Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    ...perchè la vita è un brivido che vola via...è tutto un equilibrio sopra la follia...
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    Predefinito AMBIENTE, INFRASTRUTTURE, ENERGIA, un trinomio inseparabile



    L’ambiente è un tema al giorno d’oggi molto dibattuto, è ormai opinione comune (ma non lo era fino a qualche anno fa) che l’umanità è senza futuro se non muta il suo rapporto finora fallimentare nei confronti dell’ambiente e del pianeta Terra. Ma l’uomo nel 2008 è ormai abituato a standard di vita che hanno come effetto collaterale l’uso smodato di risorse e l’inquinamento, ad esempio l’uso dell’automobile. Certamente la soluzione non sta nel ritorno ad uno stile di vita ottocentesco, è necessario invece trovare soluzioni che consentano di mantenere l’attuale tenore di vita senza arrecare danno all’ambiente.
    È per questo che La Destra non fa parte di quella schiera di ambientalisti del no a tutto, spesso verdi fuori e rossi dentro. L’uomo abita sulla terra, ci vive, non è qui solo per guardare e non toccare: va trovato quindi il punto di equilibrio tra sfruttamento e conservazione.
    Esisteva tempo fa la logica di creare grandi aree salvaguardate, in cui tutto era intoccabile e nessuno poteva intervenire in alcun modo. Questo metodo di salvaguardia ambientale oggi non è più applicabile in Italia, ma è molto più funzionale sia da parte ambientale che da parte dello sviluppo antropico sviluppare ed applicare il concetto di rete ecologica. Questo sistema prevede la costituzione di tante piccole aree protette nelle zone più interessanti dal punto di vista ambientale e poi collegarle tra loro mediante “corridoi verdi”, come ad esempio corsi d’acqua o filari di alberi.
    È solo con questo sistema che si può pensare in un’area così antropizzata come la Pianura Padana di poter costruire le infrastrutture che artigiani, industriali e cittadini chiedono a gran voce conservando tuttavia, ma anche migliorando le aree importanti dal punto di vista ambientale.
    Ed è una vera e propria “fame” di infrastrutture che c’è in Italia, causata da decennali ritardi quando il resto d’Europa e del mondo cresceva. Siamo stati i primi al mondo a costruire un’autostrada (Milano - Varese, 1925), i primi in Europa a costruire una ferrovia ad alta velocità (Firenze – Roma, 1977), ma poi tutto si è fermato. Oggi, mentre in Spagna si inaugura la Madrid – Barcellona a 350 km/h noi ci chiediamo ancora se l’AV sia un bene o un male. L’impatto locale di una grande infrastruttura può anche non essere positivo sotto tutti gli aspetti, ma è il generale interesse dell’Italia e dell’Europa che deve prevalere. Per questo La Destra propone nel suo programma che gli Enti Locali abbiano parere consultivo e non più vincolante, per accelerare la costruzione di queste opere necessarie.
    Ma le grandi infrastrutture non sono solo strade e ferrovie, sono anche i grandi impianti, come ad esempio i rigassificatori. Impianti tanto vituperati da chi probabilmente non sa cosa siano, ma che potrebbero permetterci di dipendere in misura minore dai tubi del gas che ci legano ai paesi africani o dell’Est e che ci rendono passibili di ricatto.
    Ed è preoccupante e pericolosa la sudditanza che il nostro paese ha nei confronti dei paesi arabi da cui importiamo petrolio per le nostre auto e le nostre centrali elettriche. È ora di cambiare questo sistema basato sulla dipendenza, è necessario aumentare la quota di energia prodotta da fonti nazionali, ma purtroppo l’Italia è un paese povero di materie prime energetiche. Rimane da giocare la carta delle alternative, da sviluppare al massimo in tutte le direzioni: delle diverse possibilità (eolico, fotovoltaico, biomasse, ecc.) non ce n’è una che da sola risolva il problema. Tutte insieme possono contribuire in maniera sostanziale, sfruttando il principio della micro generazione (tante piccole centrali invece di una sola grande), sulla quale bisogna puntare.
    Ma le rinnovabili non arriveranno mai in un futuro a medio termine a soddisfare tutta la fame energetica italiana. Ormai il treno è perso da 20 anni, ma è necessario un ritorno al nucleare: nucleare di nuova generazione, e probabilmente viste le tempistiche del settore è doveroso parlare già di fusione, auspicando una partecipazione crescente ai progetti europei in tal senso (es. Iter) per costruire un know-how in questo campo ed arrivare pronti a quando sarà disponibile questa tecnologia.
    Ambiente, infrastrutture ed energia sono quindi temi dai quali non si può prescindere e che sono da considerare in stretto rapporto tra loro. È quindi inevitabile nel futuro una sempre maggiore analisi di questi stretti rapporti, e di come soddisfare i bisogni di economia e di ambiente trovando il giusto compromesso. È questo che vuole La Destra: un confronto di ragione e non di preconcetti.

