Da alcune settimane le cronache finanziarie registrano una contrapposizione di opinioni sulla questione del controllo amministrativo sulle società quotate in cui lo Stato ancora riveste un ruolo di azionista. Si tratta di società talvolta di grandissima rilevanza dell’economia nazionale quali Enel, Eni, Finmeccanica e Terna, ma anche di una miriade di piccolissime società.
La pietra dello scandalo riposerebbe (sulla base delle indiscrezioni giornalistiche) in un emendamento da inserire nel decreto milleproroghe all'esame alla con il quale si vorrebbe sottrarre tali società al controllo della Corte. L'obiettivo della novella sarebbe pertanto quello di sottoporre le società al solo vaglio del giudice ordinario. Per intendersi, l’emendamento, se accolto, libera dal controllo della magistratura contabile circa 4-5000 società a capitale misto pubblico privato, ricettacolo, molto spesso, della “casta” dei privilegiati nullafacenti della politica.
Circa un terzo circa di queste società, peraltro, sono in deficit ma il loro numero continua allegramente ad aumentare. ....
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