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  1. #1
    lupo della sila
    Ospite

    Predefinito L'Assemblea rabbinica italiana: «Pausa di riflessione nel dialogo» con i cattolici

    Per il rabbino capo di roma il papa ha fatto una marcia indietro di 43 anni

    L'Assemblea rabbinica italiana: «Pausa di riflessione nel dialogo» con i cattolici

    Il giudizio sulla modifica della preghiera del Venerdì Santo: «Una sconfitta dei presupposti stessi del dialogo»


    ROMA - E ora è rottura. L'Assemblea rabbinica italiana dopo la modifica alla preghiera per gli ebrei del venerdì santo ritiene necessaria una «pausa di riflessione nel dialogo» con i cattolici.

    Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni (Ansa) E rileva che la modifica decisa da Papa Ratzinger costituisce «una sconfitta dei presupposti stessi del dialogo». L'Assemblea lo afferma in una nota firmata dal presidente, rabbino Giuseppe Laras.
    DI SEGNI: MARCIA INDIETRO DI 43 ANNI - Del resto fin da martedì non erano mancate le critiche alla decisione papale. «Una marcia indietro di 43 anni che impone una pausa di riflessione nel dialogo ebraico-cristiano». Anche a mente fredda e con migliore documentazione, non cambia, anzi si aggrava, il giudizio del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni sul nuovo testo della preghiera del Venerdì santo, annunciata da Papa Ratzinger, che riguarda gli Ebrei. «Della preghiera - spiega ancora - è grave la sostanza e grave anche la formula con cui è stata presentata. Vorrei precisare che non è vero che è stata tolta la frase che urta la sensibilità del popolo ebraico. In questa nuova formulazione è tutto che urta questa sensibilita».
    Di Segni rivela che il nuovo testo non «è un fulmine a cielo sereno». «Nei mesi scorsi - dice - avevamo fatto presente le nostre perplessità e ci avevano dato ampie assicurazione. Invece ora ci troviamo davanti al peggio». Il rabbino spiega poi il modo in cui il nuovo testo sia peggiorato: «nella liturgia di un tempo nel recitare la preghiera del venerdì santo si ci si doveva inginocchiare e pregare in silenzio. Questi due atti non valevano giunti al "pro perfidis judeis". Pio XII invece ripristinò sia il silenzio sia la necessità di inginocchiarsi. Com'è noto Giovanni XXIII nel 1959 tolse il "pro perfidis judeis", ma lasciò intatto tutto il resto. Nel 1970 la preghiera fu completamente cambiata da Paolo VI e si diceva: il popolo ebraico sia fedele alla sua Alleanza». «Rispetto a questa evoluzione, papa Ratzinger - osserva ancora il rabbino capo di Roma - ha riportato indietro le lancette di 43 anni rispetto al 2008». Tra le cause di questo «inciampo», Di Segni indica il problema «dell'immagine del popolo ebraico per la Chiesa. La domanda è sempre la stessa: cosa ci stanno a fare gli ebrei su questa terra?». «Se questo è il presupposto del dialogo, è intollerabile. Evidentemente - aggiunge ancora Di Segni che è in contatto con il rabbinato di Israele - la chiesa ha problemi di riscoprire i fondamenti della sua ortodossia».

    06 febbraio 2008

  2. #2
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    Bel coraggio da chi venera un libro traboccante di bestemmie e insulti contro i cristiani.

  3. #3
    davidege
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    sinora, la migliore notizia della giornata. e, nonostante io non sia né cristiano né cattolico, questo Papa mi piace sempre di più.

    solo che sono curioso di sapere, ora, se le persone che considerano "amici" i mussulmani in quanto anti-sionisti (e anti-semiti), ora considereranno "amico" anche il Papa.

  4. #4
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    Bisogna però dire una verità. La "modifica" in questione era stata pensata per andare incontro ai quei quattro perfidi usurai cabalisti deicidi. Tanto per essere chiari, in Vaticano dopo il motu proprio si sono cagati addosso.

    Dunque, ricapitoliamo.

