Visualizza Risultati Sondaggio: Chi vincerà le elezioni di aprile 2008?

Partecipanti
8. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Elite Finanziaria Internazionale

    2 25.00%
  • Criminalità Organizzata

    2 25.00%
  • Entrambi, sono già d'accordo

    4 50.00%
Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Rivelazionario
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    Predefinito Elite Finanziaria Inter. vs Criminalità Organizz., Chi vincerà le elezioni?

    Elite Finanziaria Internazionale vs Criminalità Organizzata

    Nella percezione distorta della realtà, enfatizzata da una società moderna dell'informazione, mi domando costantemente – e data l'imminente incombenza elettorale in modo meno ironico di quanto avrei voluto - come siano spiegabili le scelte politiche che alcuni individui perpetrano a dispetto della loro corrispondenza sociale, rivolgendo la preferenza verso lo schieramento che rappresenterà palesi interessi [concreti e non ideologici] diversi e distanti se non opposti ai loro effettivi bisogni fisici reali e tangibili. Se nel variegato panorama elettorale sono infatti comprensibili le astensioni, in quanto frutto della disillusione o del disinteresse, come pure le appartenenze di categoria - con le sfumature relative alla portata degli interessi in esse rappresentate e le naturali contrapposizioni conseguentemente scaturite – mi risulta meno comprensibile capire come sia possibile che taluni scelgano volontariamente di essere vittime dei propri carnefici, fornendogli l'arma metaforica del voto come strumento del suicidio indotto. Da parte mia richiede una riflessione particolare. Specialmente quando devo capire dove sto andando o meglio, dove mi stanno trascinando. Specialmente se sono cosciente dell'esistenza di una seppur remota possibilità che permetterebbe alle vittime di prendere coscienza delle catene con le quali i loro aguzzini le tengono prigioniere nei recinti ideologici, all'interno dei quali le hanno rinchiuse.
    Più che osservare il fenomeno sotto il profilo antropologico lo osservo da quello psicoanalitico.
    Come descriveva Jung nella teoria degli archetipi, a conseguenza del postulato psicodinamico, viene in essere un sorta di prototipo universale per le idee attraverso il quale l'individuo interpreta ciò che osserva e sperimenta. É, per Jung, l'immagine primaria dell'inconscio collettivo. Gli archetipi integrandosi con la coscienza, vengono rielaborati continuamente dalle società umane, si manifestano «contemporaneamente anche in veste di fantasie e spesso rivelano la loro presenza solo per mezzo di immagini simboliche»[A], si rafforzano, si indeboliscono e possono anche morire. La sopravvivenza degli archetipi, in epoca moderna, è legata anche agli esiti della comunicazione di massa. Un film di successo, un libro, una trasmissione televisiva molto seguita possono giocare un ruolo nel ravvivarli o indebolirli.
    Esistono una serie di categorie nelle quali si possono racchiudere tutti gli individui, identificabili tra loro grazie ad alcune peculiarità anatomiche e fisiche, oltre che intellettuali, che li classificano in base al grado di coscienza personale acquisita. Essendo nel nome della parola stessa - archetipo deriva dal greco antico «immagine [modello, marchio, esemplare]» (tipos) «originale» (arché) - è normale per le categorie che mostrano funzioni più deboli (pensiero, sentimento, sensazione e intuizione), prendere come riferimento un modello e ad esso ispirarsi se nella scalata all'evoluzione garantisce il risultato migliore. Questo istinto primordiale scatena un meccanismo emulativo che, condizionato dal potere dei simboli, offre l'illusione di una crescita evolutiva rispetto a quegli individui che con quei simboli non si riconoscono e non si identificano.
    La speranza, alimentata dal pensiero emulativo dell'archetipo migliore che porta a copiarne i comportamenti fin nelle movenze e nelle gestualità, oltre che nell'aspetto e nell'apparire, li convince d'essere simili, addirittura uguali ad esso, e di aver conquistato il diritto ancestrale delle medesime possibilità e benefici a quell'archetipo riservati. Così, individui che vivono una situazione sociale ed economica diversa ed opposta rispetto all'archetipo nel quale si identificano, sosterranno una causa diversa da quella che verrebbe loro più consono perseguire. Non importa se lo stendardo che agiteranno li rappresenterà nei bisogni concreti o meno, ciò li farà appartenere all'archetipo che emulano e quindi li renderà uguali, meritevoli degli stessi benefici ancestrali futuri. Ma in politica, il machiavellico meccanismo che devia dalla propria bio-coscienza torna a rivelarsi per un – sempre metaforico - suicidio genetico. Un fatale errore che ha condotto all'estinzione il socialismo.

