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    Predefinito Corte dei Conti : Dove il risanamento ? Aumentata evasione fiscale e corruzione

    Questa mi pare che sia sfuggita a Brunik e a quanti parlano di risanamento e sopratutto finanzirio e , questa è la vera barzelletta , morale ...



    Corte dei Conti: spesa troppo alta «La finanza pubblica regge solo per l’impennata delle entrate». Il tesoretto non offre garanzie, non usare le risorse per nuove spese ROMA


    Il quadro della finanza pubblica allarma la Corte dei Conti. La magistratura contabile, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato, continua a essere preoccupata per il controllo dei conti pubblici. Con spese fuori controllo e entrate in aumento solo grazie alla felice congiuntura e a un'imposizione fiscale molto elevata e ormai «difficilmente tollerabile».

    E l'attacco agli amministratori della cosa pubblica è pesantissimo: nella gestione pubblica continua a esserci una diffusa illegalità con sperperi, sprechi e appropriazioni illecite ai danni dell’Erario.

    EVASIONE SCANDALOSA - E a peggiorare il quadro generale, c'è il fenomeno dell'evasione fiscale. E' «il vero guaio, è la più alta di tutto il mondo occidentale. È uno scandalo»: ha detto il presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro. «Non è né possibile né tollerabile. Altri sono riusciti a sconfiggerla, non si capisce perché l'Italia no». Lazzaro indica tra i sistemi per combattere il fenomeno quello già esistente degli studi di settore ma propone anche di potenziare gli accertamenti diretti a campione «prevedendo anche penalità tali da scoraggiare gli evasori. Al Capone si riuscì a condannare proprio per evasione fiscale nonostante avesse commesso 30 omicidi».

    EMERGENZE – Tre sono le voci di spesa che preoccupano di più la Corte dei Conti: pubblico impiego («dinamica retributiva fuori linea», soprattutto dopo i recenti aumenti), pensioni e spesa sanitaria. Dunque - secondo il presidente delle sezioni riunite, Fulvio Balsamo - l'elevato livello del debito pubblico richiederebbe un attento controllo delle cause di spesa e «l'assunzione di decisioni più incisive». In mancanza di queste misure, dice la Corte dei conti, si prospetta uno «scenario di mantenimento della pressione fiscale su valori difficilmente tollerabili». In più si sottolinea «l'estensione dell'area dei debiti sommersi di numerose amministrazioni centrali», che rendono i contorni del fenomeno per percepibile ma non meno grave.
    SUPER PRELIEVO FISCALE - Il miglioramento dei conti pubblici secondo la Corte, è dovuto solo a un’impennata imprevista delle tasse e al calo degli investimenti pubblici, e per questo il giudizio non è positivo. «I favorevoli risultati conseguiti sul fronte dei saldi di finanza pubblica - ha detto Balsamo - non consentono di esprimere un giudizio positivo sulle modalità con cui sono stati conseguiti. Il miglioramento è infatti da attribuire per intero a un’impennata, né programmata né prevista, della pressione fiscale (passata dal 40,6% del 2005 al 42,3% del 2006) e a un ulteriore inopportuno contenimento delle spese in conto capitale, e in particolare degli investimenti pubblici: nei conti dello Stato, nel 2006, gli investimenti hanno segnato un livello inferiore di oltre il 40%». In più ci sono anche poste straordinarie (come i rimborsi Iva e i crediti Tav) che danno un’immagine dubbia dei risultati di finanza pubblica. Al lordo di queste contabilizzazioni, infatti, il disavanzo del 2006 risulterebbe il più alto dell’area europea (al 4,4% del Pil), mentre escludendo i due fattori straordinari «il rapporto indebitamento/Pil scende al 2,4%, quindi molto al di sotto della soglia critica», come si legge nella relazione.

