Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 17
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 May 2010
    Messaggi
    13,497
     Likes dati
    0
     Like avuti
    28
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il governo italiano non deve riconoscere il narcostato

    Leggo che l'Italia si appresterebbe a riconoscere l'indipendenza del Kossovo. Uno "stato" che è un VERO E PROPRIO "PORTO FRANCO" DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA. Perchè mai il governo dovrebbe farlo, per compiacere l'"alleato" americano?
    Per chi avesse dei dubbi sulla "natura" del nuovo "stato" riporto questo interessante articolo dell'Espresso
    -------------------------------------------------------------------------
    Droga, sesso e Kosovo
    di Gigi Riva

    Un rapporto della Kfor sostiene che l'80 per cento del Pil si basa su attività illegali. A cominciare dal traffico di eroina e di donne Va bene chiudere gli occhi, ma una serie di cisterne zeppe di anidride dell'acido acetico sulla strada tra Klobuk e Pristina erano davvero troppo. La polizia montenegrina le ha sequestrate e gli investigatori di tutti gli Stati balcanici sono entrati in allerta. Perché l'anidride dell'acido acetico serve sì all'industria chimica, ma serve ancora di più per sintetizzare le droghe, eroina in particolare. In quella quantità si poteva ipotizzare una produzione gigantesca. C'era poi quel percorso lungo e tortuoso a incuriosire, dai depositi dell'ignara Jhl Chemie di Guntramsdorf (Austria), giù giù attraverso Croazia, Bosnia, Montenegro e Kosovo fino alla destinazione finale, al committente, la Esarom di Pristina. Senza contare che le cisterne sono risultate di proprietà della Nic Petrol di un tale Naser Kelmendi, kosovaro ma residente a Sarajevo. Ora, nome e cognome sono assai frequenti da queste parti, tipo Mario Rossi in Italia, e coi casi di omonimia si sono spesso perpetrati errori giudiziari. Ma proprio un Naser Kelmendi è un caro amico di Ramush Haradinaj, 36 anni, già comandante dell'Uck, l'Esercito di liberazione del Kosovo, un eroe nazionale diventato il 3 dicembre scorso primo ministro nell'imbarazzo della comunità internazionale perché recentemente interrogato dal tribunale dell'Aja per i crimini di guerra e in forte odore di incriminazione.

    Le inchieste continueranno, i giudici approfondiranno e attribuiranno responsabilità, ma l'episodio è la cartina di tornasole più lampante di ciò che gli uomini dell'intelligence stanno scrivendo da tempo nei loro rapporti alle cancellerie di tutto il mondo: in questo momento, il Kosovo è una sorta di territorio franco per bande criminali, fortemente legate ai politici di primo piano, dedite indifferentemente al traffico di droga, armi e persone con metodi che si sono andati via via affinando. Godono di una sorta di impunità perché all'intelligence non segue il lavoro di evidence a causa della pratica difficoltà giuridica di perseguire i responsabili.

    Se nel prossimo giugno sarà concessa l'indipendenza al Kosovo, avremo, in un punto strategico dell'Europa, uno Stato da cui passa l'80 per cento del traffico di eroina del Continente, che ha riversato sui marciapiedi italiani circa 20 mila prostitute e che basa pressoché per intero la sua economia sugli aiuti internazionali e sul malaffare non essendo nato un tessuto connettivo credibile di attività lecite.

