Raggiunto l'accordo fra il Pdl di Berlusconi e la Dc di Pizza
Dopo un tira e molla in gran segreto, in nottata è stato raggiunto l’accordo fra il Pdl di Berlusconi e Fini e la Democrazia Cristiana di Pizza. Tutti i riflettori erano puntati sul braccio di ferro del Cavaliere con i duellanti siciliani Lombardo-Miccichè-Cuffaro. Invece il leader del Pdl seguiva di fatto un’altra via, imparentandosi con quella Dc cui dalla scorsa estate aveva fatto una corte serrata, come a suo tempo anticipato da Affari.
Berlusconi riporta così sotto il suo “ombrello” lo Scudocrociato: è l’ultima frustata contro Casini, una beffa verso l’Udc. E la Dc, dopo 15 anni di isolamento, torna sulla scena politica con il proprio simbolo e proprie liste presenti almeno da Sud al Centro Italia fino a Toscana e Marche escludendo l’Italia della Lega di Bossi. Comunque la si guardi, una novità non priva di significato politico e certamente non senza conseguenze anche sotto il profilo elettorale dato che certi sondaggi dell’ultima ora proiettano la Dc sopra il milione di voti, che significa un bel drappello di deputati (sicuramente sopra 20) e una manciata di senatori, forse determinanti per i precari equilibri previsti a Palazzo Madama.
E', va detto, un accordo che premia la caparbietà e il passo felpato del segretario della DC Pino Pizza che dice: "L’accordo riporta la Dc a fare politica, l’unica vera Dc che può legittimamente fregiarsi di questa dicitura ed esibire il simbolo con la scitta “Libertas” perché così ha deciso una sentenza esecutiva della Corte d’appello di Roma del 24 gennaio 2007, dopo una battaglia giudiziaria durata tutto l’arco della seconda repubblica. E' l'Udc – rincara la dose Pizza – che continua ad utilizzare lo Scudocrociato in modo illegittimo". Cioè fuorilegge. Per Casini un grattacapo in più. Una leccornia per il Cavaliere che adesso guarda con grande interesse al 27 febbraio quando potrebbe diventare esecutiva l’azione di sequestro del simbolo usato fin qui dall’Udc.
Dal suo ufficio (60 anni fa ospitava la camera da letto di Alcide De gasperi) del settecentesco Palazzo Cenci-Bolognetti a Piazza del Gesù, Pizza risponde calmo ai maligni che parlano di svendita dello scudocrociato: "Nessuna svendita, nessuna annessione, nessuna perdita di identità. E’ un accordo politico per il ritorno in campo del partito di De Gasperi, Fanfani, Moro. Saremo determinanti per la vittoria del centrodestra. Un partito laico ma baluardo per tutti i cattolici".
Con questo professore, coriaceo 61enne d’Aspromonte, la Dc torna allo scoperto, forse torna a giocare una partita importante, altrimenti impossibile. Quanto meno ci prova. A Pezzotta e Casini, indecisi e titubanti, Pizza dice solo arrivederci. Non si sa mai, forse in futuro. Per adesso, meglio stare fra le braccia aperte del Cavaliere…
Massimo Falcioni
fonte: http://canali.libero.it/affaritalian...iato210208.htm




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