    PENSIONI - La Corte dei Conti sottolinea anche che la revisione periodica dei coefficienti per le pensioni «è un elemento fondamentale dell'assetto a regime e che, in mancanza di essa, si verificherebbe una maggiore e crescente incidenza della spesa sul Pil». Balsamo si è soffermato sul complesso procedimento di revisione dei coefficienti, «che implica il coinvolgimento di numerosi soggetti». Più in generale, come già sottolineato un anno fa, la Corte evidenzia «l'eccessiva lunghezza del periodo di transizione verso l'assetto a regime della legge Dini». E questo non consente di contrastare adeguatamente, nel breve periodo, «le spinte al rialzo della spesa pensionistica». E peraltro il governo è impegnato con le parti sociali per attenuare ulteriormente i meccanismi per la riduzione della spesa pensionistica previsti dalla riforma Dini e da quella Maroni.

    CAUTELA SUL TESORETTO - La Corte dei conti invita inoltre a non prevedere maggiori spese, soprattutto in corso d’anno, basate sulla parte di extragettito derivante dalla maggiore raccolta fiscale e dalla lotta all’evasione, poiché si basa «su stime di risorse di dubbia affidabilità». Le frasi della Corte dei Conti assumono un peso particolare proprio nel pieno della discussione tra esecutivo e parti sociali sulla riforma del welfare e delle pensioni. In cui i fondi resi disponibili dal «tesoretto» assumono un ruolo decisivo.

    Infine, per la Corte dei Conti non può essere sottovalutata l’esigenza di una graduale riduzione della pressione fiscale, «oggi ben superiore alla media europea». La magistratura contabile rileva come siano «troppo diversificate le cause dell’extragettito consuntivo a fine 2006». Buona parte legate alla «levitazione delle basi imponibili» dovuta al favorevole andamento dell’economia, ai provvedimenti normativi volti al ridimensionamento delle aree di erosione e di elusione, ma anche «all’inasprimento mirato del carico tributario». Cause insomma troppo composite per rendere stabile l'entità delle maggiori entrate e assicurare la copertura di nuove spese.

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  2. #2
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Questa mi pare che sia sfuggita a Brunik e a quanti parlano di risanamento e sopratutto finanzirio e , questa è la vera barzelletta , morale ...



    Corte dei Conti: spesa troppo alta «La finanza pubblica regge solo per l’impennata delle entrate». Il tesoretto non offre garanzie, non usare le risorse per nuove spese ROMA


    Il quadro della finanza pubblica allarma la Corte dei Conti. La magistratura contabile, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato, continua a essere preoccupata per il controllo dei conti pubblici. Con spese fuori controllo e entrate in aumento solo grazie alla felice congiuntura e a un'imposizione fiscale molto elevata e ormai «difficilmente tollerabile».

    E l'attacco agli amministratori della cosa pubblica è pesantissimo: nella gestione pubblica continua a esserci una diffusa illegalità con sperperi, sprechi e appropriazioni illecite ai danni dell’Erario.

    EVASIONE SCANDALOSA - E a peggiorare il quadro generale, c'è il fenomeno dell'evasione fiscale. E' «il vero guaio, è la più alta di tutto il mondo occidentale. È uno scandalo»: ha detto il presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro. «Non è né possibile né tollerabile. Altri sono riusciti a sconfiggerla, non si capisce perché l'Italia no». Lazzaro indica tra i sistemi per combattere il fenomeno quello già esistente degli studi di settore ma propone anche di potenziare gli accertamenti diretti a campione «prevedendo anche penalità tali da scoraggiare gli evasori. Al Capone si riuscì a condannare proprio per evasione fiscale nonostante avesse commesso 30 omicidi».