    Paolo Grossi
    Portavoce La Destra Treviglio

    http://www.ladestratreviglio.it/

  2. #2
    are(a)zione
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    Tutto sto popò di roba per dire che volete le centrali nucleari?

    Dubbio amletico: le scorie, dove le buttiamo? Perchè se non mi date una risposta convincente a questo quesito, anche io che sono un fisico teorico, favorevole al nucleare, vi tratto per i soliti quaquaraqua, senza nè capo nè coda.

    Voglio vedere dove come e quando stoccherete le scorie, i progetti a breve e lungo termine, l'impatto sociale e quello energetico statali, europei e mondiali.. Voglio vedere i progetti urbanistici.

    Insomma, voglio vedere dei dati, non ciaciarume.

  3. #3
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    Tutto sto popò di roba per dire che volete le centrali nucleari?

    Dubbio amletico: le scorie, dove le buttiamo? Perchè se non mi date una risposta convincente a questo quesito, anche io che sono un fisico teorico, favorevole al nucleare, vi tratto per i soliti quaquaraqua, senza nè capo nè coda.

    Voglio vedere dove come e quando stoccherete le scorie, i progetti a breve e lungo termine, l'impatto sociale e quello energetico statali, europei e mondiali.. Voglio vedere i progetti urbanistici.

    Insomma, voglio vedere dei dati, non ciaciarume.
    All'interno de La Destra si è da poco aperto un dibattito interno, inizialmente prevaleva il no al nucleare, frutto soprattutto delle posizioni stile Fdg anni 80 di una parte della dirigenza,.
    In seguito si è avuto praticamente un ribaltamento di posizioni anche se a differenza di Pd e Pdl si pone come primario lo sviluppo delle fonti alternative di approvigionamento energetico.
    Personalmente guardo con molta attenzione al nucleare di terza generazione, gli unici dubbi che mi permangono sono relativi allo smaltimento delle scorie.

  4. #4
    are(a)zione
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    Molto bene, allora si può proseguire il dibattito con una certa professionalità: supponiamo che non siamo in grado di smaltire le scorie (per svariate ragioni), cosa proponete, oltre agli idrocarburi?
    E qui intendo, sia a livello privato che a livello industriale.

    Questa è una tabella agghiacciante



    http://it.wikipedia.org/wiki/Produzi...rica_in_Italia


    E rimango su Wiki, giusto per non andare troppo nei dettagli.

  5. #5
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    Tutto sto popò di roba per dire che volete le centrali nucleari?

    Dubbio amletico: le scorie, dove le buttiamo? Perchè se non mi date una risposta convincente a questo quesito, anche io che sono un fisico teorico, favorevole al nucleare, vi tratto per i soliti quaquaraqua, senza nè capo nè coda.
    Obtorto collo, ho deciso di andare a votare. Obtortissimo collo, ho deciso di votare Fiamma, restano tutte le critiche ma vedere Iannone in parlamento val bene una messa
    Detto questo: scorie.
    Non vi e' necessita' alcuna di allarmarsi per volumi irrisori di materiale altamente radioattivo. Ora come sai sto lavorando e non ricordo i dati a memoria, ma si parla di qualche decina di metri cubi l'anno. Una centrale da 1000 MW produce 3 (tre) mc di scorie di alto livello l'anno.
    Per quelle di basso livello, che sono ovviamente in volume maggiore ma diventano o "normali rifiuti" o "rifiuti tossici" (che e' diverso di radioattivi...il mercurio mi risulta essere tossico ma non radioattivo) sono svariati i metodi di stoccaggio gia' in uso.
    Per quelle di medio livello (meno di 30 anni), si possono allestire depositi temporanei.

    Ma per il grosso del problema, non vi e' nessuna necessita' di stoccaggio definitivo. Infatti, io ripongo molta fiducia nella trasmutazione, gia' si sa che si puo' fare, resta solo da rendere commerciabili gli impianti e si parla di 15-20 anni di ricerca per ottenere l'obiettivo. Casaccia e' all'avanguardia col suo Triga.

    Ora, gli elementi pesanti, a lunghissima emivita, possono con la trasmutazione diventare "combustibile". Con la trasmutazione li "bruciamo" riducendo queste scorie a scorie di basso o medio livello (piu' o meno e' cosi...un po piu complessa in verita' ).
    Pertanto, in previsione futura, possiamo costruire dei depositi temporanei di stoccaggio in prossimita' delle centrali (le famose piscine di raffreddamento), che guarda caso sono comunque indispensabili perche' i rifiuti vengono raffreddati anche per 10-15 anni causa calore prodotto dal decadimento radioattivo.
    Quindi, li teniamo li anche per 20 anni se serve, in sicurezza e controllati. Non vi e' nessun motivo logico per dire che questa non e' una soluzione, sempre partendo dal presupposto che poi saranno riciclati nei sistemi ADS.

