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  1. #1
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    Predefinito Matrimonio cattolico: quali confini?

    Vorrei sottoporre a chi vorrà discuterne una questione sicuramente dettata dalla mia ignoranza teologica e perfino del catechismo (devo ancora acquistarne una copia) - perlomeno su non poche questioni.

    Nel matrimonio cattolico si parlà di fedeltà, di diventare una sola carne, eccetera, e la liturgia recita "finché morte non vi separi".
    Bene, ma questo "morte" riguarda uno dei due o entrambi?
    Mi spiego: se uno dei coniugi muore, lasciando l'altro non necessariamente in condizioni di ristrettezze economiche, come deve comportarsi il sopravvissuto?
    Può legittimamente donarsi ad un'altra persona, terminato un periodo più o meno lungo di lutto, e quindi risposarsi?
    Oppure con quest'ipotesi si configura il venir meno del giuramento di fedeltà eterna?

    Grazie a chi mi vorrà rispondere o segnalarmi dove nella nostra letteratura si parla di ciò.

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga Visualizza Messaggio
    Vorrei sottoporre a chi vorrà discuterne una questione sicuramente dettata dalla mia ignoranza teologica e perfino del catechismo (devo ancora acquistarne una copia) - perlomeno su non poche questioni.

    Nel matrimonio cattolico si parlà di fedeltà, di diventare una sola carne, eccetera, e la liturgia recita "finché morte non vi separi".
    Bene, ma questo "morte" riguarda uno dei due o entrambi?
    Mi spiego: se uno dei coniugi muore, lasciando l'altro non necessariamente in condizioni di ristrettezze economiche, come deve comportarsi il sopravvissuto?
    Può legittimamente donarsi ad un'altra persona, terminato un periodo più o meno lungo di lutto, e quindi risposarsi?
    Oppure con quest'ipotesi si configura il venir meno del giuramento di fedeltà eterna?

    Grazie a chi mi vorrà rispondere o segnalarmi dove nella nostra letteratura si parla di ciò.
    Non credo che si possa estendere "il finchè morte non vi separi" a tutti e due i coniugi, se il coniuge superstite per un motivo o per l'altro ritiene che sia giusto addivenire a nuove nozze non credo che esistano motivi ostativi ad un nuovo matrimonio, del resto non mi risulta che i vedovi non possano risposarsi in chiesa

  3. #3
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga Visualizza Messaggio
    Vorrei sottoporre a chi vorrà discuterne una questione sicuramente dettata dalla mia ignoranza teologica e perfino del catechismo (devo ancora acquistarne una copia) - perlomeno su non poche questioni.

    Nel matrimonio cattolico si parlà di fedeltà, di diventare una sola carne, eccetera, e la liturgia recita "finché morte non vi separi".
    Bene, ma questo "morte" riguarda uno dei due o entrambi?
    Mi spiego: se uno dei coniugi muore, lasciando l'altro non necessariamente in condizioni di ristrettezze economiche, come deve comportarsi il sopravvissuto?
    Può legittimamente donarsi ad un'altra persona, terminato un periodo più o meno lungo di lutto, e quindi risposarsi?
    Oppure con quest'ipotesi si configura il venir meno del giuramento di fedeltà eterna?

    Grazie a chi mi vorrà rispondere o segnalarmi dove nella nostra letteratura si parla di ciò.
    Penso che il "finché morte non vi separi" è una formula volutamente lasciata alla libera interpretazione...può significare ambedue le cose, che chi rimane vedovo debba risposarsi, o che non debba risposarsi.
    Vedi è mia personale convinzione che le religioni, non siano la voce di dio che parla nella coscienza dellindividuo al fine di orientarlo verso una giusta morale, bensì, più semplicemente, è la voce di chi detiene il potere, che arrogandosi il diritto di essere il tramite tra dio e l'uomo, ne indirizza le scelte.
    Tutta la questione dell'indissolubilità del matrimonio, del "finché morte non vi separi", della verginità prematrimoniale, della fedeltà ecc, e di tutti gli altri precetti della Chiesa in relazione alla coppia, sono nel contempo veri e non veri, tuttto dipende dall'interpretazione che poi ipocritamente ne viene fatta (dagli uomini).
    Io la penso cosi. Magari discutiamone...

