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  1. #1
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    Predefinito Gli Uomini Sono Uguali?

    GLI UOMINI SONO UGUALI?





    Tra le prime frasi della “Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America” campeggia:


    Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali.”


    Come?


    Tutti gli uomini sono uguali? Verità palesemente evidente?


    I padri fondatori soffrivano forse di vari difetti di percezione, in particolare della vista, perché a me è ben manifesta la differenza tra uomini: vedo la loro distanza non la somiglianza.


    Il loro proposito era nobile, si voleva metter fine a lunghi periodi di sopraffazione, di sproporzionata violenza e schiavitù, ma il postulare l’uguaglianza tout court, in modo cosi grezzo e cosi ciecamente dimentico di ogni psicologia, ha prodotto nefaste conseguenze.


    Da una parte chi eccede, l’individuo dotato di grandi capacità e talenti, percepisce questa volontà egualitaria come una profonda ingiustizia, una mortificazione della propria natura e degli alti valori che incarna. L’egualitarismo opprime il grande uomo come una forza di gravità, una mortificazione al basso della vita e delle felici eccezioni.


    Dal lato opposto, chi difetta, il mediocre, l’individuo di massa, è costretto a confrontare la teorica affermazione di uguaglianza con la reale difference individuale, fisica e fisiologica, esistenziale e sociale, che permane tra uomini e gruppi di uomini nonostante gli incessanti tentativi di omologazione.


    L’uomo mediocre, in una società che si dichiara egualitaria, soffre la “disuguaglianza dell’Uguale”, e percepisce questa come la peggiore delle iniquità.


    L’uguaglianza è “contronatura”, e per questo scontenta tutti…



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    PS: non fatene una discussione economicista del tipo comunisti vs liberali.
    La vita non si risolve nelle forme economiche.

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  2. #2
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    L'uguaglianza deve essere nei diritti e nelle opportunità che a tutti devono essere concesse.
    I diritti però sono solo mezzi attraverso il quale l'uomo progredisce.
    Il "grande uomo" quindi saprà sfruttare meglio questi diritti ed avanzerà su chi non è in grado di usarli al meglio.

    Quindi per fare un esempio, tutti devono avere diritto a lavorare, ma non tutti hanno diritto ad uno stipendio alto.
    Tutti hanno diritto a studiare, ma non tutti a completare il percorso di studi con ottimi risultati.

  3. #3
    la Banda Fratelli
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    La giusta interpretazione è riferita al concetto di ugualglianza delle vite umane agli occhi di Dio e dei diritti, alcuni inalienabili quali la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità. La biologia non c'entra niente.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    L'uguaglianza deve essere nei diritti e nelle opportunità che a tutti devono essere concesse.
    I diritti però sono solo mezzi attraverso il quale l'uomo progredisce.
    Il "grande uomo" quindi saprà sfruttare meglio questi diritti ed avanzerà su chi non è in grado di usarli al meglio.

    Quindi per fare un esempio, tutti devono avere diritto a lavorare, ma non tutti hanno diritto ad uno stipendio alto.
    Tutti hanno diritto a studiare, ma non tutti a completare il percorso di studi con ottimi risultati.
    Mi dispiace non sono d' accordo, il diritto al lavoro lo deve avere solo chi ha voglia di lavorare, i fancazzisti è giusto che vivano in forti ristrettezze.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Banderas Visualizza Messaggio
    Mi dispiace non sono d' accordo, il diritto al lavoro lo deve avere solo chi ha voglia di lavorare, i fancazzisti è giusto che vivano in forti ristrettezze.
    La penso come te.
    Forse mi sono espresso male io, ma con diritto a lavoro intendo che tutti devono avere la possibilità di lavorare, ma solo i migliori hanno diritto a stipendi alti ed eventualmente a mantenere il lavoro.
    Quindi è anche diritto del datore di lavoro mandare via chi non lavora bene.

  6. #6
    la Banda Fratelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Forse mi sono espresso male io
    Hai scritto una cosa diversa da quel che pensavi. garantire il "Diritto al lavoro" significa che lo Stato provvede affinché tutti lavorino se lo vogliono. Probabilmente alludevi alla "Libertà di Lavoro" ovvero l'assenza di vincoli statali all'iniziativa privata. Per quanto riguarda le "opportunità" concordo sul ruolo dello Stato il quale favorendo lo sviluppo economico a danno di corporazioni, monopoli e privilegiati vari fa si che ci siano maggiori opportunità per tutti.

