PRC nel delirio piu' totale
11:15 Giordano: "Candidato garante per accordo tecnico al Senato"
Il segretario di Rifondazione Franco Giordano ha precisato oggi cosa prevede la sua proposta di accordo tecnico con il Pd al Senato. "Si individua un candidato garante - spiega - si stila un programma minimale, molto stringato, e si dice chiaramente che l'intesa nasce come meccanismo di autodifesa dal porcellum. Poi questo candidato 'garante' non si elegge ma consente di presentarci insieme, ognuno con il proprio simbolo". Giordano sottolinea quindi che una soluzione del genere converrebbe "anche al Pd visto che nel migliore dei casi vincerebbe al senato solo in Toscana, Marche, Emilia e Umbria".
http://www.repubblica.it/2008/02/dir...nto/index.html
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Retroscena/ Pd e Cosa Rossa, nessuna intesa. Tramonta la desistenza al Senato
Mercoledí 06.02.2008 107
Manca ancora l'ufficializzazione, ma secondo quanto Affari è in grado di anticipare non ci sarà alcun apparentamento tra il Partito Democratico e la Cosa Rossa. Neanche un accordo tecnico o di desistenza al Senato. Ipotesi, quest'ultima, tramontata a causa della complessità della legge elettorale di Calderoli. A questo punto il Pd presenterà la sua lista alla Camera e a Palazzo Madama, con un suo programma snello e con Walter Veltroni candidato presidente del Consiglio.
L'unica possibilità è quella di un apparentamento ufficiale con l'Italia dei Valori, sempre che Di Pietro accetti di sottoscrivere l'agenda dei Democratici. Difficile un'intesa con i socialisti, ai quali era stato offerto un diritto di tribuna nelle liste del Partito Democratico, ipotesi però tramontata. Così come un accordo con i Radicali, impossibile d'altronde la convivenza tra i Teo-Dem della Binetti e Marco Pannella. Attenzione, però, perché Emma Bonino potrebbe decidere di candidarsi a sindaco di Roma, proprio in chiave anti-Pd, vista l'impossibilità di siglare un'intesa per le Politiche.
Ma la vera bomba è la fine di ogni trattativa con la sinistra radicale. Che martedì sera ha deciso di lanciare Fausto Bertinotti premier, unendosi nella Sinistra Arcobaleno. Non senza qualche problema interno, pare infatti che il Pdci Marco Rizzo e alcune minoranze del Prc come quella di Fosco Giannini possano presto abbandonare la Cosa Rossa (soprattutto a causa dell'addio della falce e martello nel simbolo). La richiesta di un vertice con il primo cittadino della capitale da parte della Sinistra viene addirittura visto in casa Rifondazione in chiave tattica.
Un modo per farsi dire no da Veltroni e poi accusare in campagna elettorale il Pd di aver distrutto l'Unione, favorendo così la vittoria di Berlusconi. Ma è la legge elettorale che impedisce accordi tecnici o desistenze. Al Senato è impossibile presentarsi in modo differente regione per regione. Le due soluzioni sulle quali si è lavorato, infatti, prevedevano o un'alleanza su tutto il territorio nazionale oppure la scelta della Cosa Rossa di non presentarsi nelle regioni in bilico (come Lazio, Piemonte e Puglia) per contrastare il Centrodestra.
Due strade impossibili da seguire. La prima perché prevederebbe un accordo anche a livello di programma, cosa che tra l'altro non ci sarebbe alla Camera, e che vanificherebbe la strategia veltroniana di presentarsi da solo. La seconda è altrettanto impraticabile, in quanto la Sinistra Arcobaleno, in cambio dell'assenza in alcune regioni border-line, chiederebbe al Pd di candidare alcuni suoi esponenti al Senato in Toscana, Emilia, Umbria e Marche. Un a soluzione 'pasticciata' e che contrasta con la volontà del leader del Partito Democratico.
Ed è per questo che, salvo colpi di scena, le due sinistre andranno separate alle elezioni. Il Pd punterà tutto sulla novità, sulla coesione della proposta di governo contro la 'vecchia' Casa delle Libertà, nella speranza che si verifichino smottamenti dall'altra parte e che una fetta di elettorato di centro abbandoni il Cavaliere.
Rifondazione, dal canto suo, giocherà la carta della sconfitta certa dei Democratici e quindi chiederà al popolo di sinistra di dare una forte rappresentanza alla vera sinistra, accusando il Pd di essere troppo 'democristiano'. Obiettivo della coalizione Arcobaleno il 10%, ovvero circa 55 deputati.
Nel Partito Democratico, però, non tutti sono d'accordo con il sindaco di Roma. Il ministro Parisi ha chiesto pubblicamente di rilanciare l'Ulivo e di rivedere la scelta di correre da soli e - off the record - i prodiani parlano di una scelta suicida del segretario, che sembra voler correre per partecipare e non per vincere. Ma il dado è tratto. Veltroni non torna indietro.
http://canali.libero.it/affaritalian...ioni060208.htm
UNIONE 1996---2008 RIP





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