Dunque, inizia il balletto: si va (chi ci va...) di nuovo alle urne...
Come avevo previsto, ci si va (chi ci va...) con la vecchia legge elettorale, detta “porcellum”, da: “è una porcata” come l’ebbe a definire il suo stesso estensore: tal Calderoli.
A Berlusconi si può imputare qualsiasi cosa, tranne quella di essere scemo: e che? le castagne dal fuoco degli inetti a tutto gliele doveva togliere proprio lui? Al voto... al voto: tanto, peggio di così...
C’è chi dichiara di voler correre da solo, come il kennedyano Veltroni e chi ci vorrebbe andare ma non sa come (a tal proposito, una bella canzoncina di Alberto Sordi - “Te c’hanno mai mandato...”, con quel che segue - gioverebbe a schiarire le idee ai recalcitranti...).
Un centrosinistra incapace di qualsiasi autocritica - ah! com’erano bravi i compagni di un tempo a farla... non serviva a rinsavirli dal loro dogmatismo, però: volete mettere l’effetto? - ha già cominciato a buttare addosso al centrodestra la croce di non aver voluto avviare un governo di transizione per le “necessarie riforme elettorali: in primis, appunto, quella elettorale...
Dimentichi, i centrosinistri, che hanno avuto due anni di tempo per varare una riforma, sempre quella elettorale che il centrodestra, pur producendo una porcata, varò in pochi mesi...
Il che non gli giovò per niente: a conti fatti, con il sistema elettorale precedente avrebbe, il centrodestra, rivinto comodamente le elezioni del 2006... Purtroppo, a far di conto, in Italia, sono rimasti pochi...
Oppure, sono bravissimi a farli, i conti. Per esempio: se correranno da soli, il Pd e Fi andranno ad un testa a testa sul filo del 30 per cento cadauno. Il che, sommato, fa un bel 60 per cento: quanto basta per un governo di “larghe intese” sul modello tedesco: come caldeggia il qual buon vento del tutto si può fare...
Sarà divertente vedere, se tale ipotesi avesse a verificarsi, come concilieranno, a conti fatti, le promesse di scanno biblico che i due partiti già si promettono alla vigilia della campagna elettorale. Ma queste sono quisquilie, direbbe il grande Totò: gli italiani hanno memoria breve, anzi: brevissima e sono sempre pronti a commuoversi davanti ad un lieto fine dove i presunti avversi si riconoscano fratelli...
Gli altri scenari possibili, sempre all'ultima conta, rimetteranno in discussione i programmi elettorali di chi, eventualmente, correrà da solo, con quelli di chi li dovrà riaccompagnare all’ennesima stagione del “Signore, comandi...”, come conviene ai camerieri al tavolo...
L’unico elemento di novità vera, sarebbe quello di una rappresentanza anche minima, anche sparuta della cosiddetta “destra radicale” o neofascista a tutto tondovale... Un’area che dovrebbe solo motivare con la sua presenza in quelle due aule sorde e grigie un programma di sette punti semplici, lampanti, efficaci:
· sovranità nazionale
· sovranità monetaria
· moratoria del debito pubblico
· socializzazione delle imprese produttive
· energia nucleare
· proprietà della casa
· acque pubbliche
Il resto, a parere di chi scrive, verrà da sé... O quasi...
miro renzaglia




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