzare la giustizia proletaria.

  2. #2
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    Diciamo alla Pellicciari che la Sicilia si ribellò ai Borbone per decenni prima dell'arrivo di Garibaldi però anche, se no scrive solo mezze verità !!!
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  3. #3
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    Soldato...su questo non saremo mai d'accordo, perchè angela è uno dei miei miti.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Soldato del Re Visualizza Messaggio
    Diciamo alla Pellicciari che la Sicilia si ribellò ai Borbone per decenni prima dell'arrivo di Garibaldi però anche, se no scrive solo mezze verità !!!
    coi Borbone la Sicilia godeva però di un'ampia autonomia, superiore anche a quella attuale!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    coi Borbone la Sicilia godeva però di un'ampia autonomia, superiore anche a quella attuale!
    erano così autonomi che dieci anni prima dell'arrivo di Garibaldi offrirono la corona di Sicilia ai Savoia.....
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Soldato...su questo non saremo mai d'accordo, perchè angela è uno dei miei miti.
    anche un mio mito, ma ogni tanto é bene correggerla, se no fa magre figure!!!
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  7. #7
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    Discussione interessante.
    Ho un libro un po' filo-leghista dove tra l'altro si legge: "Due dati appaiono comunque indubitabili: la ricchezza finanziaria del Regno delle Due Sicilie e il suo sistema fiscale "di sogno": mite, razionale, semplice e soprattutto efficace nell'imposizione e nella riscossione. È il parere umanime degli storici e degli economisti" (Sergio Salvi, L'Italia non esiste p. 166).
    Insomma, questo Regno delle Due Sicilie era così inefficiente come vuole la storiografia filo-risorgimentale oppure si trattava di un regno piuttosto progredito per il periodo (anche la prima ferrovia, la prima nave a vapore e il primo ponte in ferro vennero costruiti in quel territorio). Le statistiche sui livelli d'alfabetizzazione appaiono però decisamente bassi, sebbene neppure il Regno di Sardegna brillasse rispetto all'Europa centrale e settentrionale. Sempre secondo l'autore del libro, i Savoia trattarono il Sud come una colonia da depredare e da stato ricco divenne povero, inaugurando così la "questione meridionale".

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Soldato...su questo non saremo mai d'accordo, perchè angela è uno dei miei miti.
    Adesso ho capito tutto...

    Auguri

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Carnby Visualizza Messaggio
    Discussione interessante.
    Ho un libro un po' filo-leghista dove tra l'altro si legge: "Due dati appaiono comunque indubitabili: la ricchezza finanziaria del Regno delle Due Sicilie e il suo sistema fiscale "di sogno": mite, razionale, semplice e soprattutto efficace nell'imposizione e nella riscossione. È il parere umanime degli storici e degli economisti" (Sergio Salvi, L'Italia non esiste p. 166).
    Insomma, questo Regno delle Due Sicilie era così inefficiente come vuole la storiografia filo-risorgimentale oppure si trattava di un regno piuttosto progredito per il periodo (anche la prima ferrovia, la prima nave a vapore e il primo ponte in ferro vennero costruiti in quel territorio). Le statistiche sui livelli d'alfabetizzazione appaiono però decisamente bassi, sebbene neppure il Regno di Sardegna brillasse rispetto all'Europa centrale e settentrionale. Sempre secondo l'autore del libro, i Savoia trattarono il Sud come una colonia da depredare e da stato ricco divenne povero, inaugurando così la "questione meridionale".

    Viene da chiedersi come mai questo Genio , non scriva in tedesco o in inglese trattando un argomento di cucina o di meccanica per guadagnarsi da vivere visto che per lui l'Italia non esiste.
    A scrivere le idiozie che scrive, qualche volume lo si vende di sicuro invece, e non costa neppure molto, basta scopiazzare un pochino quel falso di Lorenzo del Boca e un editore lo trovi subito. L'argomento di moda infatti e come distruggere l'ItaGlia, basta cavalcare l'onda, domani potrebbe essere troppo tardi !
    Così il Regno delle Due Sicilie diventa il più ricco dei paesi europei, il più progredito socialmente ed in ogni altro campo. Viene da chiedere come mai l'Italia invece di farla loro, l'abbiano subita !

    Non è che non avete mai letto la testimoniaza di Cesare Abba "Da Quarto al Volturno" o che l'abbiate dimenticato dopo averlo letto ?

    L'immagine del sud (che conosco bene, ...anzi molto bene), mi sembra in questo piccolo ed insignificante libro molto più reale ed attuale di quella che mi volete dipingere. Ma tant'è...

    Non si venga a piangere un giorno, quando l'impresa più importante compiuta da italiani dalla fine dell'impero Romano (il Risorgimento e l'Unione) sarà stata cancellata nella vergogna. E' stato tutto MERITO VOSTRO !

  10. #10
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    Che i Savoia con quel burattinaio del Cavour non si siano comportati nel migliore dei modi con il popolo dell'ex regno borbonico....è assodato!
    Diciamo pure che i soldini dei Borboni hanno permesso al Regno d'Italia di andare avanti per una ventina d'anni....ma quei soldini stavano nella cassa degli ex regnanti ed il popolo non se la passava mica bene!
    Garibaldi voleva trasferire la rivoluzione francese nel sud, purtroppo cedette ai Savoia che per mantenere saldo il potere si accordarono con i baroni meridionali che in cambio della fedeltà al nuovo regnante ottennero gli stessi privilegi che già avevano con i Borboni!

    L'Italia è un ideale.....sporcato dai soliti bassi interessi!

 

 
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