Ho trovato questa notizia che può essere per alcuni interessante, da http://www.forum.rai.it/index.php?sh...c=192356&f=194:
Termovalorizzatori: il maledetto imbroglio continua!
a cura di Paolo De Gregorio – 1° febbraio 2008
“””INCENERITORI: PERCHE’ NO
Ho il sospetto che la spazzatura campana sia un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che Bersanetor e D’Alema chiamano soavemente termovalorizzatori e che nessuno costruisce più in Europa.
Ho scritto i motivi del no e le alternative. Diffondetele. (f.to Beppe Grillo)
Perché no
1- L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2- L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3- Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze; le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica di rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche; i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso; l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare.
4- Le micro polveri (pm2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.
5- Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di studi scientifici.
6- Gli inceneritori detti anche “termovalorizzatori” sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio, al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima finanziaria è stato accordato il finanziamento ma solo agli inceneritori già costruiti.
7- In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo,
8- I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti.
Cosa fare dei rifiuti
1- Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2- Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3- Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4- Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con impianti di bioessiccazione
5- In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché:
-il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
-il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
-il riciclaggio della plastica è conveniente, occorrono 2/3 kg di petrolio per fare
1 kg di plastica.
6- La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessiccazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.”””””
Personalmente voglio aggiungere che oltre alle varie schifezze liberate in atmosfera, è enorme la quantità di Co2 prodotta da questi impianti e incompatibile con gli impegni di Kyoto e quelli europei di riduzione del 20% di emissioni.
Paolo De Gregorio




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