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    Predefinito Roma 8 Febbraio 2008-blocco Studentesco

    ROMA 8 FEBBRAIO 2008-BLOCCO STUDENTESCO, IN PIAZZA CIRCA 2000 STUDENTI PER RICORDARE LE FOIBE

    Dopo le polemiche dei giorni precedenti, si è svolto senza problemi il corteo indetto dal Blocco Studentesco dal titolo “Onore ai martiri delle Foibe”. La manifestazione è partita alle ore 9e 30 da piazza della Repubblica ed è terminata a piazza Venezia, dove è stata deposta una corona di fiori sotto l’altare della patria.
    “Abbiamo risposto in maniera forte all’estrema sinistra che nei giorni precedenti aveva chiesto l’annullamento del nostro corteo e che ancora una volta ha tentato di nascondere per fini strumentali la nostra storia. La mobilitazione di oggi, dove quasi 2000 studenti hanno partecipato, ha dimostrato che i ragazzi delle scuole della capitale e non solo, non sono più disposti ad accettare ricatti e una visione della storia preconfezionata”, dichiara Giorgio Evangelisti vice presidente della Consulta Provinciale degli Studenti.

  2. #2
    "Von" di mestiere
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    Pagina 23 del corriere di oggi:
    Iannone affronta a muso duro un plotone di sbirri

