La Sagra della Primavera, di di Igor Stravinsky, la più grande rivoluzione musicale del XX° secolo, sottotitolato “Quadri della Russia pagana”
L'aperto richiamo alla Russia è comunque decisivo per chi volesse meglio comprendere il carattere del lavoro: risalendo oltre la civiltà dell'uomo moderno, distruggendo l'ordine delle forme tradizionali, Stravinski intese ricreare un mondo puro e primitivo, in un clima di rituale pagano che rappresenta le energie. Si rappresenta il sacrificio eterno ed ininterrotto per mantenere la vita, affinchè ogni anno rinasca dalle profondità della terra. Il ballo sfrenato affinché la primavera possa esplodere in tutta la sua energia, per innescare la fecondità.Così che le energie della terra si uniscono al cielo.
Forse il più grande fiasco di tutti i tempi alla sua prima rappresentazione, avvenuta a Parigi al Theatre des Champs-Elysees il 29 maggio 1913, con i Balletti Russi di Diaghilev su coreografia di Nijinskij, cui Stravinsky imputò la causa dell'insuccesso. In realtà sia il balletto che la musica erano qualcosa di radicalmente nuovo: gli spettatori della prima rappresentazione semplicemente non riuscivano a sopportare nè i suoni nè i movimenti dei ballerini relativi a riti pagani,alle passioni , ai sacrifici della fecondità e alla sfrenata sensualità provocando una vera e propria rivolta.Con questa Opera si fa breccia nei primi del 900 un nuovo modo di concepire la musica classica, un nuovo modo di concepire la storia , rivalutando le antiche tradizioni dei sacri mondi Pagani.




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