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Boh, mi sa che anche questa volta noialtri ci avvitiamo in una serie di discussioni che vanno dalla pignoleria lessicale al "si dice", perdendo di vista quello che secondo me è il nocciolo della questione, e cioè che la pressoché totalità degli iscritti MRE si riconosce nel documento finale del Secondo Congresso Nazionale, e in altre parole vede con favore il Partito Democratico, ma desidererebbe conservare una qualche forma di "identità", o se non altro desidererebbe confluire in maniere non indistinta.
Purtroppo il confronto interno ed i passaggi ufficiali del nostro percorso politico sono stati invece avvelenati e compressi dalla voce grossa di quattro gatti o assolutamente e prepotentemente favorevoli al PD a tutti i costi o assolutamente e pervicacemente contrari al PD in qualunque caso.
E questo ci sta facendo arrivare in grave ritardo (perché anche questa volta mi sa che siamo lontani dall'esserci arrivati) ad una collocazione "lì da quelle parti" che la massima parte di noi considera in qualche modo naturale.
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Appunto! Questa è come la storiella di quelli che stavano a discutere del sesso degli angeli. Meno chiacchiere e più fatti!
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Il problema è che proprio riguardo ai fatti l'organizzazione del MRE (soprattutto ai livelli locali e con troppo poche eccezioni) si è dimostrata totalmente non all'altezza.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
LUCIO
Boh, mi sa che anche questa volta noialtri ci avvitiamo in una serie di discussioni che vanno dalla pignoleria lessicale al "si dice", perdendo di vista quello che secondo me è il nocciolo della questione, e cioè che la pressoché totalità degli iscritti MRE si riconosce nel documento finale del Secondo Congresso Nazionale, e in altre parole vede con favore il Partito Democratico, ma desidererebbe conservare una qualche forma di "identità", o se non altro desidererebbe confluire in maniere non indistinta.
Purtroppo il confronto interno ed i passaggi ufficiali del nostro percorso politico sono stati invece avvelenati e compressi dalla voce grossa di quattro gatti o assolutamente e prepotentemente favorevoli al PD a tutti i costi o assolutamente e pervicacemente contrari al PD in qualunque caso.
E questo ci sta facendo arrivare in grave ritardo (perché anche questa volta mi sa che siamo lontani dall'esserci arrivati) ad una collocazione "lì da quelle parti" che la massima parte di noi considera in qualche modo naturale.
Purtroppo uno degli equivoci è stato quello liberal-democratico. Democratici e liberali sono stati due scuole di pensiero distinteed il più delle volte contrapposte. Così la pensavano De Sanctis e Salvatorelli, e lo stesso Bobbio distingueva fra le due scuole. Quando uomini della cultura liberale entrarono nel PRI, Ugo La Malfa considerò questo come una rivencita, una nemesi , della scuola democratica. Al parlamento europeo c'era il gruppo liberale e democrarico non un tutt'uno come via, via, il moderatismo ha coniato. Nel partito democraticoinquato mixer liberal-democratico credo non sia il caso di entrare. Se vi è la possibilità di trasformarlo, ma temo sia tardi e difficile, di trassformarlo in quel partito democratico senza aggettivi di cui parlavano Conti e La Malfa, quello vero, allora dobbiamo impegnarci. Ma da quel filone democratico ottocentesco i repubblicani hanno caratterizzato il modi precipuo di essere del socialismo e del radicalismo italiano. Ricominciamo dal simile con i simili ed apriasmo a quei cattolici degasperiani che sono passati per Porta Pia. Altrimenti rischiasmo di tradire non solo la nostra identità , ma anche le nostre potenzialità.
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Originariamente Scritto da
edera rossa
. Ricominciamo dal simile con i simili ed apriasmo a quei cattolici degasperiani che sono passati per Porta Pia. Altrimenti rischiasmo di tradire non solo la nostra identità , ma anche le nostre potenzialità.
caro edera,
fai dei discorsi interessanti, quello della differenza fra democratici e liberali mi sembra particolarmente importante. Personalmente aderisco alla definizione data da Viroli . per i repubblicani la libertà è libertà da soggezione, per i liberali libertà da interferenza. Ed è facile immaginare la diversa portata in particolare nelle politiche sociali.
Però ,come altri amici, credo, il tuo passaggio che hoi riportato mi ha sorpreso , prima di commentarlo a chi ti riferisci quando parli di cattolici degasperiani ?