    Uscire dalla logica delle appartenenze agli schieramenti è secondo me il primo passo fondamentale per scardinare la serratura del recinto che ci imprigiona e ci tiene ancorati ad una percezione distorta della realtà.

    Tre secoli di lotte intestine combattute all'interno delle società occidentali, camuffate allo sguardo vigile della Storia, come pure a quello delle sentinelle delle democrazie più sviluppate e moderne, vedono gli anni recenti portare al potere assoluto il capitalismo selvaggio espressione di una ristretta élite di finanzieri internazionali. Un solo ostacolo resta ancora a frapporsi tra loro e l'Olimpo che li consacrerà a Dei. Una sola entità coinvolta in questa lotta intestina possiede la forza per opporsi al loro predominio e gli resiste. Anch'essa in questi lunghi anni ha ordito le sue trame e tessuto le sue tele altrettanto bene da incunearsi nelle istituzioni fino a trovarvi rappresentanza nella difesa dei suoi interessi in modo da consolidarli, continua a possedere risorse e un organizzazione tali da rendersi pericolosa persino sul piano para-militare e politico ma soprattutto trova pseudo-legittimazione nella cultura soggiogata della popolazione, sulla quale è in grado di applicare un controllo capillare del territorio: la criminalità organizzata.
    Il prodotto di lunghi conflitti è sempre una lenta ma inarrestabile trasformazione della percezione cognitiva della realtà che si ripercuote nella vita quotidiana delle persone con un effetto domino su tutto il tessuto sociale, inducendo ad una conseguente distorsione e revisione dei valori morali ed etici, pilastri cardini della convivenza civica, ovvero dell'equa e corretta ridistribuzione dei doveri e dei diritti (Lex – Legis). Le vittime sono sempre in gran parte civili, sotto diversi aspetti, dormienti in attesa di destarsi dalla lenta elaborazione mentale che tramuta la paura in odio, l'odio in ira e l'ira in vendetta.

    Lo scontro che si sta combattendo nel sottosuolo democratico delle società occidentali emerge in Italia con più limpidezza rispetto ad altri Paesi e trova espressione - delle due forze rimaste a combattersi in questa lotta ormai secolare - nelle loro rappresentanze politiche. I loro veri simboli[A] sono sempre più manifesti e presenti. Finalmente esibiti, non più occultati. Dalla seconda vita fino al semplice buongiorno Italia.
    Due sole forze restano a spartirsi il diritto di prelazione sulle vite dei mortali e trovano posto nel banchetto del potere; chiunque si scelga nel segreto (?) dell'urna, coloro che andranno a votare legittimeranno col loro voto, i più inconsapevoli e ignari, il predominio di una delle due forze sull'altra e sul loro stesso futuro, privandoli una volta di più, di una vera rappresentanza democratica.

    Ray Milano

  2. #2
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    Predefinito

    beh?!

    Tutti illusi di vivere in una Democrazia compiuta?

