FARMACI:SCHIZZANO PREZZI DA BANCO PER NORMA FINANZIARIA/ANSA
(ANSA) - ROMA, 7 FEB - Una norma della Finanziaria 2007 fa
schizzare, come effetto imprevisto, i prezzi dei farmaci senza
obbligo di prescrizione medica, ovvero i cosiddetti farmaci Sop
(di fascia C a carico del cittadino) ed i farmaci da banco
(Otc). Rincari che andrebbero dal 5 al 10% e la ragione è
presto detta: la manovra ha abolito l'obbligo per le aziende
produttrici di indicare il prezzo massimo di riferimento sulle
confezioni dei farmaci, con la conseguenza che le aziende
"hanno rincarato i prezzi a loro piacimento". La denuncia
arriva da alcune associazioni di farmacisti, decise a dare
battaglia alla norma incriminata.
A soffiare sulla polemica il Movimento spontaneo farmacisti
italiani (Msfi) e il Movimento nazionale liberi farmacisti
(Mnlf). I farmaci Sop e Otc "stanno registrando aumenti che
arrivano fino al 10%", rileva Msfi, e questo proprio per
effetto della Finanziaria 2007 che "ha abolito dal 31 dicembre
2007 il prezzo di riferimento massimo". Questo, secondo
l'associazione, dà alle Aziende "la possibilità di aumentare i
prezzi a loro esclusivo piacimento". Medesima denuncia da parte
di Mnlf, secondo cui la norma "nella realtà viene utilizzata
dalle farmacie per 'mimetizzare' sconti irrisori o completamente
assenti". Per "togliere qualsiasi alibi alle farmacie", Mnlf
propone quindi che venga inserito nelle liste dei prezzi di Sop
e Otc a disposizione del pubblico (obbligatorie) il prezzo
massimo in vigore nel 2007, in modo da facilitare il confronto e
verificare chi 'gioca' sui prezzi.
Riconosce il problema ma invita a non far ricadere sui
consumatori il 'caro prezzi' il presidente di Federfarma
(l'associazione dei titolari di farmacia) Giorgio Siri: "E'
vero che in queste prime settimane dell'anno le aziende
produttrici hanno aumentato il prezzo di cessione dei farmaci
senza ricetta, farmaci che dal primo gennaio non sono più
sottoposti a un prezzo massimo di vendita fissato per legge. Si
tratta d'altronde - precisa - di aumenti che i produttori
avevano già preannunciato da tempo e che seguono due anni di
blocco dei prezzi". L'obbiettivo di Federfarma, sostiene però
Siri, è quello di evitare che tale rincaro gravi sul consumatore
finale. Da qui l'invito alle farmacie di mantenere i prezzi
costanti, evitando di superare quelli applicati nel 2007.
Dal presidente dell'Associazione nazionale dell'industria
farmaceutica dell'automedicazione (Anifa) Sergio Daniotti arriva
poi la proposta di costituire un Osservatorio sui prezzi al
pubblico. Ma la concorrenza, commenta, "va semmai ulteriormente
stimolata attraverso misure che agiscono per l'ampliamento
dell'offerta di medicinali Sop e Otc".
Dal canto suo, la Federazione degli ordini dei farmacisti
italiani (Fofi) tiene a precisare che lo sforzo è quello di
mantenere il livello dei prezzi del 2007: "Proprio per evitare
che il maggiore onere della fornitura addossato alle farmacie
ricada sui consumatori, i farmacisti - afferma la Fofi - stanno
da un lato cercando di conservare i prezzi applicati nel 2007
con la politica degli sconti già adottata e, dall'altro, di
consigliare, per quanto possibile, un maggiore utilizzo degli
equivalenti, che hanno prezzi inferiori e identica capacità
terapeutica". (ANSA).





