Secondo la relazione della Corte dei Conti ” in particolare le tangenti hanno riguardato le procedure contrattuali, i trattamenti preferenziali negli appalti, la collusione con le ditte fornitrici, l’illecita aggiudicazione, l’irregolare esecuzione di opere pubbliche”.
Secondo i magistrati, i soldi versati dalle imprese ai funzionari pubblici vengono reperiti attraverso fittizie fatturazioni e false attestazioni, che consentono di creare fondi da mettere direttamente nelle bustarelle.
Il presidente Lazzaro ha posto l’accento “sugli sprechi generati dal carrozzone della burocrazia, troppe le piaghe: dal dilagare dei contratti a termine all’aumento delle posizioni dirigenziali nella Pubblica Amminsitrazione, all’eccessivo ricorso a consulenze esterne, senza riuscire neanche più a controllarle, fino alle spese inutili per la gestione degli enti disciolti e alla scarsa cartolarizzazione degli immobili pubblici”.
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