    EMERGENZE – Tre sono le voci di spesa che preoccupano di più la Corte dei Conti: pubblico impiego («dinamica retributiva fuori linea», soprattutto dopo i recenti aumenti), pensioni e spesa sanitaria. Dunque - secondo il presidente delle sezioni riunite, Fulvio Balsamo - l'elevato livello del debito pubblico richiederebbe un attento controllo delle cause di spesa e «l'assunzione di decisioni più incisive». In mancanza di queste misure, dice la Corte dei conti, si prospetta uno «scenario di mantenimento della pressione fiscale su valori difficilmente tollerabili». In più si sottolinea «l'estensione dell'area dei debiti sommersi di numerose amministrazioni centrali», che rendono i contorni del fenomeno per percepibile ma non meno grave.
    SUPER PRELIEVO FISCALE - Il miglioramento dei conti pubblici secondo la Corte, è dovuto solo a un’impennata imprevista delle tasse e al calo degli investimenti pubblici, e per questo il giudizio non è positivo. «I favorevoli risultati conseguiti sul fronte dei saldi di finanza pubblica - ha detto Balsamo - non consentono di esprimere un giudizio positivo sulle modalità con cui sono stati conseguiti. Il miglioramento è infatti da attribuire per intero a un’impennata, né programmata né prevista, della pressione fiscale (passata dal 40,6% del 2005 al 42,3% del 2006) e a un ulteriore inopportuno contenimento delle spese in conto capitale, e in particolare degli investimenti pubblici: nei conti dello Stato, nel 2006, gli investimenti hanno segnato un livello inferiore di oltre il 40%». In più ci sono anche poste straordinarie (come i rimborsi Iva e i crediti Tav) che danno un’immagine dubbia dei risultati di finanza pubblica. Al lordo di queste contabilizzazioni, infatti, il disavanzo del 2006 risulterebbe il più alto dell’area europea (al 4,4% del Pil), mentre escludendo i due fattori straordinari «il rapporto indebitamento/Pil scende al 2,4%, quindi molto al di sotto della soglia critica», come si legge nella relazione.

    PENSIONI - La Corte dei Conti sottolinea anche che la revisione periodica dei coefficienti per le pensioni «è un elemento fondamentale dell'assetto a regime e che, in mancanza di essa, si verificherebbe una maggiore e crescente incidenza della spesa sul Pil». Balsamo si è soffermato sul complesso procedimento di revisione dei coefficienti, «che implica il coinvolgimento di numerosi soggetti». Più in generale, come già sottolineato un anno fa, la Corte evidenzia «l'eccessiva lunghezza del periodo di transizione verso l'assetto a regime della legge Dini». E questo non consente di contrastare adeguatamente, nel breve periodo, «le spinte al rialzo della spesa pensionistica». E peraltro il governo è impegnato con le parti sociali per attenuare ulteriormente i meccanismi per la riduzione della spesa pensionistica previsti dalla riforma Dini e da quella Maroni.

    CAUTELA SUL TESORETTO - La Corte dei conti invita inoltre a non prevedere maggiori spese, soprattutto in corso d’anno, basate sulla parte di extragettito derivante dalla maggiore raccolta fiscale e dalla lotta all’evasione, poiché si basa «su stime di risorse di dubbia affidabilità». Le frasi della Corte dei Conti assumono un peso particolare proprio nel pieno della discussione tra esecutivo e parti sociali sulla riforma del welfare e delle pensioni. In cui i fondi resi disponibili dal «tesoretto» assumono un ruolo decisivo.

    Infine, per la Corte dei Conti non può essere sottovalutata l’esigenza di una graduale riduzione della pressione fiscale, «oggi ben superiore alla media europea». La magistratura contabile rileva come siano «troppo diversificate le cause dell’extragettito consuntivo a fine 2006». Buona parte legate alla «levitazione delle basi imponibili» dovuta al favorevole andamento dell’economia, ai provvedimenti normativi volti al ridimensionamento delle aree di erosione e di elusione, ma anche «all’inasprimento mirato del carico tributario». Cause insomma troppo composite per rendere stabile l'entità delle maggiori entrate e assicurare la copertura di nuove spese.
    lo vada a dire ai signori PRODI,T.P.S. e kompagno VISCO che incuranti delle difficoltà degli italiani hanno con la prima finanziaria POLVERIZZATO il potere d'acquisto delle buste paga......e la faccia tosta di quel governo (ormai passato ai posteri) è stata il continuare a litigare sul/sui TESORETTO/I.

    sarebbe stato meglio chiamarlo.......

