Il problema del dopo
Come governare seriamente un Paese in grande difficoltà
Prendiamo in parola ciò che ha detto l'onorevole Gianfranco Fini in un comizio ad Udine, e cioè che i veri problemi verranno il giorno dopo la vittoria delle elezioni, ammesso che le elezioni e la vittoria del centrodestra siano eventi scontati. In questo caso sicuramente gli elettori "ci metteranno alla prova" e, se vogliamo fare davvero tesoro di quello che è accaduto in passato, come ha detto Fini "non ha senso polemizzare solo per avere un po' di spazio in più sui giornali".
Ovviamente riteniamo però che Fini si rivolga principalmente al suo partito, e ricordiamo che, all'interno del passato governo Berlusconi, Alleanza nazionale sollevò non pochi problemi, dagli ogm alla questione del "ponte di comando" nella politica economica, al punto di riuscire a ottenere le dimissioni del ministro Tremonti.
Se non era questione di visibilità quella, allora si trattava di un aspetto più grave, riguardante magari l'"asset" strategico della stessa coalizione. Non vorremmo ricordare male, ma ci era parso di capire, del resto, che An sosteneva la tesi di un ricambio generazionale per la guida del governo, un'altra leadership.
Lo sostenne a ritmi alterni, non sempre ufficialmente, a volte confermando questa idea a volte smentendola, ma trovando di fatto un asse con l'Udc. Ovviamente, essendo convinti, An ed Udc, alla fine della passata legislatura, che il centrodestra dovesse presentare un nuovo leader di governo, senza tuttavia indicarlo, la situazione provocò non poco sconquasso nell'elettorato. Anche se non paragonabile a quello provocato dal Pd, che ha proposto un premier diverso, una diversa coalizione e un'Italia diversa, e proprio nel pieno del governo Prodi.
In ogni caso, anche la sola ventilata ipotesi che due dei principali partiti alleati di Forza Italia, i cui leader avevano manifestato sempre grande dichiarazioni di stima e di considerazione nei confronti del premier, alla fine della legislatura ventilassero un cambio della guardia, non ebbe un effetto positivo sui votanti, che pure dimostrarono un notevole gradimento per l'operato di Silvio Berlusconi.
Ora, nello scorcio fortunatamente breve, perché evidentemente tende ad esaurirsi, dell'attuale legislatura, ci era parso di capire che ancora An ed Udc valutassero per il futuro soluzioni politiche diverse. Tant'è che l'onorevole Cesa ha già fatto sapere che il leader della coalizione ed il leader del governo potrebbero non coincidere. E, se ci fa piacere il ritrovato lealismo dell'onorevole Fini, vorremmo dire all'onorevole Cesa che non è questo il tempo di doppi incarichi e tanto meno quello di creare equivoci su punti di tale delicatezza. La crisi del paese è gravissima e chi si pone il problema e l'urgenza di superarla deve trovare un'intesa di fondo su come fronteggiare questa situazione, e con chi.
Ciò vale per i partiti minori, i partiti medi, i partiti maggiori.
Altrimenti non ci si stupisca se qualcuno inizia a dubitare sulle capacità della Cdl a gestire la crisi e ancor meno se si cercano soluzioni del tutto impreviste e fuori degli schemi ritriti del solito scontro frontale fra grandi armate litigiose al loro interno, quanto inadeguate a governare seriamente l'Italia.
Roma, 4 febbraio 2008
tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4711





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