Ue: ''L'Italia non cresce''

Dimezzata allo 0,7% la previsione per il 2008: in autunno Bruxelles aveva stimato per l'anno in corso un Pil a +1,4%. Rivista al rialzo l'inflazione che passa dal 2% al 2,7%. Ma il calo delle stime riguarda tutta Europa

Bruxelles, 21 feb. (Adnkronos/Aki) - Il Pil dell'Italia crescerà dello 0,7% nel 2008. E' quanto si legge nelle previsioni intermedie pubblicate dalla Commissione europea.

In autunno Bruxelles aveva previsto una crescita del Pil italiano dell'1,4% per quest'anno. Bruxelles rileva come "la revisione sia particolarmente pronunciata per l'Italia, dove la forte contrazione della produzione industriale nell'ultimo triemestre del 2007, e anche un deterioramento più marcato dell'indicatore sulla fiducia nel settore dei servizi, pesano sulla media annua per il 2008".

Non solo. Secondo le stime europee l'inflazione annua del Belpaese salirà al 2,7% contro la precedente stima che si fermava al 2%.


Ma il calo delle stime riguarda tutta Europa. La Commissione ha ridotto le previsioni di crescita del Pil dell'eurozona per il 2008 a 1,8% contro il 2,2% delle previsione di autunno.

Anche per l'Ue a 27 stati membri il taglio delle previsioni è di 0,4 punti, scende infatti dal 2,4% delle previsioni d'autunno al 2,0% attuali. "L'Europa - ha commentato il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia - comincia chiaramente a sentire l'impatto del venti avversi in termini di crescita più bassa e inflazione più elevata".

"La situazione economica globale e le prospettive - si legge nelle previsioni intermedie pubblicate a Bruxelles - rimangono insolitamente incerte all'inizio del 2008".

Ciò, prosegue il documento, "deriva dalle perduranti turbolenze sui mercati finanziari, una percepible decelerazione della crescita nell'economia Usa, dove il rallentamento si è esteso al di là del mercato edilizio, e al boom dei prezzi delle merci". Ma c'è di peggio": "Le speranze - scrive ancora la Commissione - che le turbolenze finanziarie potessero avere vita breve e che si sarebbero gradualmente appianate hanno ora lasciato il passo alla presa d'atto che altri problemi potrebbero essere all'orizzonte".

Non basta, "a seguito di un un calo più pronunciato nell'economia Usa - si legge ancora nel documento - la crescita globale dovrebbe rallentare quest'anno al di sotto del 4%". Infine, nota ancora Bruxelles, sebbene "prospettive piu' deboli per la crescita nel mondo sviluppato abbia consentito ai prezzi del greggio di ridiscendere dai picchi all'inizio dell'anno", tuttavia "i prezzi del greggio rimangono elevati e volatili, trainati da limitate capacita' di riserva e da tensioni geopolitiche nei paesi produttori".

L'impatto si vede. "La crescita reale del pil - sintetizza una nota della Commissione - è calata nel quarto trimestre del 2007 allo 0,5% dallo 0,8% su base trimestrale nell'Ue, e allo 0,4% nell'eurozona". Per il 2007 nel suo complesso, ricorda il comunicato riferendosi a dati Eurostat, "tutto ciò secondo le stime risulta in una crescita economica del 2,9% nell'Ue (a 27 stati membri) e del 2,7% nell'eurozona".

E come per l'Italia anche per il resto dell'Ue la Commissione ha rivisto al rialzo le previsioni dell'inflazione 2008. Per l'eurozona, dal 2,1% delle previsioni d'autunno al 2,6% e per l'Ue a 27 da 2,4% a 2,9%. Un dato, spiega una nota diffusa a Bruxelles, "dovuto al forte incremento dei prezzi alimentari ed energetici". Tuttavia, aggiunge la Commissione, "l'inflazione dovrebbe ritornare a livelli più normali nell'ultimo trimestre del 2008".

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