  3. #3
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    Non volevo arrivare così il alto e così lontano . Mi sarebbe piaciuto un commento di Brunik e similari . Nel televideo di oggi c'è scritto " E aumentata nell'ultimo anno la diffusione della corruzione "
    Non credo ceh la Corte dei Conti si candidi alle politice con il CD

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Non volevo arrivare così il alto e così lontano . Mi sarebbe piaciuto un commento di Brunik e similari . Nel televideo di oggi c'è scritto " E aumentata nell'ultimo anno la diffusione della corruzione "
    Non credo ceh la Corte dei Conti si candidi alle politice con il CD
    No ma vedrai, diranno che Berlusconi s'è comprato pure tutti i magistrati contabili

    Ma guarda un po' qua, la Corte dei Conti specifica anche in QUALI SETTORI sia aumentata la corruzione nel 2007:

    Sull'emergenza rifiuti: ''Del tutto inappropriata la gestione straordinaria''

    Corte conti: ''Corruzione ampiamente diffusa in sanità e appalti''

    Roma. I conti pubblici appaiono in netto miglioramento. Ma la politica dei redditi nel settore pubblico è del tutto inadeguata, così come è del tutto inappropriata la gestione straordinaria dell'emergenza rifiuti. E' quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2008 alla presenza, fra gli altri, del capo dello Stato Giorgio Napolitano e del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Inoltre, la Corte dei Conti denuncia "un quadro di corruzione ampiamente diffusa". In particolare, afferma il procuratore generale Furio Pasqualucci , "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonchè nella materia sanitaria". Secondo Pasqualucci "l'accertamento del pagamento di tangenti è correlato ad artifici di irregolarità connesse a fattispecie della più diversa natura quali la dolosa alterazione di procedure contrattuali, i trattamenti preferenziali, la illecita aggiudicazione, la irregolare esecuzione o l'intenzionale alterazione della regolare esecuzione di appalti di opere, forniture e servizi".Per il presidente della Corte dei conti "l'organizzazione della Repubblica vive un momento di diffuso malessere e incertezza ed è compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio ed eventualmente riconsiderare le scelte recenti e meno recenti, con il preciso scopo di ridare sistematicità all'insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell'interesse finale della comunità nazionale". Lazzaro, in particolare, lamenta che "assistiamo per tanti aspetti al crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizioni di competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, di disarmonicità e di conflitti irrisolti".In tale contesto si inserisce "l'inadeguatezza della politica dei redditi nel settore pubblico così come impostata fino a oggi. La dinamica delle retribuzioni - continua Lazzaro - supera sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati". Secondo il presidente dei magistrati contabili "un insieme di molteplici distorsioni concorre a questo risultato negativo: i ritardi nei rinnovi, che ampliano la base salariale sulla quale si applicano i benefici dei nuovi contratti, la sostanziale libertà dal quadro macroeconomico con la quale vengono assegnate le quote variabili dello stipendio rinunciando a qualsiasi connessione con reali aumenti di produttività; il dilagare di contratti a termine, l'aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni centrali e locali, proprio mentre entrambe perdono funzioni di gestione diretta di risorse", spiega Lazzaro.Il presidente dei magistrati contabili sottolinea di aver "ripetutamente evidenziato le contraddizioni delle manovre di finanza pubblica, richiamando l'attenzione sull'incontrollato aumento della spesa corrente"Del tutto inappropriata anche la gestione straordinaria dell'emergenza rifiuti. "Sono stati evidenziati alcuni casi esemplari di cattiva gestione delle risorse, che vanno dai maggiori costi e dall'inappropriatezza della gestione straordinaria dell'emergenza rifiuti", dice Lazzaro criticando in particolare "l'uso che si è fatto dello strumento del Commissario straordinario, con la conseguente deresponsabilizzazione degli enti locali, la mancata liquidazione degli enti inutili, la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione associata al sostanziale mancato conseguimento di migliorare l'efficienza delle gestioni".



    http://www.estense.com/?module=displ...29&format=html

    Mi aspetto di sentire che questi dati sono stati diffusi adesso per favorire Berlusconi sotto elezioni...........che pena però Prodi & C., lasciare uno Stato così malridotto e in mutande....in preda alla corruzione...ma non erano quelli che parlavano tanto di "rinata onestà, di tanta gente che smetteva di evadere".........

  5. #5
    Prigioniero politico
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    E' caduto, è caduto, è caduto, è caduto!...abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene!!!
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