    Sbaglierebbe, tuttavia, chi immaginasse che i traffici illegali hanno avuto origine nei cinque anni e mezzo che hanno seguito la guerra. Tracce di una mafia kosovaro-albanese si ritrovano negli Stati Uniti fin dagli anni Ottanta e dalla famosa inchiesta condotta da Rudolph Giuliani denominata 'Pizza connection'. Accanto agli italiani, spuntavano già le avanguardie di quella diaspora che, dall'estero, avrebbe alimentato il conflitto armato contro i serbi. Questi cinque anni sono serviti a consolidare un primato indiscusso, tanto che l'Interpol quantifica in un miliardo di dollari il volume d'affari prodotto da cosche capaci di trafficare sul mercato europeo dalle 4 alle 6 tonnellate al mese di eroina. Di quell'enorme quantità di denaro ricavata, circa 150 milioni di dollari rientrano poi in Kosovo e vanno ad alimentare, oltre che i portafogli personali, anche le casse dei principali partiti politici. Con quale esito per la fragilissima democrazia è facile immaginare. Italia, Francia, Germania, Olanda, Austria, Svezia, ma anche Paesi dell'Est Europa (in Cecoslovacchia c'è un'inchiesta recente che prova la corruzione di poliziotti affinché facilitino lo smercio e il transito) sono i mercati di riferimento dove i kosovari hanno soppiantato la pur agguerritissima mafia turca. Dopo averla persino scavalcata come punto d'appoggio sulla rotta consueta che ha origine in Afghanistan.

    Un investigatore delle Nazioni Unite che da anni monitora il traffico la racconta così: "I clan kosovari si sono accorti che potevano evitare la sosta in Turchia accattivandosi direttamente i produttori. Come? In alcuni casi, come quello della potente famiglia Shabani, facendo sposare direttamente le proprie figlie con gli eredi dei capi clan afgani". Per la raffinazione, nessun problema se nel Sud della Serbia, in territorio controllato dagli albanesi, in Macedonia e nel Kosovo stesso sono nate delle vere e proprie fabbriche. Oltre a un centro di stoccaggio capace di ospitare due tonnellate di merce prima dell'invio ai consumatori finali. Partono poi i corrieri, seguendo due rotte, quella Adriatica e quella che, via terra, conduce nella Mitteleuropea. Non tutti la fanno franca, se sono kosovari il 14 per cento del totale degli arrestati per droga nel mondo (su una popolazione di meno di due milioni di abitanti), ma è un rischio che vale la pena di correre se sulla bilancia ci sono quei colossali guadagni.

    Se tutto questo sta scritto nei rapporti che i governi conoscono ci si chiede come mai non si intervenga, e in modo robusto, per arginare questa Colombia dei Balcani. Soprattutto se, in un territorio grande come il Molise, vi sono ancora 18 mila uomini delle forze internazionali che presidiano il territorio e gli americani hanno edificato, nei pressi di Pristina, campo Bonstil, una delle loro basi più grandi lontano dal suolo patrio. Intanto andrà annotato, con stupore, che gli americani non hanno aperto alcun ufficio della Dea (Drug Enforcement Agency), quando altrove proliferano anche solo in presenza di traffici assai più limitati di stupefacenti. [ma guarda un po'...]
    In un rapporto confidenziale dell'intelligence delle Nazioni Unite c'è scritto a proposito di Hashim Thaqi, ex comandante dell'Uck e presidente del partito democratico del Kosovo: "Non può essere provata una sua attività criminale diretta. Però ha molti legami con criminali. La sua famiglia di riferimento controlla i traffici nella valle della Drenica. Sua sorella ha sposato Bajrush Sajdiu capo della mafia albanese in Macedonia. Suo fratello Hamdi è una figura chiave per i traffici nell'area di Klina". Sospetti che basterebbero, altrove, per stroncare qualunque carriera pubblica. Non qui dove il Serpente (questo il suo soprannome), pur non essendo entrato nel nuovo governo, è uno dei personaggi di riferimento della scena politica. Su Haradinaj il giudizio è ancora più drastico e recita: "Capo del clan Haradinaj, la maggior organizzazione che controlla Pec, Decani e Djakovica". È chiacchierato soprattutto per la sua amicizia con Ekrem Luka, probabilmente l'uomo più ricco del Kosovo, a capo di numerose attività imprenditoriali che altro non sarebbero che coperture per lavare i proventi di traffici illeciti. Attraverso la sua 'Albatronics' avrebbe trasferito più di otto milioni di euro in conti bancari che si trovano in paradisi fiscali come le Antille Britanniche o Gibilterra.