    Con questa modifica, dopo solo un paio di giorni si sono ottenuti i seguenti risultati:
    1) Gli ebrei, ai quali si voleva "andare incontro", si sono incazzati a morte
    2) I cattolici tradizionalisti e in genere tutti quelli ai quali è rimasto un minimo di senso cattolico, si sono a loro volta, per motivi opposti, incazzati a morte
    3) I cattolici adulti e progressisti hanno cominciato a delirare del tutto, arrivando platealmente a compiacersi del fatto che nella preghiera del messale di Paolo VI non si nomina più neanche Gesù Cristo
    4) La massa dei fedeli, sulla base delle più o meno strampalate interpretazioni dei media, o non ci ha capito nulla, o si è rafforzata nel convincimento che gli ebrei non devono convertirsi a Gesù Cristo

    Una mossa politica straordinaria

  5. #5
    davidege
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    Citazione Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
    Bisogna però dire una verità. La "modifica" in questione era stata pensata per andare incontro ai quei quattro perfidi usurai cabalisti deicidi. Tanto per essere chiari, in Vaticano dopo il motu proprio si sono cagati addosso.

    Dunque, ricapitoliamo.

    Con questa modifica, dopo solo un paio di giorni si sono ottenuti i seguenti risultati:
    1) Gli ebrei, ai quali si voleva "andare incontro", si sono incazzati a morte
    2) I cattolici tradizionalisti e in genere tutti quelli ai quali è rimasto un minimo di senso cattolico, si sono a loro volta, per motivi opposti, incazzati a morte
    3) I cattolici adulti e progressisti hanno cominciato a delirare del tutto, arrivando platealmente a compiacersi del fatto che nella preghiera del messale di Paolo VI non si nomina più neanche Gesù Cristo
    4) La massa dei fedeli, sulla base delle più o meno strampalate interpretazioni dei media, o non ci ha capito nulla, o si è rafforzata nel convincimento che gli ebrei non devono convertirsi a Gesù Cristo

    Una mossa politica straordinaria
    boh? forse allora non ho capito io bene la questione. ma ripristinando la messa in latino, in che modo si andava a compiacere gli ebrei?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da davidege Visualizza Messaggio
    boh? forse allora non ho capito io bene la questione. ma ripristinando la messa in latino, in che modo si andava a compiacere gli ebrei?
    Il problema sembra un cavillo ma è importante per comprendere i tempi di evidente confusione. Liberalizzando la messa in latino si è riproposta la questione riguardo la preghiera "Oremus et pro Iudaeis" del Venerdì santo. Nel Messale del 1962 essa recitava così:

    Orémus et pro pérfidis Iudaéis: ut Deus et Dóminus noster áuferat velámen de córdibus eórum; ut et ipsi agnóscant Iesum Christum Dóminum nostrum.
    Omnípotens sempitérne Deus, qui étiam iudáicam pérfidiam a tua misericórdia non repéllis: exáudi preces nostras, quas pro illíus pópuli obcæcatióne deférimus; ut, ágnita veritátis tuæ luce, quæ Christus est, a suis ténebris eruántur. Per eúndem Dóminum. R/. Amen (Preghiamo anche per i perfidi Giudei, affinché Dio nostro Signore tolga il velo dai loro cuori e riconoscano anch'essi Gesù Cristo, Signore nostro.
    Dio onnipotente ed eterno, che non ricusi la tua misericordia neppure ai perfidi Giudei, degnati esaudire le preghiere che noi ti rivolgiamo per questo popolo cieco affinché, riconoscendo la luce della tua verità, che è il Cristo, siano liberati dalle loro tenebre. Per lo stesso Signore).

    La correzione del testo liturgico tradizionale è stato richiesto dalla comunità ebraica dopo la "promulgazione" del Motu Proprio.

    Il 4 febbraio 2008 la Segreteria di Stato vaticana ha reso noto che "l'Oremus et pro Iudaeis della Liturgia del Venerdì Santo", contenuto nel Messale del1962 (con il titolo Pro conversione Judaeorum) è stato sostituito da un nuovo testo che, recita la nota, "dovrà essere utilizzato, a partire dal corrente anno, in tutte le Celebrazioni della Liturgia del Venerdì Santo con il citato Missale Romanum". Il nuovo testo è il seguente:
    Oremus et pro Iudaeis. Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum.
    Oremus. Flectamus genua. Levate.
    Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen. (Preghiamo per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini. Dio Onnipotente ed eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, concedi propizio che, entrando la pienezza dei popoli nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo).

