Negli ultimi mesi è ricominciata sui media, tv, giornali, per non parlare dei siti e blog in Internet, una campagna di criminalizzazione degli immigrati. Non passa giorno, e nemmeno ora, senza che si abbia notizia di una violenza, un delitto, uno stupro, compiuti da un “marocchino”, “rumeno” o più genericamente un “extracomunitario”. Il discorso per certi versi è molto semplice, in Italia si punta sempre e solo sulla cronaca nera e si vuole suscitare ad ogni costo l’ancestrale paura del diverso. La famosa “teoria del terrore” viene applicata minuziosamente per tenere sotto controllo tutto e tutti, la libertà viene tolta e ristretta in nome di una fantomatica sicurezza. Nessuno fiata, tutti hanno paura e grazie a slogan politici e rigurgiti xenofobi “la gente” si sente più sicura, intanto nulla cambia. Nel frattempo politici, uomini della grande finanza, grandi manager & C. possono tranquillamente portare avanti i loro “nobili affari”, mentre il popolo è preoccupato a serrare cancelli, porte e finestre.La giustizia deve essere uguale per tutti, ognuno deve avere gli stessi diritti e doveri, frasi banali, scontate, ma che oggi in Italia non vengono mai garantite a nessuna persona sia essa italiana, africana, bianca, gialla o nera. Questo è il vero problema. Un problema che pochi vogliono affrontare perché è più facile urlare “chiudiamo le frontiere”, perché è meno costoso far finta di nulla e credere che il male provenga solo da alcune persone, quando invece è tutta la società ad essere malata.Imprenditori, commercianti e benestanti dell’opulento nord Italia continuano a sfruttare nelle loro piccole fabbriche centinaia di immigrati. Costringendoli a vivere e lavorare in condizioni igieniche pessime, sottopagandoli e maltrattandoli quotidianamente. Questa “illustre” sottospecie di industriali, che per comodità chiamerei criminali, sono poi i primi a lamentarsi per l’aumento degli stranieri sull’ “inviolabile suolo della loro patria”. Questa è ipocrisia, ignoranza e prepotenza, perché come disse qualcuno non molto tempo addietro: “Non possono pretendere di sfruttare queste povere persone di giorno ma non volerle in giro la notte!”Alcune settimane fa, l’Istat ha svolto una ricerca sulle violenze alle donne in Italia, la più ampia mai condotta nel nostro Paese, su richiesta del ministro delle Pari opportunità. Su cinquecento stupri compiuti o tentati sulle donne, il 24% è stato commesso da un amico, il 20% dal marito o ex, il 17% dal fidanzato o ex, il 12% da un conoscente, vicino o collega e così via…(solo così arriviamo già al 73% del totale). Invece gli stupri commessi o tentati da estranei sono il 3,5%. In questa esigua percentuale sono comprese le violenze compiute anche da stranieri, un piccolo dato rispetto al totale, ma chissà perché invece occupano quasi la totalità dell’informazione televisiva e della carta stampata.Nelle carceri italiane, tornate ad affollarsi un anno dopo l’indulto, la percentuale di stranieri è salita al 36%. La maggior parte è detenuta per reati di immigrazione, per i quali, legge alla mano, dovrebbero in realtà essere rimpatriati. Il tasso di delinquenza degli immigrati regolari, in compenso, rimane intorno allo 0,03%, di molto inferiore a quello dei cittadini italiani.I problemi di convivenza e di legalità ci sono, sarebbe da sprovveduti far finta che non esista nessuna questione sull’immigrazione. La situazione non deve essere affrontata con la giustizia di massa, i forconi e roghi come qualcuno sta cercando di fare, perché il periodo delle streghe fortunatamente è finito da molto tempo.