    In totale sono quattro i grandi clan censiti e che, insieme, coprono l'intero territorio del Kosovo. Hanno legami stretti con almeno altri otto clan dell'Albania propriamente detta. Si dividono al loro interno in tanti piccoli sottoclan e seguono le regole del kanun l'antico codice albanese. Si occupano grosso modo delle stesse attività e solo raramente entrano in conflitto. Questo per rispettare la regola aurea per cui si lavora meglio in tranquillità e senza dare nell'occhio. Non per caso i piccoli reati comuni sono drasticamente diminuiti dal 1999 in poi: per non disturbare i manovratori.

    Accanto alla droga è sempre fiorente il traffico di persone. Solo è radicalmente mutato, tanto da prendere in contropiede gli investigatori. Ad un certo punto, e per qualche mese, ne avevano perso le tracce. Si erano accorti che sulle rotte convenzionali verso l'Adriatico non transitava più nessuno. Hanno scoperto dopo molte indagini, che le organizzazioni si sono raffinate allo scopo di diminuire i rischi. Non più carrette del mare, ma aerei di linea o confortevoli autobus dove far viaggiare le donne destinate al mercato della prostituzione con un regolare visto turistico. E, per quanto riguarda i capolinea, non solo l'Europa Occidentale, ma ormai anche la Russia è diventato paese importatore, oltre che alcuni Paesi del Medio Oriente come Israele o africani come la Libia. È evidente che questo nuovo modo contempla la complicità della vittima, disposta a versare 10 mila euro con la sua attività una volta arrivata a destinazione e a dividere in seguito i guadagni.

    Questo non significa che sia scomparso il fenomeno delle schiave, come testimonia un fatto di cronaca recente. Una ragazza moldava di 17 anni era stata 'acquistata' da un capofamiglia di un villaggio vicino a Pristina che la costringeva a fare i lavori domestici oltre che ad avere rapporti sessuali. Al rifiuto della ragazza, l'uomo l'ha legata a una sedia e di fatto segregata. Con la forza della disperazione la ragazza è riu-scita a buttarsi con la sedia dal primo piano e i vicini di casa l'hanno restituita al 'proprietario'. Al secondo tentativo di fuga con la stessa tecnica ha perso l'uso della vista ed è stata portata in ospedale dove ha raccontato la sua storia. Probabilmente, dopo le cure, sarà in grado di vedere da un occhio.

    Questo è il Kosovo oggi. Un Paese dove secondo le stime dei militari della Kfor, l'80 per cento del Pil è frutto di malaffare, dove la comunità internazionale ha investito più di due miliardi e mezzo di euro (dati Ue) senza ottenere risultati apprezzabili e senza riuscire nemmeno a organizzare un censimento, tanto che le stime sulla popolazione variano da 1,7 a 2,2 milioni di residenti. I più ottimisti, come il comandante del reggimento dei carabinieri della Msu Giuseppe Lanzillotti, sostengono che per la democrazia ci vuole tempo, che cinque anni sono pochi per giudicare. Ma giugno si avvicina e tempo ne è rimasto poco.

    Intanto, i ragazzi affollano i bar di Pristina dalla mattina alla sera, e difficilmente si trova posto a sedere. Del resto non hanno altro da fare, la disoccupazione supera il 70 per cento. Il rappresentante del governo italiano Pasquale Salzano sostiene che nessun imprenditore verrà qui finché non sarà definito lo status e si avrà la certezza di un quadro giuridico. Per ora, il flusso di denaro, istituzionale e clandestino, non ha prodotto posti di lavoro. E poi operazioni massicce andrebbero a scardinare non solo il sistema criminale, ma anche quello politico per via delle strette connessioni che li legano e che non risparmierebbero pressoché nessun leader di spicco.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 May 2003
    Località
    gallia cisalpina
    Messaggi
    4,702
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Una vergogna per il diritto internazionale e un sopruso ai diritti civili e politici dei serbi.
    L'UE ne uscirà con le istituzioni screditate e lo si vedrà già nella partecipazione elettorale dellle politiche eurislamiche nel 2009.

