L'art. 11 della Costituzione di Pol afferma che "Il Presidente di Pol nomina e revoca il Primo Ministro e gli altri membri del Governo"
La disposizione è confermata dall'art. 19 che recita:
Il Presidente di Pol nomina il Primo Ministro e ne revoca la nomina se il Governo all’unanimità ne chiede le dimissioni.
Il combinato disposto degli art.11 e 19, inserito in un più ampio impianto costituzionale, fa si che Pol sia definibile come una "micro-nazione" fondata sulla classica tripartizione dei poteri di Montesqueiana memoria, nella quale il potere esecutivo (indefettibile al pari degli altri due) è esercitato dal Governo, nella persona del Primo Ministro.
Indefettibile dicevamo, dato che del potere esecutivo non si può fare a meno a meno che si voglia radere a suolo l'intero impianto costituzionale, alterando totalmente gli equilibri del gioco.
La Costituzione impone al Presidente di Pol di nominare il Primo Ministro. Il Governo risulta essenziale per una serie di prerogative ad esempio: i membri del Governo possono esercitare l'iniziativa legislativa, possono giocare un ruolo fondamentale nella promozione di referendum, e hanno la facoltà di presentare ricorsi alla costituzionale.
Queste facoltà costituiscono un equo e necessario bilanciamento, una forma di controllo sul predominio del Parlamento ( da un lato) e del Presidente di Pol dall'altro.
Nonostante sia io uno di quelli che reputano conveniente non formare un Governo in questa legislatura devo dire che però la cosa mi lascia, dal punto di visto giuridico, totalmente perplesso.
Ero stato tra i primi a chiedere che già alla fine della scorsa legislatura si mettesse nero su bianco che in questo semestre appena iniziato non ci sarebbe stato un Governo. Lo si doveva fare all'epoca, con un patto tra gentiluomini più che con un formale progetto di legge costituzionale.
Farlo ora comporta molti seri problemi, che si riproporranno nell'avvenire.
Innanzitutto è necessario sottolineare che per l'approvazione di un pdl costituzionale è necessaria la maggioranza dei 3-5 del Congresso ( vale a dire di 15 congressisti). Bastano dunque 10 contrari per impedire che la forma costituzionale impiantata sulla priorità del potere esecutivo venga meno ( anche se ,magari, solo provvisoriamente).
Conseguenza diretta ( e futura) di ciò è che nella prossima legislatura per reintrodurre un Governo sarà necessario nuovamente modificare la costituzione con un PDL approvato da almeno 15 congressisti, il che comporterà che le opposizioni sconfitte avranno gioco facile nell'impedire la nascita di un Governo e paralizzare il gioco ( nel pieno rispetto delle regole peraltro !!). O comunque potrebbero provare a barattare la formazione del Governo con concessioni di ogni sorta.
In secondo luogo regolamentare adesso la cosa significa perdere settimane intere per provare a ricucire e ridurre gli sbilanciamenti e i vuoti derivanti dalla mancanza del Premier e dei Ministri, che ricoprivano funzioni importantissime nella dinamica del gioco.
In buona sostanza , analizzando la situazione attuale e gli scenari futuri, voglio complimentarmi con chi si è opposto nella scorsa legislatura a che si regolamentasse in maniera trasparente e lineare ( magari non con un pdl ma con un patto tra gentiluomini )la mancanza di un Governo in questi 6 mesi appena iniziati. La scelta farà si che anche questa legislatura, probabilmente, vada a rotoli prima ancora che inizi.
Saluti, LIBERAMENTE






