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Sinistra: mercoledi' programma, tensione su candidature di Yasmin Inangiray
ROMA - La Sinistra Arcobaleno si prepara ad entrare nel vivo della campagna elettorale. Mercoledì sarà Fausto Bertinotti, leader della 'Cosa Rossa', ad illustrare la prima bozza del programma redatta dagli sherpa di Verdi, Sd, Prc e Pdci. Una serie di punti 'aperti' in cui a fare la voce grossa sarà il popolo della sinistra coinvolto, attraverso una serie di incontri ed iniziative, nella stesura completa del testo. Gli appuntamenti iniziano ad essere serrati anche se a pesare nell'organizzazione della campagna elettorale della è l'impasse nella scelta dei criteri per la composizione delle liste. Ne discuteranno stasera in un vertice i leader dei quattro partiti. E domani tornerà a riunirsi il tavolo sulle candidature. Prima di definire i criteri per la composizione delle liste, infatti, i leader della Sinistra dovranno sciogliere il nodo sulle quote che spettano a ciascun soggetto politico. Nessuno mette in discussione che la maggioranza spetti a Rifondazione (si ragiona sul 50% dei seggi che si potranno ottenere raggiungendo l'8%), ma il problema è nel bilanciare la rappresentanza degli altri alleati. Lo scoglio riguarda in particolare la quota di Sinistra Democratica. Il movimento di Fabio Mussi chiede infatti pari dignità (cioé circa il 13% delle candidature di 'fascia A'), un'ipotesi che non piace a Verdi e Pdci. La decisione è difficile, anche perché, dei 139 parlamentari eletti nel 2006 dai quattro partiti della Cosa Rossa, oltre la metà non sarà rieletta, calcolando un risultato tra l'8 e il 10%. Una volta deciso quanti posti spetteranno ai partiti, comunque, si passerà a discutere dei criteri delle candidature. Rifondazione, che oggi ha riunito la direzione, ha già indicato come sarà selezionata la pattuglia parlamentare. La scelta di Franco Giordano è quella di rispettare i criteri fissati un anno fa nella conferenza di organizzazione tenuta a Carrara. Ci sarà parità tra uomini e donne; sarà stabilito il tetto di due legislature; e l'incompatibilità tra diverse cariche. Ad esempio, la scelta obbligata tra l'incarico di assessore è quello di parlamentare. La discussione sulle candidature entrerà nel vivo nella riunione del comitato politico del Prc, ma già in direzione non sono mancate le polemiche. Giordano ha fatto appello, visto "il passaggio cruciale delle elezioni", alla "solidarietà collettiva di tutto il partito". L'invito del segretario è a mettere da parte i distinguo, concentrando tutti gli sforzi per una campagna elettorale dal cui esito dipendono le sorti della sinistra. Ma nel dibattito non sono mancati toni accesi: Ramon Mantovani, ad esempio, giudica "sbagliata elettoralmente la scelta di Fausto Bertinotti come candidato premier"; e a fare la voce grossa ci pensano anche i dirigenti delle minoranze interne. Claudio Grassi, leader di Essere Comunisti, critica "l'assenza di un percorso partecipativo nelle decisioni: abbiamo appreso della scelta del nuovo simbolo dalla tv". E contesta "il diktat di una forza come Sd che ha meno dell'1%". Prova a dare una sferzata ai compagni il ministro Paolo Ferrero, che invita il partito "a non restare in trincea in una campagna elettorale basata sul movimento. Veltroni - è il ragionamento - si muove a 360 gradi mettendo insieme tutto e il contrario di tutto. Noi dobbiamo saper esprimere delle posizioni e mettere in evidenza le contraddizioni degli altri". Alfonso Gianni insiste sui contenuti del programma di cui, afferma, non si hanno ancora notizie: "Su quello che andiamo a dire ci giochiamo tutto". Convinta che la Sinistra debba premere sull'acceleratore è Rina Gagliardi, che sottolinea "la necessità di non rimanere indietro" rispetto al Pd.




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