Personalmente non sono marxista, ma un socialista libertario con forti divergenze a livello teorico rispetto al trotzkismo. Ciò nonostante a questa tornata elettorale, se si presenterà, mi avvio a sostenere e votare il Partito Comunista dei Lavoratori, dal momento che è la formazione più vicina alle mie idee a livello di proposta politica per quanto riguarda campi tematici quali il mondo del lavoro, la politica estera e militare, l'ambiente, il sistema finanziario.
Vorrei tuttavia cogliere l'occasione per fare una sorta di puntualizzazione che si traduce in proposta: sarebbe positivo se alle prossime elezioni si presentasse una lista “del lavoro, dell'ambiente, degli artisti e della cultura”: se insomma il PCL anziché puntare prioritariamente ad affermare i propri tratti identitari, sapesse a livello di immagine aprirsi alla più ampia società, proponendosi come nucleo centrale di una nuova aggregazione antisistemica, dando spazio nelle sue liste anche a personalità (più o meno di spicco) che pur non facendo necessariamente riferimento al pensiero di Lenin o di Trotzky, sono attivamente impegnate nel sindacato, nell'associazionismo, nei comitati spontanei e nella controcultura. Il minimo comun denominatore dovrebbe chiaramente essere la sussistenza di un grado di coscienza tale da rifuggire dalle sirene ideologiche di una convergenza con quanto esprime e rappresenta la Sinistra Arcobaleno ed il mondo ad essa circostante. In tal senso penso che il PCL dovrebbe valutare e non escludere a priori la possibilità di un'unità d'azione con la più consistente Sinistra Critica, per quanto non nasconda che sia il primo a turarsi il naso rispetto ad una formazione al cui interno emergono fenomeni di opportunismo (23 voti di fiducia a Prodi), di assolutizzazione della tematica del femminismo (che rischia di assumere un peso esagerato rispetto alla totalità del programma) e di sbandamenti dell'USFI di cui Sinistra Critica rappresenta la sezione italiana (sostegno al governo Lula in Brasile, tentativo di Besançenotdi fare un unico calderone con dentro LCR, PCF e Verdi). A livello di campagna elettorale, infine, eviterei che si pronunciassero troppi “contro”, preferendo un'impostazione che a livello linguistico preferisca i “per”, dal momento che ha un appeal maggiore sulle fasce di popolazione meno politicizzate.