  3. #3
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Ray Milano Visualizza Messaggio
    Elite Finanziaria Internazionale vs Criminalità Organizzata

    Nella percezione distorta della realtà, enfatizzata da una società moderna dell'informazione, mi domando costantemente – e data l'imminente incombenza elettorale in modo meno ironico di quanto avrei voluto - come siano spiegabili le scelte politiche che alcuni individui perpetrano a dispetto della loro corrispondenza sociale, rivolgendo la preferenza verso lo schieramento che rappresenterà palesi interessi [concreti e non ideologici] diversi e distanti se non opposti ai loro effettivi bisogni fisici reali e tangibili. Se nel variegato panorama elettorale sono infatti comprensibili le astensioni, in quanto frutto della disillusione o del disinteresse, come pure le appartenenze di categoria - con le sfumature relative alla portata degli interessi in esse rappresentate e le naturali contrapposizioni conseguentemente scaturite – mi risulta meno comprensibile capire come sia possibile che taluni scelgano volontariamente di essere vittime dei propri carnefici, fornendogli l'arma metaforica del voto come strumento del suicidio indotto. Da parte mia richiede una riflessione particolare. Specialmente quando devo capire dove sto andando o meglio, dove mi stanno trascinando. Specialmente se sono cosciente dell'esistenza di una seppur remota possibilità che permetterebbe alle vittime di prendere coscienza delle catene con le quali i loro aguzzini le tengono prigioniere nei recinti ideologici, all'interno dei quali le hanno rinchiuse.
    Più che osservare il fenomeno sotto il profilo antropologico lo osservo da quello psicoanalitico.
    Come descriveva Jung nella teoria degli archetipi, a conseguenza del postulato psicodinamico, viene in essere un sorta di prototipo universale per le idee attraverso il quale l'individuo interpreta ciò che osserva e sperimenta. É, per Jung, l'immagine primaria dell'inconscio collettivo. Gli archetipi integrandosi con la coscienza, vengono rielaborati continuamente dalle società umane, si manifestano «contemporaneamente anche in veste di fantasie e spesso rivelano la loro presenza solo per mezzo di immagini simboliche»[A], si rafforzano, si indeboliscono e possono anche morire. La sopravvivenza degli archetipi, in epoca moderna, è legata anche agli esiti della comunicazione di massa. Un film di successo, un libro, una trasmissione televisiva molto seguita possono giocare un ruolo nel ravvivarli o indebolirli.
    Esistono una serie di categorie nelle quali si possono racchiudere tutti gli individui, identificabili tra loro grazie ad alcune peculiarità anatomiche e fisiche, oltre che intellettuali, che li classificano in base al grado di coscienza personale acquisita. Essendo nel nome della parola stessa - archetipo deriva dal greco antico «immagine [modello, marchio, esemplare]» (tipos) «originale» (arché) - è normale per le categorie che mostrano funzioni più deboli (pensiero, sentimento, sensazione e intuizione), prendere come riferimento un modello e ad esso ispirarsi se nella scalata all'evoluzione garantisce il risultato migliore. Questo istinto primordiale scatena un meccanismo emulativo che, condizionato dal potere dei simboli, offre l'illusione di una crescita evolutiva rispetto a quegli individui che con quei simboli non si riconoscono e non si identificano.
    La speranza, alimentata dal pensiero emulativo dell'archetipo migliore che porta a copiarne i comportamenti fin nelle movenze e nelle gestualità, oltre che nell'aspetto e nell'apparire, li convince d'essere simili, addirittura uguali ad esso, e di aver conquistato il diritto ancestrale delle medesime possibilità e benefici a quell'archetipo riservati. Così, individui che vivono una situazione sociale ed economica diversa ed opposta rispetto all'archetipo nel quale si identificano, sosterranno una causa diversa da quella che verrebbe loro più consono perseguire. Non importa se lo stendardo che agiteranno li rappresenterà nei bisogni concreti o meno, ciò li farà appartenere all'archetipo che emulano e quindi li renderà uguali, meritevoli degli stessi benefici ancestrali futuri. Ma in politica, il machiavellico meccanismo che devia dalla propria bio-coscienza torna a rivelarsi per un – sempre metaforico - suicidio genetico. Un fatale errore che ha condotto all'estinzione il socialismo.

    Uscire dalla logica delle appartenenze agli schieramenti è secondo me il primo passo fondamentale per scardinare la serratura del recinto che ci imprigiona e ci tiene ancorati ad una percezione distorta della realtà.

