
Originariamente Scritto da
zaffo
Roma, 12 feb (Velino) - No al rifinanziamento delle missioni estere, a cominciare da quella in Afghanistan. È la posizione assunta oggi - nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera - dai quattro partiti promotori della Sinistra-l’Arcobaleno. A spiegare le ragioni del no è per primo Iacopo Venier, responsabile Esteri del Pdci. “La caduta del governo Prodi e la scelta unilaterale del Pd di rompere l’alleanza con la Sinistra - afferma Venier - fanno venir meno le garanzie minime che fino ad ora ci avevano portato a non votare contro le missioni militari italiane all’estero”. L’esponente dei Comunisti italiani ricorda la contrarietà “netta” alla “guerra in Afghanistan”. E aggiunge: “Oggi è il vertice della Nato a dire con crudo realismo che quella è una guerra (persa) e non una missione di pace. L’Onu - sottolinea l’esponente del Pdci - è assente dall’Afghanistan dove decidono solo i comandi Usa. L’Italia non deve mandare altri militari a morire per una causa persa. Serve invece il ritiro delle nostre truppe”. Col proprio no al rifinanziamento delle missioni, la Sinistra-l’Arcobaleno compie “un estremo tentativo di mettere in sicurezza le nostre truppe ed il nostro paese prima del ritorno al potere delle destre a cui ha spalancato la strada il Pd di Veltroni”.
Arturo Scotto, deputato di Sinistra democratica, ribadisce la linea: “La Sinistra-l’Arcobaleno ha scelto la discontinuità in politica estera. Abbiamo ritenuto insieme con gli altri gruppi parlamentari della Sinistra-l’Arcobaleno, di non dare mandato favorevole al relatore sulla proroga delle missioni di pace”. Per Scotto è stato “un errore non aver aperto dentro il centrosinistra una riflessione seria sulle caratteristiche della missione militare in Afghanistan, che va profondamente ripensata. Avremmo voluto che anche questo punto fosse stato oggetto della verifica di governo. Purtroppo non è stato possibile”. Il deputato di Sd esprime rammarico per la necessità di “praticare la discontinuità rispetto a un orientamento di politica estera, pensiamo ad Iraq e Libano, che pur abbiamo ritenuto positivo”. Secco il parere di Lidia Menapace, senatrice di Rifondazione comunista e presidente della commissione di inchiesta sull’uranio impoverito: “Io personalmente non sono per votare a favore. È evidente che non bisogna lasciare la parola alle armi”.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=492824#492824
Fatemi capire bene: quando c'era il Governo, tutti a pigiare il pulsante verde, e ora che non c'è più nessun Governo da sostenere, tutto ad un tratto bisogna dire NO alle missioni italiane all'estero
Non mi vorrete per caso dire che... prima bisognava salvare la poltrona, e ora si devono raccattare dei voti...
Alla faccia!
