
Originariamente Scritto da
la sfinge
Il Resto del Carlino del 6 febbraio 2008
E’ STATA PRESENTATA DENUNCIA AI CARABINIERI DI MONTE PORZIO
Ragazzina picchiata da un marocchino
INSULTI e botte ad una minorenne: famiglia di Castelvecchio denuncia marocchino. E’ successo alla fine dello scorso mese di gennaio nella piccola frazione di Monte Porzio dove, sin dal loro arrivo, circa un paio di anni fa, l’extracomunitario iniziò ad offendere la piccola Aurora (nome di fantasia per non far identificare la giovane in quanto 15enne). Stando alla denuncia presentata dai genitori della ragazza ai carabinieri della locale stazione il marocchino, di circa 25 anni, ha apostrofato Aurora con parolacce di ogni tipo in svariate circostanze. Domenica 27 gennaio l’escalation di insulti si è fatta sempre più pesante tanto che la 15enne, stanca di subire quella pressione psicologica, ha deciso di chiedere una spiegazione all’extracomunitario. Questi per tutta risposta ha lanciato contro Aurora una panchina di ferro arrugginita che l’ha colpita in particolar modo al braccio destro.
ACCOMPAGNATA dalla mamma al pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce la giovane è stata giudicata guaribile con sei giorni di prognosi. Dopo questo episodio i genitori della 15enne hanno deciso di rivolgersi ai militari dell’Arma perché in loro è cresciuto il timore che la figlia prima o poi possa rimanere vittima di aggressioni ancor più pericolose. «Non possiamo più andare avanti in questo modo — racconta al telefono la madre della ragazzina aggredita — siamo stanchi e preoccupati per nostra figlia che ora ha anche paura di uscire di casa. Da quasi due anni è vittima di costanti ingiurie, a volte è stata minacciata anche di morte. Non ci sentiamo più sicuri in questo posto perché c’è sempre la possibilità di incontrare quel marocchino che in diverse occasioni ha insultato pure me. Ci siamo prima rivolti alle forze dell’ordine e poi alla stampa perché vogliamo uscire allo scoperto e far sapere a tutti quello che stiamo vivendo. Non nascondiamo che stiamo pensando anche di andarcene da questo posto e trasferirci in un luogo dove ci possiamo sentire più sicuri e dove potremo tornare a vivere una vita normale».