"Mi fece abortire a suon di botte"
Ma il 'padre padrone' rimane libero
La donna ha denunciato il marito per maltrattamenti a lei e ai bambini. Il pm aveva chiesto l'arresto dell'uomo ma per il magistrato non è stata provata la sussistenza della gravità indiziaria per quanto concerne la violenza e l'aborto
Bologna, 19 febbraio 2008 - Durante l'interrogatorio di convalida davanti al gip ha spiegato di aver allungato qualche volta le mani sulla moglie perchè restia a integrarsi nonostante sia in Italia da quattro anni. Ai carabinieri di Bologna che lo avevano sottoposto a fermo di pg la donna ha invece raccontato di essere stata sempre picchiata, anche quando erano in Pakistan, il loro Paese d'origine. Inoltre, il marito, trentenne come lei, avrebbe picchiato i due loro figli di 5 e 7 anni; l'avrebbe costretta a subire rapporti sessuali contro la sua volontà e l'avrebbe malmenata con tale violenza da averle indotto un aborto quando era al settimo mese di gravidanza di una bambina che l'uomo non voleva proprio perchè di sesso femminile anche se ora i due hanno una figlia di un anno.
D'accordo con il pm della Procura felsinea, Valter Giovannini, i militari a cui la donna ha sporto denuncia hanno sottoposto l'uomo a fermo di pg per violenza sessuale, procurato aborto, lesioni e maltrattamenti in famiglia. Il gip Milena Zavatti ha convalidato il provvedimento relativamente alle lesioni e ai maltrattamenti, ma ha ritenuto non provata la sussistenza della gravità indiziaria per quanto concerne la violenza e l'aborto tra l'altro avvenuti un paio di anni fa. Il giudice lo ha poi rimesso in libertà e gli ha imposto l'allontanamento dal tetto coniugale anche se adesso la donna e i suoi tre figli sono stati ricoverati in una struttura protetta.
A far emergere la vicenda è stata la stessa vittima dopo le utlime botte ricevute la sera di San Valentino nella loro abitazione situata in un comune dell'Appennino bolognese.
Secondo il suo racconto, quella sera il marito è tornato a casa e avrebbe sgridato il figlio di 5 anni. Intimorito dal padre, il ragazzino sarebbe rimasto muto di fronte alle richieste del genitore che lo invitava a parlare. Proprio il suo mutismo avrebbe innervosito l'uomo che per tale ragione lo avrebbe dapprima colpito con le mani e poi con le scarpe. La donna avrebbe cercato di fermarlo e per tutta risposta sarebbe stata colpita con il manico di una scopa che si è rotto dopo i colpi ricevuti sulla testa. La mattina dopo lei era alla fermata dello scuolabus. Lì l'autista e un volontario accompagnatore le hanno notato il volto livido e la ferita alla testa e alla richiesta di spiegazioni ha rivolto loro la richiesta di aiuto poi raccolta dai carabinieri.
http://ilrestodelcarlino.quotidiano....on_botte.shtml




Rispondi Citando
PALERMO - I carabinieri hanno arrestato i genitori di una ragazzina di 12 anni accusati di aver favorito la violenza sessuale sulla figlia da parte di una terza persona, un uomo finito anche lui in carcere. I tre provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del sostituto procuratore, Adriana Blasco. 