SABATO, 16 FEBBRAIO 2008Pagina 3 - Livorno TIRRENO
Sindaco e vescovo: diamo una casa ai Rom Cosimi: pronto a contribuire per l’affitto. La Cna: anche noi siamo a disposizione Accordo sull’urgenza di dare il via a un piano per aiutare queste famiglie: «No a nuove tragedie come quella dei bambini bruciati»
LIVORNO. Bisogna trovare una casa anche ai Rom. Lo afferma la nota congiunta firmata dal sindaco Alessandro Cosimi e dal vescovo monsignor Simone Giusti, nota che richiama gli uomini e le donne di buona volontà a trovare una soluzione definitiva al problema, come richiesto da monsignor Giusti nella sua recente visita alla Cna. Intanto - ha spiegato il sindaco Cosimi - si stanno cercando delle case in affitto per i rom dell’accampamento di via del Levante, per le quali il Comune è disposto a versare un contributo alle associazioni che si occupano dei nomadi.
«I fatti di questi giorni inerenti la popolazione Rom sul territorio cittadino esordisce la nota - riaffermano l’urgenza di attuare quanto prima un progetto di attenzione a queste famiglie, perché non si debbano ripetere fatti drammatici come il rogo di Pian Di Rota».
«Il Comune e la Diocesi concordano sulla necessità di dare una pronta risposta a queste problematiche - prosegue il documento - affinché non si debba più intervenire con situazioni tampone, ma si possa veramente realizzare il bene di queste famiglie, nel rispetto delle loro tradizioni, ma anche nel bene comune di tutti i cittadini livornesi».
«In questo senso - si puntualizza - merita apprezzamento il un progetto per una soluzione, speriamo definitiva, del problema residenziale dei Rom, reso noto qualche giorno fa nell’ambito della visita del Vescovo alla sede della Confederazione degli Artigiani. L’idea è di realizzare una serie di alloggi, adatti alle esigenze di queste popolazioni, nomadi per loro natura, dove possano vivere decentemente e far crescere i loro figli, nel rispetto della legalità e secondo un progetto più ampio di integrazione».
«Il progetto - si afferma in conclusione - è aperto a tutti coloro che vorranno unirsi a questa collaborazione nello spirito del servizio alla cittadinanza e di aiuto a queste famiglie più povere».
Il sindaco Cosimi ha spiegato di essersi sentito ieri mattina con il vescovo, decidendo insieme il testo della nota. Cosimi ha inoltre spiegato che per quanto riguarda via del Levante, la questione non si può porre solo in termini di sgombero puro e semplice. Bisogna dare una risposta, ha spiegato Cosimi: non si possono certo dare case popolari ai nomadi, quindi si stanno cercando delle case in affitto a canoni di mercato per i rom, che, beninteso, dovranno abitarle in maniera civile. Se queste abitazioni verranno individuate, il Comune potrebbe versare un contributo alle associazioni, Caritas, Ceis e Arci, che si occupano dei nomadi.
Sulla questione interviene anche Gino Baldi presidente Cna, che conferma come la prossima settimana dovrebbe incontrare monsignor Giusti per far partire un tavolo operativo dove sviluppare concretamente l’idea delle case per i nomadi. «Il progetto non riguarda solo i Rom - puntualizza Baldi - ma in generale tutti coloro che non hanno i soldi per pagare un affitto. Per realizzarlo serve un’area, poi la Cna può mettere in campo progettualità e imprese, che, se certo non possono rimetterci, potrebbero magari lavorare al costo»




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