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Discussione: La 'natura' degli Dei

  1. #1
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    Predefinito La 'natura' degli Dei

    Gli Dei sono da concepire come immanenti, giusto?
    Mi sapreste spiegare qual è la loro natura, a vostro parere?

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  2. #2
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da dasein Visualizza Messaggio
    Mi sapreste spiegare qual è la loro natura, a vostro parere?
    Cosa diresti di un Dio che nn diresti di un uomo? che è e non può non essere..

    "La lotta tra l'essere e il nulla non è come quella che si combatteva tra gli antichi eserciti, che di giorno guerreggiavano, mentre a notte i capi nemici bevevano insieme sotto le tende. Questo poteva avvenire perché, oltre che nemici, erano anche uomini. L'essere, invece, è un tale nemico del nulla che nemmeno di notte disarma: se lo facesse, non si strapperebbe di dosso la propria armatura, ma le proprie carni"

  3. #3
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    Ma gli Dei sono al di là dell'essere e del non essere- tutto in sé ricomprendono: Totalità e Assoluto...
    L'uomo vede la vita e la morte, ma gli Dei significano Eternità- l'uomo vede l'essere e il non essere, ma gli Dei dimorano nell'Assoluto ...e quello che appare come un conflitto è in realtà un ordine perfetto che si rinnova per sua intrinseca Necessità: gli Dei vedono Ananke, l'uomo la percepisce di tanto in tanto...
    Perciò sul fatto che siano da concepire come immanenti- sì, e al tempo stesso trascendenti, e allo stesso tempo oltrepassanti queste due categorie...


    Saluti!

  4. #4
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    Ma gli Dei sono al di là dell'essere e del non essere- tutto in sé ricomprendono: Totalità e Assoluto...
    L'uomo vede la vita e la morte, ma gli Dei significano Eternità- l'uomo vede l'essere e il non essere, ma gli Dei dimorano nell'Assoluto ...e quello che appare come un conflitto è in realtà un ordine perfetto che si rinnova per sua intrinseca Necessità: gli Dei vedono Ananke, l'uomo la percepisce di tanto in tanto...
    Perciò sul fatto che siano da concepire come immanenti- sì, e al tempo stesso trascendenti, e allo stesso tempo oltrepassanti queste due categorie...


    Saluti!
    Ma la totalità può essere solamente totalità dell'essere, giacchè la totalità del nulla nn è, e nemmeno è pensabile dal momento che il pensiero può essere solo pensiero dell'essere

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Ma la totalità può essere solamente totalità dell'essere, giacchè la totalità del nulla nn è, e nemmeno è pensabile dal momento che il pensiero può essere solo pensiero dell'essere
    Identità e differenza riunite e oltrepassate...
    Anche il non essere è pensabile, ancor più nel disegno della Totalità; esistono così entrambi: pensiero dell'essere e pensiero del non essere- perché?
    Identità e differenza e oltrepassamento delle due...
    Oltre gli opposti il Divino permane, poiché tale opposizione è manifesta e apparente al tempo stesso (vecchissimi discorsi...)
    In più come può dirsi totalità ciò che non ricomprende in sè anche il non essere, il polo opposto del dualismo fondamentale?

  6. #6
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    Anche il non essere è pensabile
    Pensando il nihil absolutum lo definisci e quindi (per definizione) lo identifichi cm essente, cm qualcosa che è e qsto è logicamente contraddittorio

    In più come può dirsi totalità ciò che non ricomprende in sè anche il non essere, il polo opposto del dualismo fondamentale?
    profumi di logica hegeliana..

  7. #7
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    Pensare non si identifica a priori con il definire: altrimenti si può dire che pensando la Divinità la si definisce automaticamente- qualcosa di quasi impossibile definizione, eppur permane...
    l'essere poi talvolta non è affatto definibile, neppure come mero essente (ecco perché il dubbio degli atei...)- tanto meno può essere talvolta pensabile...coincide forse, visto con altri occhi, col non essere?
    inoltre proprio per logica anche la contraddizione viene riassorbita, qualsiasi sia la sua natura, anche se essa riguarda l'affermazione dell'essere del non essere...

    Ah, la logica hegeliana...
    in tema, dalla Fenomenologia: "Soltanto dal calice di questo regno degli spiriti, spumeggia fino a lui la sua infinità".

  8. #8
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    Pensare non si identifica a priori con il definire: altrimenti si può dire che pensando la Divinità la si definisce automaticamente- qualcosa di quasi impossibile definizione, eppur permane...
    Quando tu, io, chiunque, pensa concettualizza istantaneamente..Aristotele docet, se tu pensi l'idea di bottiglia (e di bottiglie ve ne sn molte e differenti) la tua mente penserà una bottiglia ben determinata anche se involontariamente.

    l'essere poi talvolta non è affatto definibile, neppure come mero essente (ecco perché il dubbio degli atei...)- tanto meno può essere talvolta pensabile...coincide forse, visto con altri occhi, col non essere?
    L'errore di nn poter definire l'essere è l'errore di Heidegger quanto quello di Parmenide, sebbene per motivi differenti.
    Ma l'essere è sempre e cmq l'essere di un essente e viceversa nn c'è essente che nn sia, dunque astrarre l'essere cm se fosse qualcosa di diverso dall'ente ( cm se l'ente fosse la manifestazione dell'essere, il suo ri-velarsi direbbe Heidegger) nn ha senso, e per di più, cm se nn bastasse, dal momento che tanto l'essere quanto l'ente si oppongono al nihil (absolutum) allora essi nn possono che coincidere.

    inoltre proprio per logica anche la contraddizione viene riassorbita, qualsiasi sia la sua natura, anche se essa riguarda l'affermazione dell'essere del non essere...
    La logica dell'idealismo ha fatto il suo tempo..