  3. #3
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,916
     Likes dati
    2,835
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da beppe2 Visualizza Messaggio
    Leggo che l'Italia si appresterebbe a riconoscere l'indipendenza del Kossovo. Uno "stato" che è un VERO E PROPRIO "PORTO FRANCO" DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA. Perchè mai il governo dovrebbe farlo, per compiacere l'"alleato" americano?
    Per chi avesse dei dubbi sulla "natura" del nuovo "stato" riporto questo interessante articolo dell'Espresso
    -------------------------------------------------------------------------
    Droga, sesso e Kosovo
    di Gigi Riva

    Un rapporto della Kfor sostiene che l'80 per cento del Pil si basa su attività illegali. A cominciare dal traffico di eroina e di donne Va bene chiudere gli occhi, ma una serie di cisterne zeppe di anidride dell'acido acetico sulla strada tra Klobuk e Pristina erano davvero troppo. La polizia montenegrina le ha sequestrate e gli investigatori di tutti gli Stati balcanici sono entrati in allerta. Perché l'anidride dell'acido acetico serve sì all'industria chimica, ma serve ancora di più per sintetizzare le droghe, eroina in particolare. In quella quantità si poteva ipotizzare una produzione gigantesca. C'era poi quel percorso lungo e tortuoso a incuriosire, dai depositi dell'ignara Jhl Chemie di Guntramsdorf (Austria), giù giù attraverso Croazia, Bosnia, Montenegro e Kosovo fino alla destinazione finale, al committente, la Esarom di Pristina. Senza contare che le cisterne sono risultate di proprietà della Nic Petrol di un tale Naser Kelmendi, kosovaro ma residente a Sarajevo. Ora, nome e cognome sono assai frequenti da queste parti, tipo Mario Rossi in Italia, e coi casi di omonimia si sono spesso perpetrati errori giudiziari. Ma proprio un Naser Kelmendi è un caro amico di Ramush Haradinaj, 36 anni, già comandante dell'Uck, l'Esercito di liberazione del Kosovo, un eroe nazionale diventato il 3 dicembre scorso primo ministro nell'imbarazzo della comunità internazionale perché recentemente interrogato dal tribunale dell'Aja per i crimini di guerra e in forte odore di incriminazione.

    Le inchieste continueranno, i giudici approfondiranno e attribuiranno responsabilità, ma l'episodio è la cartina di tornasole più lampante di ciò che gli uomini dell'intelligence stanno scrivendo da tempo nei loro rapporti alle cancellerie di tutto il mondo: in questo momento, il Kosovo è una sorta di territorio franco per bande criminali, fortemente legate ai politici di primo piano, dedite indifferentemente al traffico di droga, armi e persone con metodi che si sono andati via via affinando. Godono di una sorta di impunità perché all'intelligence non segue il lavoro di evidence a causa della pratica difficoltà giuridica di perseguire i responsabili.

    Se nel prossimo giugno sarà concessa l'indipendenza al Kosovo, avremo, in un punto strategico dell'Europa, uno Stato da cui passa l'80 per cento del traffico di eroina del Continente, che ha riversato sui marciapiedi italiani circa 20 mila prostitute e che basa pressoché per intero la sua economia sugli aiuti internazionali e sul malaffare non essendo nato un tessuto connettivo credibile di attività lecite.

