Ovviamente la questione vera non è il simbolo, ma la democrazia interna: inesistente
Di questo dobbiamo discutere.
Come nell'attuale capitalismo le sedi decisionali vere sono nelle oligarchie econimiche esterne ai parlamenti democraticamente eletti, così nei nostri disastrati partiti comunisti le scelte vengono fatte da leader di scarse qualità politiche, scarsissime qualità culturali (quando va bene hanno la scuola secondaria superiore, perito industriale, e questo cozza con la loro arroganza anche culturale su argomenti che dichiarano con incompetenza mascherata da un lessico apparentemente sofisticato, in realtà del tutto inconsistente - e il riferimento a Bertinotti è esplicito, ma anche Giordano con la sua maturità scientifica) e etica del partito inesistente.
C'è nei compagni di base, che vedevano il subcomandante Fausta la stella dell'avvenire una disillussione amarissima, compagni valorosi, operai, che sono tentati a mandar via al culo tutto, e il compito ora è salvare la solidarietà umana e politica che è il primo collante dei comunisti, dobbiamo perciò mettere in campo iniziative ferme sulla democrazia nel partito, ma stare attenti e cauti nel come manifestiamo la nostra fermezza, che non deve allontanare, ma includere quanti più compagni della maggioranza possibile.
Intanto la campagna elettorale la facciamo con le nostre bandiere il nostro simbolo, dobbiamo far capire che ci siamo noi dietro questo sciagurato simbolo, dopo le votazioni, quando ci saranno i cocci, andremo ad un chiarimento definitivo ...




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