    Tre secoli di lotte intestine combattute all'interno delle società occidentali, camuffate allo sguardo vigile della Storia, come pure a quello delle sentinelle delle democrazie più sviluppate e moderne, vedono gli anni recenti portare al potere assoluto il capitalismo selvaggio espressione di una ristretta élite di finanzieri internazionali. Un solo ostacolo resta ancora a frapporsi tra loro e l'Olimpo che li consacrerà a Dei. Una sola entità coinvolta in questa lotta intestina possiede la forza per opporsi al loro predominio e gli resiste. Anch'essa in questi lunghi anni ha ordito le sue trame e tessuto le sue tele altrettanto bene da incunearsi nelle istituzioni fino a trovarvi rappresentanza nella difesa dei suoi interessi in modo da consolidarli, continua a possedere risorse e un organizzazione tali da rendersi pericolosa persino sul piano para-militare e politico ma soprattutto trova pseudo-legittimazione nella cultura soggiogata della popolazione, sulla quale è in grado di applicare un controllo capillare del territorio: la criminalità organizzata.
    Il prodotto di lunghi conflitti è sempre una lenta ma inarrestabile trasformazione della percezione cognitiva della realtà che si ripercuote nella vita quotidiana delle persone con un effetto domino su tutto il tessuto sociale, inducendo ad una conseguente distorsione e revisione dei valori morali ed etici, pilastri cardini della convivenza civica, ovvero dell'equa e corretta ridistribuzione dei doveri e dei diritti (Lex – Legis). Le vittime sono sempre in gran parte civili, sotto diversi aspetti, dormienti in attesa di destarsi dalla lenta elaborazione mentale che tramuta la paura in odio, l'odio in ira e l'ira in vendetta.

    Lo scontro che si sta combattendo nel sottosuolo democratico delle società occidentali emerge in Italia con più limpidezza rispetto ad altri Paesi e trova espressione - delle due forze rimaste a combattersi in questa lotta ormai secolare - nelle loro rappresentanze politiche. I loro veri simboli[A] sono sempre più manifesti e presenti. Finalmente esibiti, non più occultati. Dalla seconda vita fino al semplice buongiorno Italia.
    Due sole forze restano a spartirsi il diritto di prelazione sulle vite dei mortali e trovano posto nel banchetto del potere; chiunque si scelga nel segreto (?) dell'urna, coloro che andranno a votare legittimeranno col loro voto, i più inconsapevoli e ignari, il predominio di una delle due forze sull'altra e sul loro stesso futuro, privandoli una volta di più, di una vera rappresentanza democratica.

    Ray Milano

    Condivido in parte le tue osservazioni.
    Io rimango comunque piu' speranzoso.
    La realta' delle cose infatti puo' anche essere occultata per secoli ma prima o poi, in una maniera o nell'altra non puo' altro che venire alla superficie.
    Mi rincuora particolarmente il fatto che alcuni politici, per esempio, sembra stiano acquisendo una consapevolezza non superficiale della frode del denaro-debito, il principale strumento con cui il mondo bancario-finanziario nazionale ed internazionale tiene sotto il proprio gioco la societa' intera.

  4. #4
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    L'Elite è quella mafiopolitica che tiranneggia nelle istituzioni statali. E' solo una.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Sab Bernardino Visualizza Messaggio
    Condivido in parte le tue osservazioni.
    Io rimango comunque piu' speranzoso.
    La realta' delle cose infatti puo' anche essere occultata per secoli ma prima o poi, in una maniera o nell'altra non puo' altro che venire alla superficie.
    Mi rincuora particolarmente il fatto che alcuni politici, per esempio, sembra stiano acquisendo una consapevolezza non superficiale della frode del denaro-debito, il principale strumento con cui il mondo bancario-finanziario nazionale ed internazionale tiene sotto il proprio gioco la societa' intera.
    Io invece condivido in pieno questa tua affermazione.
    Il Signoraggio Bancario è uno dei cardini principali da spezzare.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    L'Elite è quella mafiopolitica che tiranneggia nelle istituzioni statali. E' solo una.
    Purtroppo John, io ci vedo due entità con un passato, una storia e un presente ben distinti...

 

 

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