    Sbaglierebbe, tuttavia, chi immaginasse che i traffici illegali hanno avuto origine nei cinque anni e mezzo che hanno seguito la guerra. Tracce di una mafia kosovaro-albanese si ritrovano negli Stati Uniti fin dagli anni Ottanta e dalla famosa inchiesta condotta da Rudolph Giuliani denominata 'Pizza connection'. Accanto agli italiani, spuntavano già le avanguardie di quella diaspora che, dall'estero, avrebbe alimentato il conflitto armato contro i serbi. Questi cinque anni sono serviti a consolidare un primato indiscusso, tanto che l'Interpol quantifica in un miliardo di dollari il volume d'affari prodotto da cosche capaci di trafficare sul mercato europeo dalle 4 alle 6 tonnellate al mese di eroina. Di quell'enorme quantità di denaro ricavata, circa 150 milioni di dollari rientrano poi in Kosovo e vanno ad alimentare, oltre che i portafogli personali, anche le casse dei principali partiti politici. Con quale esito per la fragilissima democrazia è facile immaginare. Italia, Francia, Germania, Olanda, Austria, Svezia, ma anche Paesi dell'Est Europa (in Cecoslovacchia c'è un'inchiesta recente che prova la corruzione di poliziotti affinché facilitino lo smercio e il transito) sono i mercati di riferimento dove i kosovari hanno soppiantato la pur agguerritissima mafia turca. Dopo averla persino scavalcata come punto d'appoggio sulla rotta consueta che ha origine in Afghanistan.

    Un investigatore delle Nazioni Unite che da anni monitora il traffico la racconta così: "I clan kosovari si sono accorti che potevano evitare la sosta in Turchia accattivandosi direttamente i produttori. Come? In alcuni casi, come quello della potente famiglia Shabani, facendo sposare direttamente le proprie figlie con gli eredi dei capi clan afgani". Per la raffinazione, nessun problema se nel Sud della Serbia, in territorio controllato dagli albanesi, in Macedonia e nel Kosovo stesso sono nate delle vere e proprie fabbriche. Oltre a un centro di stoccaggio capace di ospitare due tonnellate di merce prima dell'invio ai consumatori finali. Partono poi i corrieri, seguendo due rotte, quella Adriatica e quella che, via terra, conduce nella Mitteleuropea. Non tutti la fanno franca, se sono kosovari il 14 per cento del totale degli arrestati per droga nel mondo (su una popolazione di meno di due milioni di abitanti), ma è un rischio che vale la pena di correre se sulla bilancia ci sono quei colossali guadagni.

    Se tutto questo sta scritto nei rapporti che i governi conoscono ci si chiede come mai non si intervenga, e in modo robusto, per arginare questa Colombia dei Balcani. Soprattutto se, in un territorio grande come il Molise, vi sono ancora 18 mila uomini delle forze internazionali che presidiano il territorio e gli americani hanno edificato, nei pressi di Pristina, campo Bonstil, una delle loro basi più grandi lontano dal suolo patrio. Intanto andrà annotato, con stupore, che gli americani non hanno aperto alcun ufficio della Dea (Drug Enforcement Agency), quando altrove proliferano anche solo in presenza di traffici assai più limitati di stupefacenti. [ma guarda un po'...]
    In un rapporto confidenziale dell'intelligence delle Nazioni Unite c'è scritto a proposito di Hashim Thaqi, ex comandante dell'Uck e presidente del partito democratico del Kosovo: "Non può essere provata una sua attività criminale diretta. Però ha molti legami con criminali. La sua famiglia di riferimento controlla i traffici nella valle della Drenica. Sua sorella ha sposato Bajrush Sajdiu capo della mafia albanese in Macedonia. Suo fratello Hamdi è una figura chiave per i traffici nell'area di Klina". Sospetti che basterebbero, altrove, per stroncare qualunque carriera pubblica. Non qui dove il Serpente (questo il suo soprannome), pur non essendo entrato nel nuovo governo, è uno dei personaggi di riferimento della scena politica. Su Haradinaj il giudizio è ancora più drastico e recita: "Capo del clan Haradinaj, la maggior organizzazione che controlla Pec, Decani e Djakovica". È chiacchierato soprattutto per la sua amicizia con Ekrem Luka, probabilmente l'uomo più ricco del Kosovo, a capo di numerose attività imprenditoriali che altro non sarebbero che coperture per lavare i proventi di traffici illeciti. Attraverso la sua 'Albatronics' avrebbe trasferito più di otto milioni di euro in conti bancari che si trovano in paradisi fiscali come le Antille Britanniche o Gibilterra.

