Ai membri del Consiglio Nazionale del partito “per il SUD” loro sedi.
CONVOCAZIONE del Consiglio Nazionale del partito “per il SUD”
Venerdì 23 aprile 2010 tutti i Consiglieri Nazionali ed eventuali iscritti, simpatizzanti o responsabili di movimenti o partiti affini al progetto “per il SUD”, accreditati dai nostri Consiglieri, sono invitati a Roma presso il Parlamento (Palazzo Marini, in Piazza San Silvestro) alle ore 15, ove si terrà una riunione straordinaria avente lo scopo di tracciare un programma operativo per la conferma o la nuova nomina dei nostri rappresentanti nelle diverse regioni e successivamente deliberare una data, che non dovrà essere oltre settembre pv., per l'organizzazione di una assemblea allargata eventualmente anche ad altri parlamentari interessati al progetto "per il SUD".
L'on. Domenico Scilipoti (ns. riferimento presso il Parlamento ed organizzatore del presente incontro), parlamentare IdV, segue ormai da tempo gli sviluppi del nostro partito con crescente attenzione, avendo individuato nelle nostre IdeeForza i sani principi di una politica di equo sviluppo del Paese attenta alla legalità, all’ambiente e all’uomo, caratterizzata giustamente da un doveroso meridionalismo tollerante, determinato, propulsivo e assolutamente trasversale agli attuali schieramenti.
Inoltre egli vede nella nostra presenza su gran parte del territorio nazionale e nel nostro schema organizzativo tutta la potenzialità necessaria alla crescita di quella forza che potrà catalizzare ulteriori aggregazioni di partiti e movimenti ispirati al rinascimento del Mezzogiorno. I recenti risultati elettorali regionali che hanno sancito l’allargamento dell’egemonia leghista sia nelle regioni del Nord sia in ambito governativo e quindi di riflesso anche in quelle regioni del Sud governate dal Centrodestra, impone una accelerazione delle tempistiche per la nascita di un grande partito “per il SUD” che possa contrastare le politiche di natura nord centrica; politiche ora più che mai da considerarsi devastanti per il Mezzogiorno ma che da ben 150 anni, sotto forme e governi diversi, hanno causato il suo progressivo impoverimento.




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