  3. #3
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    Giornata del ricordo o giornata dell'alienazione Via Giovanni Lanza è bloccata. Come in un rigurgito intestinale macchine e motorini e camion, lanciati verso Via Cavour vengono respinti e sono costretti a risalire verso Largo Brancaccio. Anch'io con loro. C'è una manifestazione. Ma non sono né i sindacati né gli studenti di sinistra. Sono alcune centinaia di pischelli di destra con bandiere e bandiere dell'Italia. Sono bloccato dalla polizia su una traversa di Via cavour. Allora mi fermo, spengo il motorino e me li godo. Le manifestazioni tutte le manifestazioni hanno qualcosa di affascinante e di mistico. Qui poi il tema rivendicato è quanto di più misterioso e oscuro: la morte. A Roma c'è un sole splendido, un clima mite, è una giornata ideale per fare sega. Questi ragazzi invece manifestano per rendere onore ai martiri delle foibe. Il contrasto non potrebbe essere più straniante. Accanto a me si ferma un motociclista. Spegne la moto e comincia a salutare i poliziotti che in parecchi si avvicinano a lui. Gli chiede di che si tratta e un poliziotto, probabilmente un suo collega gli dice: "c'hanno tutti tra gli 11 e i 14 anni manifestano per le Foibe una cosa de 60 anni fa'". Il cinismo romano del poliziotto non potrebbe essere più schietto. La scena però ce la godiamo in parecchi, c'è un altro accanto a me con un'altra grossa moto che mi fa: "si vede che non hanno fatto il militare", io gli chiedo: "perché", "perché all'Inno di Mameli fanno poropompo po po po, come i calciatori" mentre a noi al militare ci insegnano a cantare. "libertà libertà libertà". C'è in tutti gli adulti una certa sufficienza e benevolenza. una manifestazione del genere non mette paura, fa quasi tenerezza.. E penso che non sia un sentimento negativo. Se questi ragazzi venissero presi sul serio del resto ci sarebbe da preoccuparsi. Un coro dice: "né Slovenia né Croazia Istria Fiume e Dalmazia", che vuol dire? che andiamo a fare la guerra per riottenere i territori perduti? Sono adolescenti che vivono in modo titanico la nostalgia. Non c'è la voglia di cambiare il mondo ma di ricordare il dolore: "per sessant'anni non ne parlate la nostra storia non cancellate", "rispetto e onore ai martiri infoibati nessuno di noi li ha mai dimenticati". Si sente un legame e un dovere verso chi non c'è più. E' assurdo e per certi versi alienante che a 14/15 anni il sentimento più forte e intimo della propria personalità sia il ricordo. Un altro coro, sulle note de "la mula de Parenzo", dato l'argomento, la canzone giusta, intona: "compagni e democristiani hanno coperto le gesta del loro amico Tito infame comunista". Centinaia di ragazzi per lo più nati dopo la fine della Guerra Fredda, dopo la fine della DC dopo la fine del PCI, evocano con forza e disperazione colpe di persone verso cui non possono esercitare alcuna azione di responsabilità. Non è nemmeno il caso di parlare di dire ma ragazzi allora c’era la "guerra fredda", provate a contestualizzare le cose e i fatti" ecc. E' chiaro che non si vuole ragionare ma solo semplificare. E' un processo giusto e comprensibile. Il paradosso però che venga esercitato al passato e da quindicenni. Ovviamente tutto questo ragionamento non può portare a parlare di neofascisti. Questa che ha sfilato oggi a Roma non è una gioventù fascista ma una gioventù alienata e triste che esprime nella rievocazione di una ferita, la nostalgia lancinante della perdita, definitiva, della dimensione di comunità. Invece di costruire il futuro si punta a ricostruire il passato, ma senza alcuna idea di superamento, una manifestazione di adolescenti fuori dal presente e dunque clamorosamente fuori dalla storia, adolescenti che esaltano nella rievocazione del dolore tutta la propria impotenza a fare, a incidere, a personalizzare il mondo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da sghignazzante Visualizza Messaggio