  4. #4
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    Canone 1141 del Codice di Diritto Canonico: Il matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte.

    Personalmente ho qualche dubbio - antropologico e teologico - ma insomma.

    B.

  5. #5
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    Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?" Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».
    (Matteo 19, 4-6)

    La donna sposata, infatti, è legata dalla legge al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è libera dalla legge che la lega al marito. Essa sarà dunque chiamata adultera se, mentre vive il marito, passa a un altro uomo, ma se il marito muore, essa è libera dalla legge e non è più adultera se passa a un altro uomo.
    Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla legge, per appartenere ad un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte.Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera.
    (Romani 7, 2-6)

  6. #6
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    Ringrazio tutti per gli interessanti interventi. In effetti, ad una disamina della casistica lungo la storia, non si rinviene mai univocità di concezioni, riguardo la questione della fedeltà vedovile. Credo anch'io sia un qualcosa che dipende dagli individui e dalla loro particolare condizione interiore e sensibilità, e risenta pure di variabili storiche e sociali.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da TheDruid Visualizza Messaggio
    Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?" Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».
    (Matteo 19, 4-6)

    La donna sposata, infatti, è legata dalla legge al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è libera dalla legge che la lega al marito. Essa sarà dunque chiamata adultera se, mentre vive il marito, passa a un altro uomo, ma se il marito muore, essa è libera dalla legge e non è più adultera se passa a un altro uomo.
    Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla legge, per appartenere ad un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte.Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera.
    (Romani 7, 2-6)
    Da queste a sembra piuttosto che neanche la morte possa separare due coniugi, e che quindi neppure i vedovi possano risposarsi.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Da queste a sembra piuttosto che neanche la morte possa separare due coniugi, e che quindi neppure i vedovi possano risposarsi.
    Spiégati meglio. Dove (nel passsaggio paolino, presumo) si dedurrebbe ciò?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Canone 1141 del Codice di Diritto Canonico: Il matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte.

    Personalmente ho qualche dubbio - antropologico e teologico - ma insomma.

    B.
    In questo caso si dice ciò che si può fare. Non vuol dire che questo sia il meglio, il meglio agli occhi di Dio è non risposarsi. Se è per questo, san Paolo dice che è proprio meglio non sposarsi. Allora, si dirà, non ci sarebbe stata alcuna procreazione. Mah, Giovanni Battista diceva che i "figli di Israele", se vuole, il Padreterno li può creare pure dalle pietre. Nell'opera di Maria Valtorta (da prender con le pinze, alcuni suoi scritti), "l'Evangelo come mi è stato rivelato", mi pare si legga che il progetto di Dio non era quello dell'unione carnale tra i coniugi. In assenza del peccato originale (che non fu la lussuria, ma la superbia), la veggente dice che il figlio sarebbe stato un "cesto d'amore" - non ricordo le parole esatte - sorto tra gli sposi un po' come per l'incarnazione di Gesù (che dovrebbe rappresentare, e rappresenta, l'archetipo della purezza, cioè il "come doveva essere").
    In fondo, se ci pensiamo, da piccoli - e, così per tutti i bambini .- l'unione carnale ci dava il senso di qualcosa di "sporco" e fastidioso...E i bambini sono la purezza fatta persona.
    Non che voglia rispolverare l'eresia catara, ovvio.

  10. #10
    Dubitare Discutere Cooperare
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    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga Visualizza Messaggio
    Spiégati meglio. Dove (nel passsaggio paolino, presumo) si dedurrebbe ciò?
    Diciamo piuttosto che nel passaggio del vangelo non c'e' spazio per eccezioni...

    La lettera di S.Paolo mi pare che parli d'altro e usi l'esempio dell'adulterio solo come similitudine.

 

 
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