Attualmente il peso dello stato nell'economia vale quasi il 50% del pil.
La tassazione diretta, arriva al 43%.
Secondo voi quale dovrebbe essere l'aliquota massima da applicare sui redditi delle persone fisiche poniamo sopra 100.000euro lordi


Attualmente il peso dello stato nell'economia vale quasi il 50% del pil.
La tassazione diretta, arriva al 43%.
Secondo voi quale dovrebbe essere l'aliquota massima da applicare sui redditi delle persone fisiche poniamo sopra 100.000euro lordi


12,5%




Chi vive di borsa dovrebbe pagare molto di più di chi ha un'attività che produce ricchezza reale.


La finanza è estremamente utile in un sistema economico moderno perchè permette alle imprese di finanziarsi direttamente sul mercato senza diventare dipendenti dalle banche (con tutte le conseguenze del caso).
Detto questo penso che l'aliquota massima dovrebbe essere del 33%


Lo speculatore di borsa è una figura non amata dal grande pubblico, ritratto come uno spazza soldi qualsiasi, senza morale, senza principi, è considerato nocivo al sistema della produzione visto che non crea nulla, ma lavora esclusivamente sui capitali. E' L'ORA DI FARE GIUSTIZIA! Lo speculatore non solo è utile a sé stesso se riesce a mantenersi da solo, senza gravare sulle tasse altrui, ma è utile al sistema moderno che è strettamente legato all'accumulazione del capitale, senza di esso infatti non sarebbe partito il grande sviluppo dell'uomo e saremmo ancora nella fase dei raccoglitori/pescatori. Lo speculatore attraverso la compravendita delle azioni e degli altri prodotti finanziari (in continua espansione) permette di volta in volta un libero scambio tra le due parti in competizione (venditore-acquirente). Grazie a lui è notevole il numero di scambi di pacchetti azionari all'interno e all'esterno di un paese, vista la possibilità di interagire in qualsiasi mercato borsistico del mondo. E' un alfiere della libertà, della libera circolazione dei capitali nel globo. La stagnazione dei capitali è la morte dell'economia produttiva, le aziende devono poter accedere al capitale per ampliare le propria attività e per crescere, contribuendo al benessere globale. Chi opera si assume rischi elevati, a fronte di risicati guadagni (eccetto casi particolari). La possibilità di scambiarsi azioni è stata una grande invenzione dell'umanità e la speculazione è la conseguente realizzazione pratica dell'assioma di non aggressione. Chi è più bravo sceglie il timing giusto e ottiene una plusvalenza, ha aumentato il capitale in un dato periodo di tempo. Il capitale immobilizzato non crea ricchezza, il capitale circolante nei mercati è levatrice di ricchezza. Sia chi opera a breve termine, sia chi opera a lungo termine, utilizza il proprio tempo/capitale per far crescere la società. La borsa, come l'economia globalizzata non è a somma zero, non viviamo in un'economia statica altrimenti saremmo ancora fermi all'età della pietra. Grazie all'accumulazione dei capitali si è assistita ad una crescita progressiva, una piccola parte dell'ingranaggio della libertà e del benessere la si deve allo speculatore che ha operato in questi secoli. Senza di lui non sarebbe stato possibile i continui scambi di pacchetti azionari e la circolazione di capitali. Semmai occorre maggiore preparazione e maggiore informazione prima di intraprendere tale attività, ma si sa l'uomo è perfettibile e solo sbagliando si impara


Poi vedi una bolla che si gonfia, si gonfia, e dopo fa booooom.
Nasdaq e new economy dicono nulla?
La speculazione crea un valore assolutamente fittizio sull'aria fritta.
Con un sistema borsistico fuori controllo la salute di un'azienda dipende esclusivamente dal tiramento di culo del mercato: può anche essere sanissima, ma va in crack comunque se le azioni crollano.


Molto meglio doversi presentare dal direttore della banca col cappello in mano ed elemosinare un prestito?
Se uno vuole cavalcare la bolla e rimane col cerino in mano non verserò una lacrima.
Le bolle poi non si creano soltanto sul mercato azionario ma anche in altri settori concretissimi come quello immobiliare.




Comunque, io che sono un uomo del 900, gradisco la tassazione progressivamente punitiva nei confronti del ricco.
Tutto sulla base del principio che l'abbiente debba contribuire maggiormente alla stabilità sociale e allo stato, non per "carità" o "principi etici" bensì per interesse.