Il Kosovo doveva rimanere Serbia, come diceva giustamente il Presidente Putin


Della storica Jugoslavia non è rimasto più nulla: il Montenegro è diventata una repubblica indipendente il 3 giugno 2006, la storica capitale di tutta la Federazione, Belgrado, è rimasta senza alcun sbocco sul mare, cosa che fino a qualche decennio fa sembrava assolutamente impossibile ed inimmaginabile. Dopo guerre sanguinose la Serbia è rimasta da sola, ma sembra che in questi giorni sia destinata a perdere anche un pezzo di se stessa, un pezzo della sua storia e della sua identità; le pressioni USA sull'Unione Europea infatti si stanno facendo sempre più insostenibili, Bush si è fatto paladino e garante della popolazione albanese del Kosovo, ed ha promesso l'indipendenza di quest'ultimo da Belgrado il più presto possibile. L'elezione del nuovo premier kosovaro Thaci di etnia albanese sembra purtroppo accellerare la via tracciata dal Presidnte USA: ovviamente l'etnia serba non ci sta, e sembra volersi affidare al leader ultranazionalista Nikolic, vincitore al primo turno delle elezioni presidenziali (il ballottaggio sarà tra lui e il moderato Tadic il 3 febbraio), ma soprattutto alla grande protettrice degli slavi ortodossi, ovvero la Russia di Putin: il Presidente ha già detto che la via indicata da Bush è completamente errata, e i motivi sono diversi. Quello principale che il Cremlino ribadisce, è che si creerebbe un pericoloso precedente qualora il Kosovo diventasse indipendente con soltanto una delle due parti d'accordo (la popolazione albanese), e l'altra no (i serbi): immaginatevi cosa potrebbe succedere nella polveriera balcanica se ogni regione abitata da diverse popolazioni chiedesse l'indipendenza dal proprio stato di appartenenza, si arriverebbe ad innescare potenziali conflitti etnico-religiosi in tutta l'area. Ma gli USA sembrano sordi, il dialogo tra serbi e albanesi sembra una strada impercorribile per loro, bisogna quindi, secondo Bush, rendere subito indipendente il Kosovo: proviamo allora ad immaginare anche quali scenari si aprirebbero in questa regione, riportando i fatti principali successi nel recente passato, ed anche in quello più lontano. Il Kosovo è stato teatro di grandi battaglie tra i serbi cristiani e i turchi islamici, nel 1389 (battaglia di Kosovo Polje) e nel 1448; storicamente quindi simboleggia la resistenza europea all'invasore turco. Negli anni '90, dopo la disgregazione della Jugoslavia, la popolazione albanese di questa regione cominciò a chiedere l'indipendenza con metodi non violenti, sotto la guida del defunto leader moderato Ibrahim Rugova. Tra il 1996 e il 1999 però, gran parte di questi metodi mutarono in lotta armata, sotto la guida dell'Esercito di Liberazione Albanese (l'UCK, di cui il premier Thaci è l'ex comandante): attentati terroristici, distruzione di case di cittadini serbi e di Chiese cristiane furono all'ordine del giorno. La risposta del Presidente della Jugoslavia Slobodan Milosevic non si fece attendere, e i militari serbi si recarono nel Kosovo per liberare la regione dai terroristi dell'UCK, abbandonandosi anche ad atti di violenza inaudita sui civili albanesi. Questa situazione di guerra civile portò all'intervento della NATO, che coprì la Serbia di bombe e costrinse l'esercito di Milosevic al ritiro dal Kosovo: dal 1999 fino ad oggi questa martoriata regione diventa un protettorato NATO con un governo e un parlamento provvisorio. Ma dopo la vittoria di Thaci ecco che la strada per l'indipendenza kosovara sembra inarrestabile, e una regione simbolo di resistenza cristiana sta per diventare un paese indipendente controllato ancora dagli ex guerriglieri UCK (che ora si definiscono Guardia Nazionale del Kosovo) in prevalenza musulmani, e accusati di avere legami con il terrorismo islamico e con il traffico di eroina. Sembra un copione già scritto altre volte, ma soprattutto pare che la lezione dell'Afghanistan dei talebani non sia servita a nulla per gli USA: è incredibile come si continui a parlare di libertà e indipendenza e contemporaneamente nessuno dice nulla sul futuro prossimo del Kosovo, destinato a diventare un covo di islamici fanatici, che dopo il ritiro definitivo delle truppe internazionali avranno mano libera sui cittadini di etnia serba. Ma questo agli USA non interessa, per questo ci affidicamo ancora una volta alla lungimiranza del Presidente Putin, affinchè impedisca questa potenziale tragedia.