    Giornata del ricordo o giornata dell'alienazione Via Giovanni Lanza è bloccata. Come in un rigurgito intestinale macchine e motorini e camion, lanciati verso Via Cavour vengono respinti e sono costretti a risalire verso Largo Brancaccio. Anch'io con loro. C'è una manifestazione. Ma non sono né i sindacati né gli studenti di sinistra. Sono alcune centinaia di pischelli di destra con bandiere e bandiere dell'Italia. Sono bloccato dalla polizia su una traversa di Via cavour. Allora mi fermo, spengo il motorino e me li godo. Le manifestazioni tutte le manifestazioni hanno qualcosa di affascinante e di mistico. Qui poi il tema rivendicato è quanto di più misterioso e oscuro: la morte. A Roma c'è un sole splendido, un clima mite, è una giornata ideale per fare sega. Questi ragazzi invece manifestano per rendere onore ai martiri delle foibe. Il contrasto non potrebbe essere più straniante. Accanto a me si ferma un motociclista. Spegne la moto e comincia a salutare i poliziotti che in parecchi si avvicinano a lui. Gli chiede di che si tratta e un poliziotto, probabilmente un suo collega gli dice: "c'hanno tutti tra gli 11 e i 14 anni manifestano per le Foibe una cosa de 60 anni fa'". Il cinismo romano del poliziotto non potrebbe essere più schietto. La scena però ce la godiamo in parecchi, c'è un altro accanto a me con un'altra grossa moto che mi fa: "si vede che non hanno fatto il militare", io gli chiedo: "perché", "perché all'Inno di Mameli fanno poropompo po po po, come i calciatori" mentre a noi al militare ci insegnano a cantare. "libertà libertà libertà". C'è in tutti gli adulti una certa sufficienza e benevolenza. una manifestazione del genere non mette paura, fa quasi tenerezza.. E penso che non sia un sentimento negativo. Se questi ragazzi venissero presi sul serio del resto ci sarebbe da preoccuparsi. Un coro dice: "né Slovenia né Croazia Istria Fiume e Dalmazia", che vuol dire? che andiamo a fare la guerra per riottenere i territori perduti? Sono adolescenti che vivono in modo titanico la nostalgia. Non c'è la voglia di cambiare il mondo ma di ricordare il dolore: "per sessant'anni non ne parlate la nostra storia non cancellate", "rispetto e onore ai martiri infoibati nessuno di noi li ha mai dimenticati". Si sente un legame e un dovere verso chi non c'è più. E' assurdo e per certi versi alienante che a 14/15 anni il sentimento più forte e intimo della propria personalità sia il ricordo. Un altro coro, sulle note de "la mula de Parenzo", dato l'argomento, la canzone giusta, intona: "compagni e democristiani hanno coperto le gesta del loro amico Tito infame comunista". Centinaia di ragazzi per lo più nati dopo la fine della Guerra Fredda, dopo la fine della DC dopo la fine del PCI, evocano con forza e disperazione colpe di persone verso cui non possono esercitare alcuna azione di responsabilità. Non è nemmeno il caso di parlare di dire ma ragazzi allora c’era la "guerra fredda", provate a contestualizzare le cose e i fatti" ecc. E' chiaro che non si vuole ragionare ma solo semplificare. E' un processo giusto e comprensibile. Il paradosso però che venga esercitato al passato e da quindicenni. Ovviamente tutto questo ragionamento non può portare a parlare di neofascisti. Questa che ha sfilato oggi a Roma non è una gioventù fascista ma una gioventù alienata e triste che esprime nella rievocazione di una ferita, la nostalgia lancinante della perdita, definitiva, della dimensione di comunità. Invece di costruire il futuro si punta a ricostruire il passato, ma senza alcuna idea di superamento, una manifestazione di adolescenti fuori dal presente e dunque clamorosamente fuori dalla storia, adolescenti che esaltano nella rievocazione del dolore tutta la propria impotenza a fare, a incidere, a personalizzare il mondo.
    Si, ognuno si da le sue giustificazioni alla domanda "sono forse diventato un vecchio trombone?"...