  7. #7
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    io credo che a nessun uomo debba essere vietato di fare determinati lavori e che a nessun uomo sia impedito legalmente di frequentare scuole o acquistare libri..
    ma parlare di diritto al lavoro e all'istruzione è diverso.
    Io credo che le libertà negative debbano essere uguali per tutti, quelle positive vanno conquistate singolarmente dagli individui.

  8. #8
    Fiamma dell'Occidente
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    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio
    GLI UOMINI SONO UGUALI?

    Tra le prime frasi della “Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America” campeggia:


    Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali.”


    Come?


    Tutti gli uomini sono uguali? Verità palesemente evidente?
    Più corretto sarebbe riportare:
    "Noi teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il Perseguimento della Felicità."
    I padri fondatori soffrivano forse di vari difetti di percezione, in particolare della vista, perché a me è ben manifesta la differenza tra uomini: vedo la loro distanza non la somiglianza.

    Il loro proposito era nobile, si voleva metter fine a lunghi periodi di sopraffazione, di sproporzionata violenza e schiavitù, ma il postulare l’uguaglianza tout court, in modo cosi grezzo e cosi ciecamente dimentico di ogni psicologia, ha prodotto nefaste conseguenze.
    Non dici cose vere e questo determina gravi conseguenze sul valore delle tue affermazioni, non supportate da quel che tu ritieni invece valido a supportarle. Non dico che sia volontario, constato che è così, e ti spiego perchè: la dichiarazione americana di indipendenza del 1776 proclamò che «tutti gli uomini sono creati uguali» e chi la scrisse non pensò che questo principio dovesse estendersi (almeno e più propriamente "non dovesse da subito") agli schiavi, tanto che l'istituto giuridico della schiavitù negli Stati Uniti d'America rimase fino al 1865 (quando lo stesso Lincoln che aveva molti schiavi ciononostante sostenne l'abolizione). Gli schiavi giuridicamente non venivano qualificati in questo modo. Questo spiega perchè solamente allo stato di natura, quindi al diritto di natura, può riferirsi il termine "eguali". Gli schiavi non erano nello Stato di natura, erano stati comprati da chi ne era ritenuto proprietario. Questo indiscutibile fatto è però in contraddizione col termine "inalienabili", non sono alienabili i diritti indisponibili è impossibile ad esempio alienare la propria volontà da cui deriva la propria Libertà, e ciò spiega anche perchè la dichiarazione di indipendenza fu prima di tutto intento programmatico e non riconoscimento giuridico positivo. Visto questo intento non può leggersi certo quella dichiarazione come diretta a negare in forza di quello norme di diritto naturale che essa riconosceva! Bisogna orientarsi piuttosto a comprendere come essa non pretendesse di far rispettare quelle che erano intese (e sono intese) come norme giuridiche non ancora positive e concrete delle quali ci si limitava a prendere atto, senza dichiarare ancora l'intento di farle rispettare e dunque senza per questo porle (infatti non c'era una sanzione per chi avesse uno schiavo).! Il riconoscimento giuridico positivo nell'Ordinamento Concreto sopravvenne più avanti. L'uguaglianza tra gli uomini ha dunque riguardo esclusivamente a) all'uomo nello stato di natura b) a quelli che sono i diritti umani c) a quello che è un programma politico di costruzione di un diritto fondato sull'uguaglianza dei cittadini ma non è ancora un ordinamento riconosciuto da quelle autorità e dalle leggi di quelle autorità dalle quali con quel testo si sanciva l'indipendenza degli abitanti delle tredici colonie e soprattutto non è ancora riconosciuto da quegli stessi cittadini. Prima di cambiare le leggi inglesi, insomma, occorreva dichiararsi indipendenti e con quel testo si disse anche cosa si voleva fare più avanti, cose che furono fatte con la Costituzione e i suoi emendamenti, fino al XIII emendamento che cancellò per sempre la schiavitù. Costruire gli Stati Uniti d'America ha richiesto oltre un secolo, e può dirsi che la costruzione sia terminata proprio e solo dopo l'imposizione agli Stati del Sud del primo punto di quel programma politico che è l'eguaglianza degli uomini di fronte al diritto concreto (che è diverso dal diritto naturale, il quale può esistere senza essere efficace proprio a causa di ordinamenti positivi concreti che siano con esso apertamente confliggenti), cioè di fronte ai pubblici poteri: l'abolizione della schiavitù.
    Da una parte chi eccede, l’individuo dotato di grandi capacità e talenti, percepisce questa volontà egualitaria come una profonda ingiustizia, una mortificazione della propria natura e degli alti valori che incarna. L’egualitarismo opprime il grande uomo come una forza di gravità, una mortificazione al basso della vita e delle felici eccezioni.
    La volontà egualitaria non è la volontà egualizzatrice. Anzi. Confondi l'anelito Liberale di eguaglianza (= giuridica, o anche se vuoi "formale") con l'anelito Socialista di egualizzazione (cioè di livellamento).
    Dal lato opposto, chi difetta, il mediocre, l’individuo di massa, è costretto a confrontare la teorica affermazione di uguaglianza con la reale difference individuale, fisica e fisiologica, esistenziale e sociale, che permane tra uomini e gruppi di uomini nonostante gli incessanti tentativi di omologazione.
    L'omologazione non ha niente a che vedere col diritto naturale al quale solo ed esclusivamente fa riferimento quello che era un Programma Politico e per tale e solo in quanto tale va letto. L'affermazione di eguaglianza è vera per legge di natura, l'omologazione è vera nei limiti del fatto che sia rispettata realmente. Non è accettabile, dunque, sostenere che la differenza concreta del reale sia in contraddizione con l'eguaglianza astratta del diritto. Sono due piani completamente diversi, nel quadro del programma politico disegnato dalla Dichiarazione di Indipendenza Americana.