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Penso sinceramente che la distinsione sia reale ma riguardo ai repubblicani,democratici,possiamo anche parlare del socialismo liberale o liberalsocialismo....sunto dell'incontro tra democrazia e liberalismo.Prendiamo anche come riferimento il fatto che il pensiero liberale puro-duro-crudo si rifà oggi alle ideologie libertarie liberaliste più che a quelle semplicemente liberali.
Quindi il problema non si pone qualora il termine liberale oggi venga meglio considerato come filone liberale democratico ovvero caratterizzato da dottrine liberali attente all'operato dello Stato analizzante delle condizioni anche dei meno abbienti.
Saluti
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Originariamente Scritto da
lucrezio
caro edera,
fai dei discorsi interessanti, quello della differenza fra democratici e liberali mi sembra particolarmente importante. Personalmente aderisco alla definizione data da Viroli . per i repubblicani la libertà è libertà da soggezione, per i liberali libertà da interferenza. Ed è facile immaginare la diversa portata in particolare nelle politiche sociali.
Però ,come altri amici, credo, il tuo passaggio che hoi riportato mi ha sorpreso , prima di commentarlo a chi ti riferisci quando parli di cattolici degasperiani ?
Con simili a noi intendo prima di tutto i socialisti ed i radicali, quanto ai cattolici degasperiani, penso al De Gasperi che rifiuta l'operazione Sturz0 e che rivendica l'autonomia della politica rispetto ai dettami d'oltretevere, un ruolo che in un partito democratico ,credo, per il cattolicesimo politico dovrebbe essere simile a quello dei cattoli nel socialismo francese, più socialisti cattolici che cattolici socialisti. Non credo invece credibile una riproposizione meccanica del degasperismo come sembra fare padre Sorge, che finisce col riproporre un ruolo di predominio di tale presenza. Se penso al partito democratico penso, prima di tutto, al celebre quadro di Mazzini morente. Li vi è Mazzini e quindi l'idea di dovere e di intransigenza repubblicana, vi è il plaid di Cattaneo e penso alla sua idea di democrazia come pluralismo e partecipazione ed alla sua forte connotazione laica Vi è Ernesto Nathan,ancor giovine, che esce da quella casa pisana, per avvisare il pittore di quanto sta accadendo e vi è, infine, quella casa in cui Mazzini muore , che è quella della famiglia dei Rosselli e del liberalsocialismo che diventa socialismo liberale, che pur vi era già in nuce nel repubblicanesimo. Questo è il mio partito democratico, credo ben diverso da quello che oggi ci viene proposto
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Citazione:
Originariamente Scritto da
lucrezio
caro edera,
fai dei discorsi interessanti, quello della differenza fra democratici e liberali mi sembra particolarmente importante. Personalmente aderisco alla definizione data da Viroli . per i repubblicani la libertà è libertà da soggezione, per i liberali libertà da interferenza. Ed è facile immaginare la diversa portata in particolare nelle politiche sociali.
Però ,come altri amici, credo, il tuo passaggio che hoi riportato mi ha sorpreso , prima di commentarlo a chi ti riferisci quando parli di cattolici degasperiani ?
Per la verità Viroli distingue anche tra scuola repubblicana e scuola democratica; ma credo che nello svolgersi della storia si siano sempre intersecate. Debbo dire che mi piaceva il nome di "democrazia repubblicana" scelto da Bruno Visentini quando uscì dal PRI. Un nome in grado di inglobare anche altre componenti a noi vicine; compreso quindi anche il liberal socialismo caro ad A. Gi Re,. Ma credo che, finchè rimane questo sistema elettorale, le nostre discussioni rischiano di essere come quelle che si svolgevano tra gli esuli.
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Originariamente Scritto da
edera rossa
Per la verità Viroli distingue anche tra scuola repubblicana e scuola democratica; ma credo che nello svolgersi della storia si siano sempre intersecate. Debbo dire che mi piaceva il nome di "democrazia repubblicana" scelto da Bruno Visentini quando uscì dal PRI. Un nome in grado di inglobare anche altre componenti a noi vicine; compreso quindi anche il liberal socialismo caro ad A. Gi Re,. Ma credo che, finchè rimane questo sistema elettorale, le nostre discussioni rischiano di essere come quelle che si svolgevano tra gli esuli.
si infatti gia siamo esuli!!!!!