    Giovani alienati contro vecchi tromboni (allineati)

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da sghignazzante Visualizza Messaggio
    Giornata del ricordo o giornata dell'alienazione Via Giovanni Lanza è bloccata. Come in un rigurgito intestinale macchine e motorini e camion, lanciati verso Via Cavour vengono respinti e sono costretti a risalire verso Largo Brancaccio. Anch'io con loro. C'è una manifestazione. Ma non sono né i sindacati né gli studenti di sinistra. Sono alcune centinaia di pischelli di destra con bandiere e bandiere dell'Italia. Sono bloccato dalla polizia su una traversa di Via cavour. Allora mi fermo, spengo il motorino e me li godo. Le manifestazioni tutte le manifestazioni hanno qualcosa di affascinante e di mistico. Qui poi il tema rivendicato è quanto di più misterioso e oscuro: la morte. A Roma c'è un sole splendido, un clima mite, è una giornata ideale per fare sega. Questi ragazzi invece manifestano per rendere onore ai martiri delle foibe. Il contrasto non potrebbe essere più straniante. Accanto a me si ferma un motociclista. Spegne la moto e comincia a salutare i poliziotti che in parecchi si avvicinano a lui. Gli chiede di che si tratta e un poliziotto, probabilmente un suo collega gli dice: "c'hanno tutti tra gli 11 e i 14 anni manifestano per le Foibe una cosa de 60 anni fa'". Il cinismo romano del poliziotto non potrebbe essere più schietto. La scena però ce la godiamo in parecchi, c'è un altro accanto a me con un'altra grossa moto che mi fa: "si vede che non hanno fatto il militare", io gli chiedo: "perché", "perché all'Inno di Mameli fanno poropompo po po po, come i calciatori" mentre a noi al militare ci insegnano a cantare. "libertà libertà libertà". C'è in tutti gli adulti una certa sufficienza e benevolenza. una manifestazione del genere non mette paura, fa quasi tenerezza.. E penso che non sia un sentimento negativo. Se questi ragazzi venissero presi sul serio del resto ci sarebbe da preoccuparsi. Un coro dice: "né Slovenia né Croazia Istria Fiume e Dalmazia", che vuol dire? che andiamo a fare la guerra per riottenere i territori perduti? Sono adolescenti che vivono in modo titanico la nostalgia. Non c'è la voglia di cambiare il mondo ma di ricordare il dolore: "per sessant'anni non ne parlate la nostra storia non cancellate", "rispetto e onore ai martiri infoibati nessuno di noi li ha mai dimenticati". Si sente un legame e un dovere verso chi non c'è più. E' assurdo e per certi versi alienante che a 14/15 anni il sentimento più forte e intimo della propria personalità sia il ricordo. Un altro coro, sulle note de "la mula de Parenzo", dato l'argomento, la canzone giusta, intona: "compagni e democristiani hanno coperto le gesta del loro amico Tito infame comunista". Centinaia di ragazzi per lo più nati dopo la fine della Guerra Fredda, dopo la fine della DC dopo la fine del PCI, evocano con forza e disperazione colpe di persone verso cui non possono esercitare alcuna azione di responsabilità. Non è nemmeno il caso di parlare di dire ma ragazzi allora c’era la "guerra fredda", provate a contestualizzare le cose e i fatti" ecc. E' chiaro che non si vuole ragionare ma solo semplificare. E' un processo giusto e comprensibile. Il paradosso però che venga esercitato al passato e da quindicenni. Ovviamente tutto questo ragionamento non può portare a parlare di neofascisti. Questa che ha sfilato oggi a Roma non è una gioventù fascista ma una gioventù alienata e triste che esprime nella rievocazione di una ferita, la nostalgia lancinante della perdita, definitiva, della dimensione di comunità. Invece di costruire il futuro si punta a ricostruire il passato, ma senza alcuna idea di superamento, una manifestazione di adolescenti fuori dal presente e dunque clamorosamente fuori dalla storia, adolescenti che esaltano nella rievocazione del dolore tutta la propria impotenza a fare, a incidere, a personalizzare il mondo.
    interessante.

