In questi ultimi giorni si accavallano le voci di alcune possibili candidature per il Popolo della Libertà. Lasciamo da parte le maligne e tendenziose notizie circa le offerte fatte a personaggi di dubbio gusto come la soubrette del Bagaglino Aida Yespica e la “Rossa” del Grande Fratello, di cui non ci importa neppure citare il nome. Nomi di ben altra caratura sono stati citati per la corsa alle Elezioni di aprile; e alcune notizie sembrano confermare le trattative in corso. Probabile candidata del PDL sarà la famosa e pluripremiata giornalista Fiamma Nirenstein, commentatrice per “Il Giornale” della situazione in Medio Oriente, e fiera sostenitrice della causa israeliana. Un altro nome che circola è quello del Vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam, che si è sempre distinto per la denuncia degli orrori causati dal terrorismo di matrice islamica e dall’oppressione che deriva dall’applicazione della Sharia, la Legge coranica. Infine citiamo un altro nome che è uscito in questi giorni, quello di Dounia Ettaib, ovvero la rappresentante delle donne marocchine in Italia. Ancora non è possibile sapere se effettivamente saranno questi i nomi “eccellenti” che saranno presentati dal Popolo della Libertà. Rimane comunque fuor di dubbio il grande impegno dimostrato dal PDL per superare le barriere interne italiane ed inserire nel dibattito i temi “forti” di politica internazionale. La difesa dell’identità occidentale, il riconoscimento delle radici giudaiche e cristiane, la forte denuncia del progetto integralista ed assassino del fanatismo islamico: questi sono i pilastri che possono e devono essere sostenuti dal Popolo della Libertà, anche attraverso le candidature di giornalisti affermati e competenti, nonchè di esponenti del mondo dell’immigrazione totalmente integrato. Veniamo ora all’ultimo nome proposto, quello di Eugenia Roccella, portavoce del Family Day. Anche in questo caso, sono affermati dei principi irrinunciabili per un partito moderato ed europeo, che riconosce l’esistenza di valori di origine cristiana e cattolica. Il PDL ha già recisamente negato la possibilità di approvare “leggi-mostro” come Dico, Pacs e affini, e tantomeno sono all’ordine del giorno il riconoscimento del matrimonio fra persone omosessuali e la possibilità dell’eutanasia. Questi punti fermi sono ovviamente accompagnati non da un atteggiamento bigotto e negativo, ma da una grande disponibilità al dialogo e alla comprensione, e alla presenza di una dialettica legittimamente plurale su temi che riguardano la vita stessa dell’uomo, senza però rinunciare a precisi valori etici e morali.
Il Popolo della Libertà è una creatura ancora in pieno sviluppo, dove si confrontano idee e opinioni anche differenti. Non è possibile pretendere la definizione immediata di statuti, regole e obblighi, tuttavia verrà certamente il tempo della definizione dei valori comuni e delle proposte. Per quanto ci riguarda, questi principi sono nitidi e irrinunciabili, e la speranza di fissarli appieno nel Popolo della Libertà è grande. Noi ci impegneremo in questo senso.
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