    Curiosamente è più appropriato citare l'art 3 della Cost. Ita per un discorso come il tuo, nel contesto del quale potrebbe avere un certo senso questo tuo discorso. Ma nel contesto dell'art 3, non in quello della DI.
    L’uomo mediocre, in una società che si dichiara egualitaria, soffre la “disuguaglianza dell’Uguale”, e percepisce questa come la peggiore delle iniquità.

    L’uguaglianza è “contronatura”, e per questo scontenta tutti…



    www.michelebellingeri.it
    Solamente chi non conosca il principio di uguaglianza nel senso tecnico del termine può dire una simile castroneria. Essendoci me medesimo qui attorno fortunatamente c'è una correzione possibile. Il principio di uguaglianza dei diritti non ha una sola formulazione: "tutti gli uomini sono uguali" . Al contrario ha sempre due formulazioni.

    La prima: di fronte alla legge casi uguali prevedono identico trattamento.
    La seconda: di fronte alla legge casi diversi prevedono diverso trattamento.

    La seconda è la derivazione diretta ed immediata del primo, non a caso non si pretende di punire con la pena dell'omicidio il furto d'auto, sono due casi diversi e l'uguaglianza PRETENDE che il secondo sia trattato come il primo solo se è identico al primo. La "disuguaglianza dell'uguale" è dunque una tua invenzione ed incidentalmente anche una gran cazzata.

    PS: non fatene una discussione economicista del tipo comunisti vs liberali.
    La vita non si risolve nelle forme economiche.
    T'assicuro che la Società in cui non c'è l'eguaglianza giuridica è quella meno efficiente sul piano economico, quindi è proprio vero il contrario di quanto dici. Tutti sono danneggiati da un sistema in cui non ci sia eguaglianza di diritto, sia i migliori che i peggiori, e questo non deriva da un giudizio di valore ma da una legge naturale, quella che regola il funzionamento del dell'interazione sociale umana, nota anche come "economia" ossia "corretta gestione della casa" (oiko-nomia). Quindi c'entra eccome con l'economia, ma non voglio tediarti sul punto visto che con l'economia sei sicuramente in cattivi rapporti.
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  9. #9
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    Si, siamo tutti uguali alla nascita. Tutti abbiamo il diritto intrinseco e naturale, legato alla nostra biologia e al nostro DNA, di sopravivere, di vivere, di essere liberi e proprieteri di noi stessi e delle nostre proprietà. Abbiamo diritto di difenderci da chi infrange questi semplicissimi diritti naturali. E dobbiamo avere l'intelligenza e l'umanità di rispetarli: di rispettare la vita altrui, la libertà altrui e la proprietà altrui.

  10. #10
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