  6. #6
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    d'altronde il problema principale delle scuole romane (e italiane) è che non ci si ricordi di gente morta 60 anni fa. E quindi giusto investire il denaro pubblico in giornate della memoria piuttosto che in strutture scolastiche e palestre...

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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    d'altronde il problema principale delle scuole romane (e italiane) è che non ci si ricordi di gente morta 60 anni fa. E quindi giusto investire il denaro pubblico in giornate della memoria piuttosto che in strutture scolastiche e palestre...
    Fino ad oggi invece era giustissimo investirle per mostre sugli eroici partigiani e gli orrori dell'olocausto perchè bla bla bla bla
    Un pò come le occupazioni che prima andavano bene e poi dopo quella del Farnesina sono diventate "azioni di violenza squadrista"....

  8. #8
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    Giornata del ricordo o giornata dell'alienazione Via Giovanni Lanza è bloccata. Come in un rigurgito intestinale macchine e motorini e camion, lanciati verso Via Cavour vengono respinti e sono costretti a risalire verso Largo Brancaccio. Anch'io con loro. C'è una manifestazione. Ma non sono né i sindacati né gli studenti di sinistra. Sono alcune centinaia di pischelli di destra con bandiere e bandiere dell'Italia. Sono bloccato dalla polizia su una traversa di Via cavour. Allora mi fermo, spengo il motorino e me li godo. Le manifestazioni tutte le manifestazioni hanno qualcosa di affascinante e di mistico. Qui poi il tema rivendicato è quanto di più misterioso e oscuro: la morte. A Roma c'è un sole splendido, un clima mite, è una giornata ideale per fare sega. Questi ragazzi invece manifestano per rendere onore ai martiri delle foibe. Il contrasto non potrebbe essere più straniante. Accanto a me si ferma un motociclista. Spegne la moto e comincia a salutare i poliziotti che in parecchi si avvicinano a lui. Gli chiede di che si tratta e un poliziotto, probabilmente un suo collega gli dice: "c'hanno tutti tra gli 11 e i 14 anni manifestano per le Foibe una cosa de 60 anni fa'". Il cinismo romano del poliziotto non potrebbe essere più schietto. La scena però ce la godiamo in parecchi, c'è un altro accanto a me con un'altra grossa moto che mi fa: "si vede che non hanno fatto il militare", io gli chiedo: "perché", "perché all'Inno di Mameli fanno poropompo po po po, come i calciatori" mentre a noi al militare ci insegnano a cantare. "libertà libertà libertà". C'è in tutti gli adulti una certa sufficienza e benevolenza. una manifestazione del genere non mette paura, fa quasi tenerezza.. E penso che non sia un sentimento negativo. Se questi ragazzi venissero presi sul serio del resto ci sarebbe da preoccuparsi. Un coro dice: "né Slovenia né Croazia Istria Fiume e Dalmazia", che vuol dire? che andiamo a fare la guerra per riottenere i territori perduti? Sono adolescenti che vivono in modo titanico la nostalgia. Non c'è la voglia di cambiare il mondo ma di ricordare il dolore: "per sessant'anni non ne parlate la nostra storia non cancellate", "rispetto e onore ai martiri infoibati nessuno di noi li ha mai dimenticati". Si sente un legame e un dovere verso chi non c'è più. E' assurdo e per certi versi alienante che a 14/15 anni il sentimento più forte e intimo della propria personalità sia il ricordo. Un altro coro, sulle note de "la mula de Parenzo", dato l'argomento, la canzone giusta, intona: "compagni e democristiani hanno coperto le gesta del loro amico Tito infame comunista". Centinaia di ragazzi per lo più nati dopo la fine della Guerra Fredda, dopo la fine della DC dopo la fine del PCI, evocano con forza e disperazione colpe di persone verso cui non possono esercitare alcuna azione di responsabilità. Non è nemmeno il caso di parlare di dire ma ragazzi allora c’era la "guerra fredda", provate a contestualizzare le cose e i fatti" ecc. E' chiaro che non si vuole ragionare ma solo semplificare. E' un processo giusto e comprensibile. Il paradosso però che venga esercitato al passato e da quindicenni. Ovviamente tutto questo ragionamento non può portare a parlare di neofascisti. Questa che ha sfilato oggi a Roma non è una gioventù fascista ma una gioventù alienata e triste che esprime nella rievocazione di una ferita, la nostalgia lancinante della perdita, definitiva, della dimensione di comunità. Invece di costruire il futuro si punta a ricostruire il passato, ma senza alcuna idea di superamento, una manifestazione di adolescenti fuori dal presente e dunque clamorosamente fuori dalla storia, adolescenti che esaltano nella rievocazione del dolore tutta la propria impotenza a fare, a incidere, a personalizzare il mondo.
    Scritto da chi vive di solo antifascismo non è comico, de più

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da PointBreak Visualizza Messaggio
    Fino ad oggi invece era giustissimo investirle per mostre sugli eroici partigiani e gli orrori dell'olocausto perchè bla bla bla bla
    Un pò come le occupazioni che prima andavano bene e poi dopo quella del Farnesina sono diventate "azioni di violenza squadrista"....
    io non ho parlato del blocco infatti.
    La sinistra nelle scuole si è suicidata con ste stronzate. Il blocco per rivalsa di anni di rosicate fa lo stesso al contrario. Beh, grandi tutti!
    Leggo gli articoli del Manifesto e mi viene da piangere. Poi leggo i comunicati di Blocco (quelli di LS manco li leggo tanto sono le brutte copie del Blocco con un ritardo standard che va da un giorno a qualche mese) e mi viene da piangere uguale.
    Povera scuola italiana.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    io non ho parlato del blocco infatti.
    La sinistra nelle scuole si è suicidata con ste stronzate. Il blocco per rivalsa di anni di rosicate fa lo stesso al contrario. Beh, grandi tutti!
    Leggo gli articoli del Manifesto e mi viene da piangere. Poi leggo i comunicati di Blocco (quelli di LS manco li leggo tanto sono le brutte copie del Blocco con un ritardo standard che va da un giorno a qualche mese) e mi viene da piangere uguale.
    Povera scuola italiana.
    Il Blocco al Farnesina ha occupato proprio per lamentare la carenza delle strutture scolastiche e anche le altre battaglie che porta avanti tipo quella per il libro di testo unico sono strettamente legate ai problemi del mondo scolastico. D'altro canto però è necessario anche alzare la voce su queste tematiche vista la faziosità della quasi totalità di testi scolastici e professori

 

 
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