    In totale sono quattro i grandi clan censiti e che, insieme, coprono l'intero territorio del Kosovo. Hanno legami stretti con almeno altri otto clan dell'Albania propriamente detta. Si dividono al loro interno in tanti piccoli sottoclan e seguono le regole del kanun l'antico codice albanese. Si occupano grosso modo delle stesse attività e solo raramente entrano in conflitto. Questo per rispettare la regola aurea per cui si lavora meglio in tranquillità e senza dare nell'occhio. Non per caso i piccoli reati comuni sono drasticamente diminuiti dal 1999 in poi: per non disturbare i manovratori.

    Accanto alla droga è sempre fiorente il traffico di persone. Solo è radicalmente mutato, tanto da prendere in contropiede gli investigatori. Ad un certo punto, e per qualche mese, ne avevano perso le tracce. Si erano accorti che sulle rotte convenzionali verso l'Adriatico non transitava più nessuno. Hanno scoperto dopo molte indagini, che le organizzazioni si sono raffinate allo scopo di diminuire i rischi. Non più carrette del mare, ma aerei di linea o confortevoli autobus dove far viaggiare le donne destinate al mercato della prostituzione con un regolare visto turistico. E, per quanto riguarda i capolinea, non solo l'Europa Occidentale, ma ormai anche la Russia è diventato paese importatore, oltre che alcuni Paesi del Medio Oriente come Israele o africani come la Libia. È evidente che questo nuovo modo contempla la complicità della vittima, disposta a versare 10 mila euro con la sua attività una volta arrivata a destinazione e a dividere in seguito i guadagni.

    Questo non significa che sia scomparso il fenomeno delle schiave, come testimonia un fatto di cronaca recente. Una ragazza moldava di 17 anni era stata 'acquistata' da un capofamiglia di un villaggio vicino a Pristina che la costringeva a fare i lavori domestici oltre che ad avere rapporti sessuali. Al rifiuto della ragazza, l'uomo l'ha legata a una sedia e di fatto segregata. Con la forza della disperazione la ragazza è riu-scita a buttarsi con la sedia dal primo piano e i vicini di casa l'hanno restituita al 'proprietario'. Al secondo tentativo di fuga con la stessa tecnica ha perso l'uso della vista ed è stata portata in ospedale dove ha raccontato la sua storia. Probabilmente, dopo le cure, sarà in grado di vedere da un occhio.

    Questo è il Kosovo oggi. Un Paese dove secondo le stime dei militari della Kfor, l'80 per cento del Pil è frutto di malaffare, dove la comunità internazionale ha investito più di due miliardi e mezzo di euro (dati Ue) senza ottenere risultati apprezzabili e senza riuscire nemmeno a organizzare un censimento, tanto che le stime sulla popolazione variano da 1,7 a 2,2 milioni di residenti. I più ottimisti, come il comandante del reggimento dei carabinieri della Msu Giuseppe Lanzillotti, sostengono che per la democrazia ci vuole tempo, che cinque anni sono pochi per giudicare. Ma giugno si avvicina e tempo ne è rimasto poco.

    Intanto, i ragazzi affollano i bar di Pristina dalla mattina alla sera, e difficilmente si trova posto a sedere. Del resto non hanno altro da fare, la disoccupazione supera il 70 per cento. Il rappresentante del governo italiano Pasquale Salzano sostiene che nessun imprenditore verrà qui finché non sarà definito lo status e si avrà la certezza di un quadro giuridico. Per ora, il flusso di denaro, istituzionale e clandestino, non ha prodotto posti di lavoro. E poi operazioni massicce andrebbero a scardinare non solo il sistema criminale, ma anche quello politico per via delle strette connessioni che li legano e che non risparmierebbero pressoché nessun leader di spicco.
    Anche l'italia è un narcostato.
    Cane non mangia cane.