  9. #9
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    Quando tu, io, chiunque, pensa concettualizza istantaneamente..Aristotele docet, se tu pensi l'idea di bottiglia (e di bottiglie ve ne sn molte e differenti) la tua mente penserà una bottiglia ben determinata anche se involontariamente.
    Può essere una risposta che va bene nel contesto di idee semplici (la bottiglia per l'appunto!), idee di cui puoi concepire la forma d'esistenza, ma su piani più elevati di Idee, non credo questa affermazione sia realistica- a livello mettiamo della Diade, anche se la pensi e la nomini non per questo significa che ne hai per forza il concetto- inoltre la mente pensa involontariamente a meno che non la si controlli (Samkhya docet...) perciò potrà pensare certe cose solo se le conosce (o le ricorda, è uguale...) e se vi è guidata, non a caso.
    Come sarebbe mai possibile concettualizzare un' Idea che ha infinite forme?
    L'errore di nn poter definire l'essere è l'errore di Heidegger quanto quello di Parmenide, sebbene per motivi differenti.
    Ma l'essere è sempre e cmq l'essere di un essente e viceversa nn c'è essente che nn sia, dunque astrarre l'essere cm se fosse qualcosa di diverso dall'ente ( cm se l'ente fosse la manifestazione dell'essere, il suo ri-velarsi direbbe Heidegger) nn ha senso, e per di più, cm se nn bastasse, dal momento che tanto l'essere quanto l'ente si oppongono al nihil (absolutum) allora essi nn possono che coincidere.
    Non credo che due pensatori come Heidegger e Parmenide abbiano fatto un errore così, probabilmente questo significa ben più di una possibile affermazione- è l'arrestarsi a ciò che la parola non esprime e il concetto non può definire, poiché al di là della mera possibilità del pensiero mortale...
    L'essere coincide con l'essente, ciò che è, molto banalmente, è, e per questo coincide con l'essere, nel loro opporsi al non essere che, ancora molto semplicemente, non è...non è un po' troppo semplice?
    Diffidare in filosofia di tutti i ragionamenti troppo facili è buona norma...
    L'essere è identico ma al tempo stesso distinto dall'ente: questa mi sembra una soluzione più rigorosa...di tempo in tempo l'essere si identifica con tutte le cose che sono, ma anche con quelle che non sono, ma nello stesso tempo ne permane separato eternamente (c'è una frase nella Bhagavad-gita che riassume bene questo complicatissimo principio...)

    In conclusione, la logica dell'idealismo ha qualche anno in più di teorie recenti di scarso peso e spessore, e io mi affido sempre a ciò che è più antico...

    Saluti!

  10. #10
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    Può essere una risposta che va bene nel contesto di idee semplici (la bottiglia per l'appunto!), idee di cui puoi concepire la forma d'esistenza, ma su piani più elevati di Idee, non credo questa affermazione sia realistica- a livello mettiamo della Diade, anche se la pensi e la nomini non per questo significa che ne hai per forza il concetto- inoltre la mente pensa involontariamente a meno che non la si controlli (Samkhya docet...) perciò potrà pensare certe cose solo se le conosce (o le ricorda, è uguale...) e se vi è guidata, non a caso.
    Appunto, ma infatti se io nn so cosa sia la Diade o qualsiasi altra cosa nn concettualizzerò proprio nulla, ma semplicemente perchè nn la conosco, altra cosa è l'essere che è un'astrazione che ha senso solo in relazione all'ente, nn indipendentemente da esso.
    Tu dici che la mente pensa cose, è esattamente quel che dico: pensa cose


    Non credo che due pensatori come Heidegger e Parmenide abbiano fatto un errore così, probabilmente questo significa ben più di una possibile affermazione- è l'arrestarsi a ciò che la parola non esprime e il concetto non può definire, poiché al di là della mera possibilità del pensiero mortale...
    Ciò che affermi è vero - e solo in parte - per Heidegger, nel senso che lui temeva di metafisicizzare il proprio discorso filosofico se avesse tentato di definire l'essere, ma il punto nn è qsto, il punto è che sia Heidegger sia Parmenide considerano l'essere cm altro dall'ente

    L'essere coincide con l'essente, ciò che è, molto banalmente, è, e per questo coincide con l'essere, nel loro opporsi al non essere che, ancora molto semplicemente, non è...non è un po' troppo semplice?
    Ma infatti, banalmente, è molto semplice, logica e linguaggio.

    Diffidare in filosofia di tutti i ragionamenti troppo facili è buona norma...
    Buona norma in filosofia è diffidare di ciò che nn si è in grado di negare nonostante la ragione indichi il contrario

    L'essere è identico ma al tempo stesso distinto dall'ente: questa mi sembra una soluzione più rigorosa...di tempo in tempo l'essere si identifica con tutte le cose che sono, ma anche con quelle che non sono ma nello stesso tempo ne permane separato eternamente
    Cm può l'essere identificarsi cn ciò che nn è? qsto è il nichilismo

    In conclusione, la logica dell'idealismo ha qualche anno in più di teorie recenti di scarso peso e spessore, e io mi affido sempre a ciò che è più antico...
    Già..mai sentito parlare di logica formale?

 

 
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