Imad Mughniyeh è morto ieri sera. L'annuncio dato dall'emittente Al Manar
che accusa il governo israeliano. Dall'ufficio di Olmert nessun commento
Autobomba a Damasco
ucciso capo Hezbollah
Fu il leader della Jihad islamica, che negli anni '80 realizzò
decine di attentati e coordinò il rapimento di molti occidentali
di VINCENZO NIGRO
BEIRUT - Uno dei capi più famosi e famigerati di Hezbollah, Imad Mugniyeh, è stato ucciso ieri sera a Damasco dall'esplosione di un'autobomba: Mugniyeh era stato il leader della Jihad Islamica, il gruppo terroristico che negli anni '80 aveva messo a segno in Libano decine di attentati e di rapimenti di cittadini occidentali, soprattutto americani. Molti ostaggi furono uccisi, alcuni vennero scambiati con gli americani, e alcuni di questi scambi portarono alla fornitura di armi americane all'Iran durante la guerra con l'Iraq, uno dei passi di quello che poi divenne lo scandalo Iran-Contras.
L'annuncio della morte di Mugniyeh è stato dato da Al Manar, la televisione di Hezbollah, che ha addossato la colpa dell'uccisione "al nemico sionista", ovvero al governo israeliano. Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha rifiutato qualsiasi commento sull'assassinio.
Hezbollah ha annunciato che i funerali solenni di Mugniyeh si terranno domani nella periferia Sud di Beirut, nello stesso giorno in cui la maggioranza anti-siriana scenderà in piazza per ricordare l'assassinio dell'ex premier filo-occidentale Rafiq Hariri.
Tra le vittime della Jihad ci fu il capo della Cia a Beirut, così come furono gli uomini di Mugniyeh a mettere a segno gli attentati all'ambasciata americana a Beirut e ai comandi dei marines Usa e dei parà francesi nella capitale libanese, attentati che fecero più di 500 morti. Negli ultimi anni Mugniyeh aveva trascorso gran parte del tempo a Teheran, di rado si era fatto rivedere nella capitale libanese: secondo molte fonti dell'intelligence occidentale in questi anni era stato capo dell'intelligence di Hezbollah e responsabile delle operazioni all'estero del movimento sciita.
Secondo informazioni della ADN Kronos International, Mugniyeh sarebbe stato il responsabile delle operazioni militari di Hezbollah durante la guerra con Israele del 2006. Inoltre - sempre secondo AKI - Mugniyeh sarebbe la mente del sequestro dei due soldati israeliani che portò Israele ad attaccare il Libano.
Negli anni Mugniyeh ha incontrato in Sudan il leader di al Qaeda, Osama Bin Laden, e il suo vice, Ayman al-Zawahiri. L'intelligence americana sospetta inoltre che abbia avuto un ruolo dopo l'11 settembre nello spostamento di dirigenti di spicco di al-Qaeda dall'Afghanistan all'Iraq attraverso l'Iran, dove godeva di buone amicizie essendo legato alle guardie della rivoluzione iraniana. Tra le persone trasferite a Teheran ci sarebbero stati il figlio di Osama Bin Laden, Saad, e Muhammad Islamboli, fratello di Khaled Islamboli, che mise a segno l'omicidio del presidente egiziano Anwar Sadat.
(13 febbraio 2008)
http://www.repubblica.it/2008/02/sez...hezbollah.html




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