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 May 2010
    Messaggi
    13,497
     Likes dati
    0
     Like avuti
    28
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Anche l'italia è un narcostato.
    Cane non mangia cane.
    Ti risulta che Prodi o D'Alema siano implicati nel traffico di droga?

  5. #5
    Super Troll
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Messaggi
    58,984
     Likes dati
    1,044
     Like avuti
    7,868
    Mentioned
    60 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da beppe2 Visualizza Messaggio
    Ti risulta che Prodi o D'Alema siano implicati nel traffico di droga?
    Mi risulta che D'Alema abbia stravolto la costituzione per bombardare la ex Jugoslavia al fianco degli odiati americani (fuori l'Italia dalla Natoooooooooooooooooooo!).

    Ora spingetevelo su come meglio vi pare, ma vedo grosse incongruenze nell'operato di chi appoggia la secessione di un "non Stato" dopo aver minacciato di mandare i carri armati (ma inviato di fatto giudisci e pennivendoli) contro la "Padania".

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 May 2010
    Messaggi
    13,497
     Likes dati
    0
     Like avuti
    28
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ugolupo Visualizza Messaggio
    Mi risulta che D'Alema abbia stravolto la costituzione per bombardare la ex Jugoslavia al fianco degli odiati americani (fuori l'Italia dalla Natoooooooooooooooooooo!).
    E infatti ha fatto una grande fesseria...

    Ora spingetevelo su come meglio vi pare, ma vedo grosse incongruenze nell'operato di chi appoggia la secessione di un "non Stato" dopo aver minacciato di mandare i carri armati (ma inviato di fatto giudisci e pennivendoli) contro la "Padania".
    Perchè, la "Padania" sarebbe uno Stato?

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    08 Feb 2008
    Località
    «Veda un po’ lei... non le mancano i modi....».
    Messaggi
    9,403
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ma perchè il kossovo no e la slovenia la croazia la bosnia la macedonia sì?

  8. #8
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,916
     Likes dati
    2,835
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da beppe2 Visualizza Messaggio
    Ti risulta che Prodi o D'Alema siano implicati nel traffico di droga?
    Mi risulta che la mafia sia una delle maggiori imprese economiche del TUO paese;
    mi risulta che la mafia si occupi di politica;
    mi risulta che la mafia appoggi uomini politici di entrambe le parti (dx-sx) a seconda delle situazioni;
    mi risulta che lo $tato italiano no abbia MAI voluto stroncare il traffico delle sostanze stupefacenti sul territorio;
    mi risulta che la tossicodipendenza sia un efficacissimo strumento per il controllo delle masse, giovani in particolare, ma non solo;
    ...

    mi risulta che D'Alema abbia contribuito al bombardamento della Serbia a fianco dell'odiato stato yankee per favorire l'islamizzazione a l'albanesizzazione del Kosovo appoggiando di fatto i narcotrafficanti islamici a albanesi dell'UCK.

  9. #9
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,916
     Likes dati
    2,835
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da beppe2 Visualizza Messaggio
    Perchè, la "Padania" sarebbe uno Stato?
    La Padani non è uno stato. Come non lo era il Kosovo, prima di essere stato reo tale dagli U$A-GB con la collaborazione dei politici venduti europei, italiani in testa.

  10. #10
    Super Troll
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Messaggi
    58,984
     Likes dati
    1,044
     Like avuti
    7,868
    Mentioned
    60 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da beppe2 Visualizza Messaggio


    Perchè, la "Padania" sarebbe uno Stato?
    Ha chiesto di esserlo, e con più requisiti del vostro amato Kosovo.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. il Messico diventerà un narcostato?
    Di dedelind nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 04-08-11, 12:20
  2. Messico: un narcostato in mano alle mafie - G. Carotenuto
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-07-08, 12:12
  3. Lele Mora deve al fisco italiano 5,6 milioni
    Di Reduce nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 05-02-08, 02:45
  4. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 15-06-06, 11:08
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-02-05, 18:19

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito