WASHINGTON - Su una Guantanamo già al centro di critiche planetarie per la legalità delle prigioni per terroristi, cala ora anche l'ombra della pena di morte. Il Pentagono ha incriminato sei presunti leader di Al Qaida, accusandoli di essere stati tra i responsabili dell'attacco all' America dell'11 settembre 2001 e chiedendo la pena capitale. Per il kuwaitiano-pachistano Khalid Sheikh Mohammed e per altri cinque terroristi custoditi nel supersegreto 'Camp 7' nella base navale a Cuba, i procuratori militari hanno presentato un capo d'imputazione di 90 pagine, che delinea tra l'altro l'accusa di 2.973 omicidi. Sono gli uomini, le donne e gli otto bambini uccisi come esito di quello che il Pentagono ha descritto come "un piano d'attacco altamente sofisticato e di lungo termine preparato da Al Qaida contro gli Stati Uniti". Un piano che Mohammed, secondo l'accusa, cominciò a discutere con Osama bin Laden nelle grotte afghane di Tora Bora nel 1996 e prese alla fine la forma degli aerei dirottati da lanciare contro le Torri Gemelle, il Pentagono e il Capitol a Washington (quest'ultimo un obiettivo fallito, per la reazione dei passeggeri che fecero precipitare un aereo in Pennsylvania). Gli altri cinque incriminati sono Mohammed al-Qahtani (il possibile 20mo dirottatore mancante dell'11 settembre); lo yemenita Ramzi Binalshibh (un membro della cosiddetta 'cellula di Amburgo'); Ali Abd al-Aziz Ali (noto come Ammar al-Baluchi, nipote di Mohammed e ritenuto il braccio operativo del piano); Mustafa Ahmed al-Hawsawi (braccio destro di al-Baluchi); Walid bin Attash, noto con il nome di battaglia di Khallad, che avrebbe scelto e addestrato alcuni dei dirottatori. "Gli imputati andranno incontro alla possibilità di venir condannati a morte", ha detto il generale dell'Air Force Thomas Hartmann, nell'annunciare le incriminazioni. Toccherà ora a una donna, Susan Crawford, il funzionario che guida la procedura dei tribunali speciali, decidere se confermare la richiesta di pena di morte e mandare il caso all'esame delle 'commissioni militari', i tribunali speciali creati dall'amministrazione Bush dopo l'11 settembre proprio per processare terroristi, fino a ora mai entrati in azione. Nel giro di alcuni mesi, udienze preliminari e poi processi veri e propri potrebbero venir celebrati a 'Camp Justice', la tendopoli creata a Guantanamo proprio per ospitare i primi processi di questo genere celebrati dagli Usa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma un gran numero di incognite incombono sulla procedura. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha in programma di pronunciarsi presto, per la terza volta, sull'intero aspetto della legalità dell'iter giudiziario di Guantanamo: potrebbe essere il via libera definitivo per l'amministrazione Bush, dopo vari passi falsi, ma può anche trasformarsi in uno stop. La pena capitale militare, teoricamente amministrata con iniezioni letali, non è mai stata attuata dal 1961 e ci sono dubbi sull'effettiva capacità del Pentagono di svolgere un processo complesso come quello per l'11 settembre. Inoltre c'é il delicato aspetto delle fonti di prova. La Cia pochi giorni fa ha confermato che Mohammed, dopo la cattura in Pakistan nel 2003, è stato interrogato facendo ricorso tra l'altro al 'waterboarding', un metodo che prevede un annegamento simulato e viene da più parti considerato una tortura. Non è chiaro quali indizi ottenuti con metodi del genere potranno entrare nel dibattimento. "E' una questione che verrà decisa dalla corte", si è limitato a dire il generale Hartmann. C'é infine la politica: tutti e tre i candidati ancora in corsa per la Casa Bianca, i democratici Hillary Clinton e Barack Obama e il repubblicano John McCain, sono per la chiusura di Guantanamo. Gli eventuali processi potrebbero trascinarsi fino al 20 gennaio 2009, quando uno di loro prenderà il comando. McCain, un ex prigioniero di guerra torturato per cinque anni in Vietnam, intende trasferire i detenuti nella base di Fort Leavenworth, in Kansas, per sottoporli alla giustizia militare ordinaria. Obama e Clinton hanno votato contro la legge del Congresso che regola i processi.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._12474865.html


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