Non per fare il Travaglio della situazione, ma si solleva un polverone per i libri di Concutelli e Antonini, ex terroristi degli anni di piombo, mentre il libro di "Geronimo", al secolo Cirino Pomicino, di cui tutti credo abbiamo fissa negli occhi l'immagine durante l'interrogatorio nel contesto di Mani Pulite - oltre alla bava di Forlani.... - libro dal titolo eloquente "La politica nel cuore Segreti e bugie della Seconda Repubblica", viene salutato quasi fosse un best seller. Non siamo certo noi a dover giudicare il reato più grave, ma si parla di coerenza. Cirino Pomicino ha tenuto per sè, per tutti questi anni, questi Segreti e Bugie, per poi tirarli opportunamente fuori in un libro che magari gli italiani vanno anche a comprare, per la gioia delle tasche di uno (come tanti altri) che fa politica principalmente per i soldi (Tangentopoli docet).
Ma allora perchè Geronimo non prende spunto da quanto scrive sul libro: se "Chiunque perde ha sbagliato. Soprattutto se è al potere. E le classi dirigenti degli anni Ottanta, tra tantissimi meriti, alla fine fallirono". E per rispetto al capo apache a cui ha soffiato il nome usandolo come pseudonimo, lo sciamano che "in età avanzata divenne una specie di celebrità, comparendo alle fiere e vendendo sue fotografie", non fa' un favore alla Politica prima di tutto e si ritira dalla "scena"? E' forse più apprezzabile un Cossiga sibillino ma che almeno i segreti li sa tenere?