Elezione diretta di un premier forte. Un federalismo basato sul Senato delle Regioni e una "ridefinizione delle materie esclusive finalizzata alla riduzione dei conflitti". Una modifica dei regolamenti parlamentari che consenta di "rafforzare" sia il governo che l'opposizione in Parlamento e di superare "la frammentazione dei gruppi parlamentari". Ma anche "semplificazione delle leggi e dei procedimenti amministrativi" attraverso la "modifica del sistema delle Conferenza dei servizi", la "semplificazione normativa" e il "ridimensionamento delle Autorità indipendenti". Nel Pdl si continua a lavorare alla definizione del programma, ma questo è il 'canovaccio' per quanto riguarda le riforme istituzionali e non. Il testo definitivo sarà composto da dieci punti e presentato la prossima settimana dopo essere stato 'definito' dalla cosiddetta 'Officina del Programma' composta da Giulio Tremonti e Aldo Brancher per Forza Italia, Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno per An, Roberto Maroni e Roberto Calderoli per la Lega. Toccherà a loro mettere nero su bianco il 'decalogo' che poi dovrà avere il placet definitivo di Berlusconi, Fini e Bossi. Ma intanto sono al lavoro i think tank del Pdl (Magna Carta, Ircocervo, Free e Fare Futuro) che stanno producendo il materiale e le proposte che confluiranno, in sintesi, nel programma.
PREMIER FORTE - E' l'obiettivo minimo, perché nel Pdl ci sono anche spinte verso una riforma in senso più strettamente presidenzialista. La figura del premier forte andrebbe realizzata attraverso "l'elezione popolare diretta del primo ministro" in cui "la sfiducia o le dimissioni del premier apriranno la strada allo scioglimento anticipato del Parlamento e a nuove elezioni". Tale regola, si precisa, avrà due eccezioni: quando la stessa maggioranza di cui il premier è espressione lo sostituisca entro un breve lasso di tempo con un nuovo primo ministro e quando "a seguito di una crisi sia investito della fiducia un governo appoggiato dalla quasi totalità delle forze" sul modello dei 'governi di unità nazionale'. Al premier viene attribuita la facoltà di nominare e revocare i ministri e sciogliere anticipatamente le Camere. Tra le novità, l'introduzione del sistema del 'voto bloccato', che consente al governo di chiedere al Parlamento di approvare in blocco una sua proposta senza ricorrere a modifiche. Si prevede anche un "rafforzamento del metodo del contingentamento dei tempi".
FEDERALISMO - Tra le proposte c'è quella di "rivedere la confusa elencazione di materie operata dall'art.117 della Costituzione" con l'obiettivo di "eliminare le materie di competenza concorrente", "disporre con chiarezza sull'ammissibilità delle norme statali cedevoli da adottare in assenza di interventi normativi regionali, in modo da evitare vuoti e incertezze normative" e poi "mettere mano alla riforma del bicameralismo in modo che l'attuale Senato diventi il luogo istituzionale del coordinamento tra Stato e Regioni, operando una preventiva risoluzione dei conflitti di competenza".
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,14115297.html
REGOLAMENTI PARLAMENTARI - Il Pdl punta a una "ridefinizione dei meccanismi di programmazione dei lavori": si prevede che venga riconosciuto "formalmente che la quota prevalente del tempo di lavoro venga riservata ai disegni di legge segnalati dal governo, mantenendo una quota a disposizione dei gruppi di opposizione o alle iniziative legislative di singoli deputati". Si contempla inoltre la possibilità che "il Governo possa chiedere ai presidenti di Assemblea di fissare un termine ravvicinato entro il quale giungere al voto finale su disegni di legge ritenuti di particolare importanza". Al governo verrebbe poi concessa la possibilità, durante l'esame in assemblea, di chiedere che venga posto in votazione il proprio testo dell'articolo, approvato il quale si intendono automaticamente respinti tutti gli emendamenti".
Nella proposta della Pdl si punta anche a un rafforzamento delle garanzie della minoranza. Tra queste, l'introduzione della figura del "leader o portavoce dell'opposizione", l'eliminazione della possibilità di maxi emendamenti, l'istituzione di un comitato parlamentare bicamerale a composizione paritaria per il controllo sugli andamenti di finanza pubblica.
SEMPLIFICAZIONE DELLE LEGGI - Si stabilisce una modifica del sistema della conferenza dei servizi "prevedendo che l'amministrazione di livello più alto abbia il potere di assumere la decisione finale". Si punta inoltre a "ridurre il fattore di blocco giurisdizionale". Quanto alla giustizia amministrativa, "si potrebbe pensare di introdurre una funzione consultiva affidata direttamente ai Tar". Si propone, inoltre un ridimensionamento delle autorità indipendenti. "La loro celebrazione - si legge - è pari solo alla misura del loro fallimento. Devono essere altresì respinti i tentativi di dare un ruolo istituzionale persino alle associazioni dei consumatori".
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,14115299.html
OTTIMO
Questo sì che si chiama programma per il totale rinnovamento delle istituzioni![]()




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