L'uomo può definirsi uomo, anziche animale, dal momento in cui si accorge che ai fini della sopravivenza, è più funzionale e logico investire le proprie energie e il proprio tempo nel libero scambio e mettere da parte tutti quegli attegiamenti tipicamente animali, tipo agressione, omicidio, furto, rapina, sequestro, esproprio, che non garantiscono una vita prospera, ma che anzi portano all'insicurezza personale e al rischio irresponsabile e nevrotico di se stessi e dei propri cari.
L'uomo è uomo quando comprende razionalmente che la libertà personale, ai fini della sopravivenza garantisce più spazi e sistemi d'azione per garantirsi nel modo più efficace una parvenza di garanzie a lungo termine, utilissime per il proprio sostentamento durante l'arco della vita.
L'uomo è uomo, e smette di essere animale quando inalza la sacralità della vita come bene assoluto, e comprende che per sopravivere il più felicemente possibile è basilare rispettare il più possibile la propria vita e quella altrui, in una sorta di patto di non agressione, non sempre rispetato dalle parti, che ha permesso l'evolversi del genere umano nel suo insieme.
L'uomo è uomo da quando ha capito che la proprietà del suo corpo, del suo lavoro, dei propri mezzi di produzione, della propria terra, quella dove vive e lavora, è fondamentale per assicurare nel modo più lungimirante e coscienzioso la propria sopravivenza. Riconoscersi a vicenda la proprietà personale, compresa casa e luoghi di lavoro, ocupati in regime di libero scambio di beni e servizi, assicura il massimo rendimento ai fini della sopravivenza col minimo sforzo energetico. E' razionale, umano, comprensibile, auspicabile che si debba vivere nella società, dato che l'uomo è comunque animale sociale e razionale, nel modopià eficiente possibile senza che si rinunci alle condizioni personali di sopravivenza esenziali. La proprietà personale garantisce inequivocabilmente il patto sociale tra gli esseri umani. E' la conseguenza più razionale del vivere in società nel rispetto altrui.
Mi pare che da quando l'uomo sia diventato uomo, più o meno diecimila anni fa, secolo più secolo meno, abbia fatto passi da gigante e abbia sancito il suo controllo sulla natura e su se stesso.
Da mille anni circa però, una parte di essi ha iniziato a peccare di arroganza e ingenuità, credendo di potersi sostituire alla natura stessa, attraverso l'uso massicio della violenza e del potere Statale per dominare i propri simili. Da un migliaio di anni alcuni uomini, attraverso l'uso dell'ingegneria e della stregoneria sociale e burocratica, portandosi dentro le tasche "Il Principe" di Machiavelli e "Il Capitale " di Marx, cercano di controllare le masse con l'uso della rapina e del genocidio, per garantirsi posti nella storia e imediate richezze.
La Sinistra, è responsabile di ciò: predica l'eguaglianza per razzolare nella rapina e nel genocidio. E lo fa ormai da tropi secoli per potersela scampare da un giudizio negativo assoluto.




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