L’ambiente è un tema al giorno d’oggi molto dibattuto, è ormai opinione comune (ma non lo era fino a qualche anno fa) che l’umanità è senza futuro se non muta il suo rapporto finora fallimentare nei confronti dell’ambiente e del pianeta Terra. Ma l’uomo nel 2008 è ormai abituato a standard di vita che hanno come effetto collaterale l’uso smodato di risorse e l’inquinamento, ad esempio l’uso dell’automobile. Certamente la soluzione non sta nel ritorno ad uno stile di vita ottocentesco, è necessario invece trovare soluzioni che consentano di mantenere l’attuale tenore di vita senza arrecare danno all’ambiente.
È per questo che La Destra non fa parte di quella schiera di ambientalisti del no a tutto, spesso verdi fuori e rossi dentro. L’uomo abita sulla terra, ci vive, non è qui solo per guardare e non toccare: va trovato quindi il punto di equilibrio tra sfruttamento e conservazione.
Esisteva tempo fa la logica di creare grandi aree salvaguardate, in cui tutto era intoccabile e nessuno poteva intervenire in alcun modo. Questo metodo di salvaguardia ambientale oggi non è più applicabile in Italia, ma è molto più funzionale sia da parte ambientale che da parte dello sviluppo antropico sviluppare ed applicare il concetto di rete ecologica. Questo sistema prevede la costituzione di tante piccole aree protette nelle zone più interessanti dal punto di vista ambientale e poi collegarle tra loro mediante “corridoi verdi”, come ad esempio corsi d’acqua o filari di alberi.
È solo con questo sistema che si può pensare in un’area così antropizzata come la Pianura Padana di poter costruire le infrastrutture che artigiani, industriali e cittadini chiedono a gran voce conservando tuttavia, ma anche migliorando le aree importanti dal punto di vista ambientale.
Ed è una vera e propria “fame” di infrastrutture che c’è in Italia, causata da decennali ritardi quando il resto d’Europa e del mondo cresceva. Siamo stati i primi al mondo a costruire un’autostrada (Milano - Varese, 1925), i primi in Europa a costruire una ferrovia ad alta velocità (Firenze – Roma, 1977), ma poi tutto si è fermato. Oggi, mentre in Spagna si inaugura la Madrid – Barcellona a 350 km/h noi ci chiediamo ancora se l’AV sia un bene o un male. L’impatto locale di una grande infrastruttura può anche non essere positivo sotto tutti gli aspetti, ma è il generale interesse dell’Italia e dell’Europa che deve prevalere. Per questo La Destra propone nel suo programma che gli Enti Locali abbiano parere consultivo e non più vincolante, per accelerare la costruzione di queste opere necessarie.
Ma le grandi infrastrutture non sono solo strade e ferrovie, sono anche i grandi impianti, come ad esempio i rigassificatori. Impianti tanto vituperati da chi probabilmente non sa cosa siano, ma che potrebbero permetterci di dipendere in misura minore dai tubi del gas che ci legano ai paesi africani o dell’Est e che ci rendono passibili di ricatto.
Ed è preoccupante e pericolosa la sudditanza che il nostro paese ha nei confronti dei paesi arabi da cui importiamo petrolio per le nostre auto e le nostre centrali elettriche. È ora di cambiare questo sistema basato sulla dipendenza, è necessario aumentare la quota di energia prodotta da fonti nazionali, ma purtroppo l’Italia è un paese povero di materie prime energetiche. Rimane da giocare la carta delle alternative, da sviluppare al massimo in tutte le direzioni: delle diverse possibilità (eolico, fotovoltaico, biomasse, ecc.) non ce n’è una che da sola risolva il problema. Tutte insieme possono contribuire in maniera sostanziale, sfruttando il principio della micro generazione (tante piccole centrali invece di una sola grande), sulla quale bisogna puntare.
Ma le rinnovabili non arriveranno mai in un futuro a medio termine a soddisfare tutta la fame energetica italiana. Ormai il treno è perso da 20 anni, ma è necessario un ritorno al nucleare: nucleare di nuova generazione, e probabilmente viste le tempistiche del settore è doveroso parlare già di fusione, auspicando una partecipazione crescente ai progetti europei in tal senso (es. Iter) per costruire un know-how in questo campo ed arrivare pronti a quando sarà disponibile questa tecnologia.
Ambiente, infrastrutture ed energia sono quindi temi dai quali non si può prescindere e che sono da considerare in stretto rapporto tra loro. È quindi inevitabile nel futuro una sempre maggiore analisi di questi stretti rapporti, e di come soddisfare i bisogni di economia e di ambiente trovando il giusto compromesso. È questo che vuole La Destra: un confronto di ragione e non di preconcetti.
Paolo Grossi
Portavoce La Destra Treviglio
http://www.ladestratreviglio.it/





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