    Ovviamente questa "modifica" riguarda esclusivamente il messale in latino mentre il rito nuovo rimane invariato con la sciagurata preghiera calvinista di Paolo VI . Fatto sta che la segreteria di stato, ritoccando un testo liturgico tradizionale, non solo non ha soddisfatto pienamente i deicidi (che chiedevano di più) ma ha fatto giustamente incazzare i sani tradizionalisti.

  7. #7
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    Ma chi vuole dialogare con questi??

  8. #8
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    Per il rabbino capo di roma il papa ha fatto una marcia indietro di 43 anni

    L'Assemblea rabbinica italiana: «Pausa di riflessione nel dialogo» con i cattolici

    Il giudizio sulla modifica della preghiera del Venerdì Santo: «Una sconfitta dei presupposti stessi del dialogo»


    ROMA - E ora è rottura. L'Assemblea rabbinica italiana dopo la modifica alla preghiera per gli ebrei del venerdì santo ritiene necessaria una «pausa di riflessione nel dialogo» con i cattolici.

    Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni (Ansa) E rileva che la modifica decisa da Papa Ratzinger costituisce «una sconfitta dei presupposti stessi del dialogo». L'Assemblea lo afferma in una nota firmata dal presidente, rabbino Giuseppe Laras.
    DI SEGNI: MARCIA INDIETRO DI 43 ANNI - Del resto fin da martedì non erano mancate le critiche alla decisione papale. «Una marcia indietro di 43 anni che impone una pausa di riflessione nel dialogo ebraico-cristiano». Anche a mente fredda e con migliore documentazione, non cambia, anzi si aggrava, il giudizio del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni sul nuovo testo della preghiera del Venerdì santo, annunciata da Papa Ratzinger, che riguarda gli Ebrei. «Della preghiera - spiega ancora - è grave la sostanza e grave anche la formula con cui è stata presentata. Vorrei precisare che non è vero che è stata tolta la frase che urta la sensibilità del popolo ebraico. In questa nuova formulazione è tutto che urta questa sensibilita».
    Di Segni rivela che il nuovo testo non «è un fulmine a cielo sereno». «Nei mesi scorsi - dice - avevamo fatto presente le nostre perplessità e ci avevano dato ampie assicurazione. Invece ora ci troviamo davanti al peggio». Il rabbino spiega poi il modo in cui il nuovo testo sia peggiorato: «nella liturgia di un tempo nel recitare la preghiera del venerdì santo si ci si doveva inginocchiare e pregare in silenzio. Questi due atti non valevano giunti al "pro perfidis judeis". Pio XII invece ripristinò sia il silenzio sia la necessità di inginocchiarsi. Com'è noto Giovanni XXIII nel 1959 tolse il "pro perfidis judeis", ma lasciò intatto tutto il resto. Nel 1970 la preghiera fu completamente cambiata da Paolo VI e si diceva: il popolo ebraico sia fedele alla sua Alleanza». «Rispetto a questa evoluzione, papa Ratzinger - osserva ancora il rabbino capo di Roma - ha riportato indietro le lancette di 43 anni rispetto al 2008». Tra le cause di questo «inciampo», Di Segni indica il problema «dell'immagine del popolo ebraico per la Chiesa. La domanda è sempre la stessa: cosa ci stanno a fare gli ebrei su questa terra?». «Se questo è il presupposto del dialogo, è intollerabile. Evidentemente - aggiunge ancora Di Segni che è in contatto con il rabbinato di Israele - la chiesa ha problemi di riscoprire i fondamenti della sua ortodossia».

    06 febbraio 2008
    Bene, molto bene.
    Mi auguro che non ci siano passi indietro adesso.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da parabellum Visualizza Messaggio
    Bene, molto bene.
    Mi auguro che non ci siano passi indietro adesso.
    Veramente lo è .

  10. #10
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    Veramente lo è .
    Cioè?

 

 
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