    Se poi decidiamo lo stoccaggio definitivo, esistono sistemi e materiali per ridurre a livelli minimi i rischi, e sto parlando di livelli piu' che accettabili dal momento che la radioattivita' non e' una cosa artificiale bensi' naturale. Non sto semplificando o minimizzando, sto solo riportando quello che dicono gli studi piu recenti. Un "articolo" su quest ultimo tema e' reperibile in rete, scritto da Romanello, Cerullo, Lomonaco, dell'Universita' di Pisa.

    Ovviamente, un deposito nazionale e' necessita' immediata, anche per tutti quegli scarti (e sono la stragrande maggioranza) di origine medica che tuttora non si sa dove sbattere.

    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Voglio vedere dove come e quando stoccherete le scorie, i progetti a breve e lungo termine, l'impatto sociale e quello energetico statali, europei e mondiali.. Voglio vedere i progetti urbanistici.

    Insomma, voglio vedere dei dati, non ciaciarume.
    Nessuno si sogna di fare le cose alla carlona. Nessuno (specie io e Grifo) si sogna di arrogarsi competenze totali che non ha.
    Se la scelta in quella direzione viene fatta, allora si mette (questa e' lla mia idea) in piedi un mega squadrone di gente competente che si preoccupi di stilare: una adeguata legislazione e normativa, la ricerca e progettazione di un deposito nazionale in un luogo adatto, lo sviluppo di un Piano Energetico nazionale che trovi i luoghi adatti a costruire le centrali (fermo restando che Trino, Caorso, Garigliano, Latina e Montalto di Castro sono ancora validi).
    A breve termine forse la cosa piu' immediata e' il deposito e la normativa, nonche il piano energetico.
    A medio termine i lavori di costruzione.
    A lungo termine la raccolta dei frutti di una nuova strategia energetica.

    PS: mi si passi la sintesi...sono momentaneamente occupato

  6. #6
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    Molto bene, allora si può proseguire il dibattito con una certa professionalità: supponiamo che non siamo in grado di smaltire le scorie (per svariate ragioni), cosa proponete, oltre agli idrocarburi?
    E qui intendo, sia a livello privato che a livello industriale.

    Questa è una tabella agghiacciante



    http://it.wikipedia.org/wiki/Produzi...rica_in_Italia


    E rimango su Wiki, giusto per non andare troppo nei dettagli.

    www.progettoenergia.org
    Proponiamo di portare l'eolico da 2700 a 11000 MW, ossia quasi sfruttando il 100% del vento disponibile (fonti Enea ,6000MW, La Sapienza 12000MW, Eni 15000MW, abbiamo fatto una specie di media). Fotovoltaico a 2000MW come dice Pecoraro, sappiamo che non serve a niente ma tant'e. Biomasse con teleriscaldamento per le Alpi e gli Appennini.
    Riduzione di un quarto dei fossili e solo 10 reattori nucleari.

    Si passa dal 3,8 all 8,9% per le rinnovabili, dal 43 (del 2005. Nel 2007 mi pare fosse gia' al 56%...) al 31% per il gas, dallo 0 al 29% nucleare ecc ecc.
    Non e' stato considerato il carbone, ma io vedrei bene un aumento del carbone a scapito del gas.
    Inoltre, le importazioni passano dal 14 allo 0% (scelta non necessariamente da adottare...questa era ideologica: difatti il nucleare francese ci costa davvero poco, e potremmo anche pensare di mantenerlo)

    Come dice Grifo, sovranita' nazionale non significa autarchia. Significa che decidiamo noi che strategia seguire, mostrando il dito medio agli emiri, ai russi, ai francesi e ai terroristi ambientaloidi.

  7. #7
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    Tutto sto popò di roba per dire che volete le centrali nucleari?

    Dubbio amletico: le scorie, dove le buttiamo? Perchè se non mi date una risposta convincente a questo quesito, anche io che sono un fisico teorico, favorevole al nucleare, vi tratto per i soliti quaquaraqua, senza nè capo nè coda.

    Voglio vedere dove come e quando stoccherete le scorie, i progetti a breve e lungo termine, l'impatto sociale e quello energetico statali, europei e mondiali.. Voglio vedere i progetti urbanistici.

    Insomma, voglio vedere dei dati, non ciaciarume.
    Haaaaaaaaaaaaa! Ti ho beccato! E allora non lo sai che il nucleare era di sinistra, non lo sai che il povero professor Ippolito ha pagato con la galera il suo tentativo di renderci indipendenti e sovrani (e Mattei l'anno prima l'ha pagato con la vita)

    Contribuisci a risolverlo il problema delle scorie visto che hai la competenza per farlo.
    Smetti di fare il cacadubbi e lavora, Maaarsc!
    Fatti trasferire a Ginevra e comincia, se ti serve il tecnico mi fai un fischio, mollo tutto e arrivo.

  8. #8
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    Grifo, lo sanno tutti che io sono a favore del nucleare, ma ovviamente con enormi diversità rispetto a chi da destra lo vorrebbe proporre.

    Riferendomi alle fonti alternative citate da qualcuno, a tal proposito vidi un documentario su un canale satellitare, in cui i contadini dei pirenei riuscivano con un investimento economico non trascendentale, a risultare energeticamente indipendentementi, collocando pannelli solari orientabili sui tetti delle loro case, oltre ad un certa cura nel dispendio energetico.

    Io trovo molto interessanti questi progetti, non su scala industriale (nessuno dotato di senno vi potrebbe elargire la formuletta magica del risanamento energetico italiano con i pannelli solari), ma quantomeno su scala privata, altamente localizzata e specifica.
    Alcune comunità montane o pedemontane potrebbe iniziare ad usare questi sistemi di autofornitura energetica, a basso impatto ambientale, sicuri, forse un po' cari ma lo stato può finanziare in parte il costo.
    Immagino per esempio (discutendo con due_calzini) al caso del Gargano: vento perenne, zona praticamente disabitata, con poca diversità biologica: quelli sono i posti dove collocare turbine eoliche.

    Ciò che secondo me manca tremendamente in Italia è questo doppio canale di ricerca ed investimento: da una parte quello industriale, dall'altro quello privato.
    Tempo fa proposi ai miei vecchi di installare sul tetto della loro casa (facente parte di un comprensorio) dei pannelli solari, almeno per ottenere energia necessaria a far funzionare luce interna delle scale, forse gli ascensori, etc. etc.
    La risposta è stata (e già i miei riciclano rifiuti da anni, hanno un minimo di consapevolezza ambientale) "non ci abbiamo mai pensato". La cosa grave è che neanche l'amministratore di scala ci ha mai pensato, eppure vogliono cablare l'intera palazzina per avere Sky...oltre ad aver firmato un contratto con Wind (mi sembra sia lei) per l'installazione di un'antenna centralizzata sul tetto.
    Non mi vengano a dire che quello ha zero impatto ambientale (oltrechè estetico).
    A quello ci arrivano però.

  9. #9
    Gianicolo, 1849
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    Io trovo molto interessanti questi progetti, non su scala industriale (nessuno dotato di senno vi potrebbe elargire la formuletta magica del risanamento energetico italiano con i pannelli solari), ma quantomeno su scala privata, altamente localizzata e specifica.
    Alcune comunità montane o pedemontane potrebbe iniziare ad usare questi sistemi di autofornitura energetica, a basso impatto ambientale, sicuri, forse un po' cari ma lo stato può finanziare in parte il costo.
    La penso allo stesso modo.
    Noi abbiamo abitato per millenni in capanne, per secoli in case di pietra, da poco più di un secolo in case con l'acqua corrente, i servizi e l'elettricità.
    Può benissimo essere arrivato il tempo di abitare in case efficienti dal punto di vista energetico e dotate di sistemi solari.
    E' una scelta "politica", se non ci fossero le leggi avresti chi ti fa i soffitti di due metri e il gabinetto in comune, con la scusa della competitività.

    Su una casa che costa due o trecentomila € se ne possono tranquillamente spendere altri venti o trentamila per l'impianto solare.
    Sai come intendono i costruttori l'obbligo di dotare le case nuove di impianti FV? Mi chiedono come devono fare le "staffe" per attaccare i pannelli sul tetto (così secondo loro stanno a posto), mi fanno pure perdere le mattinate per queste fregnacce.
    Ho provato a sensibilizzare i condomini (gli conviene, i risparmi vanno a defalcare la rata condominiale), ci ho perso un mese.
    Nulla, sono solo atterriti all'idea di dover spendere i soldi, se li porteranno all'altro mondo, si vede.

    Tutti sono convinti che l'impianto solare glielo deve fare lo Stato, allora gli spiego che è proprio così, che lo pagano i contribuenti, ma loro intendono che glielo viene proprio a montare, a gratis, e gli da dei soldi perchè loro gli lasciano usare il proprio tetto. E quando si sono presi i soldi possono cominciare a brigare per toglierlo, sfasciarlo o fregarselo per portarlo a casa al mare. L'importante è riuscire a fregare qualcuno.
    L'italiano medio è un matto, caro mio.

 

 

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