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  1. #1
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    Predefinito In 6 anni rincari di 7.635 euro

    http://www.tgcom.mediaset.it/tgfin/a...lo402116.shtml

    "In 6 anni rincari di 7.635 euro"

    Stima di associazioni consumatori


    Dal 2002 al 2007 i rincari per ogni famiglia sono stati di 7.635 euro: la stima è delle associazioni Adusbef e Federconsumatori, che sottolineano quindi come "18 milioni di famiglie di lavoratori dipendenti hanno subito una 'rapina', soprattutto con il pretesto dell'euro e l'effetto trascinamento, in sei anni, di 137,4 miliardi in tutti i settori della vita produttiva".
    Per quanto riguarda i settori dove gli aumenti sono stati più consistenti le associazioni citano i generi di largo consumo, quelli di prima necessità, i servizi bancari e assicurativi, benzina e gas, trasporti pubblici, tariffe ferroviarie, rifiuti solidi urbani e mutui a tasso indicizzato, a carico del 91 per cento dei richiedenti (3,2 milioni di famiglie). "Adusbef e Federconsumatori - sottolinea il comunicato - ritengono di avere diritto alle scuse da parte di quanti hanno deriso e banalizzato le nostre denunce".

    Le due associazioni chiedono quindi che "si vada subito in Parlamento e si decidano senza tentennamenti di sorta norme, anche di carattere fiscale, che ridiano potere di acquisto alle famiglie che vivono di reddito fisso".

  2. #2
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    e' comrpensibile che nessuno capisca i vantaggi portati dall'euro...di fronte a questa evidenza

  3. #3
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    Istat: inflazione a gennaio a +2,9%

    Impennata dei prezzi per pane e pasta


    Il 2008 inizia all'insegna dell'ennesima impennata dei prezzi. Lo riportano i dati Istat: a gennaio si è registrato un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,9% su gennaio 2007. Si tratta del balzo più alto dal luglio 2001. I rincari maggiori si sono avuti sul fronte dei beni di consumo, con pane e pasta a +8% su anno, mentre latte, formaggi e uova sono aumentati del 6,5%.
    La fiammata dei prezzi è però generalizzata e riguarda tutti prodotti ad "alta frequenza d'acquisto", quelli che cioè vengono comprati ogni giorno, come alimentari, tabacchi, carburanti, giornali o le spese al bar e al ristorante. Per questi l'inflazione è stata molto più alta della media e si è attestata al 4,8%. Dal 2002, rileva l'Istat, il tasso di crescita dell'inflazione relativa ai beni ad alta frequenza d'acquisto è stato sempre maggiore rispetto a quello complessivo. Quello di gennaio scorso però è il piu' alto degli ultimi 11 anni.

    Fra i prodotti a frequenza di acquisto media (abbigliamento, tariffe elettriche, acqua potabile, smaltimento dei rifiuti) e bassa (elettrodomestici, macchine fotografiche e computer, articoli sportivi) il peso è stato pari rispettivamente al 42% e al 19%. A gennaio la divaricazione tra il tasso medio annuo e quello dei prodotti più acquistati è stata la più elevata dal 1997.

    Per quanto riguarda i singoli capitoli di spesa, forti rincari ci sono stati sul fronte energetico: il prezzo della benzina verde è aumentato del 12,5% in un anno e quello del gasolio del 15,7%.
    Maggiore fiammata per i combustibili per la casa, che hanno registrato un balzo in avanti del 16%. L'ondata di aumenti ha investito anche le tariffe elettriche (+5,3% su gennaio 2007 e +3,4% su dicembre), mentre quelle del gas sono cresciute del 3,9% rispetto a dicembre e dello 0,8% rispetto a gennaio 2007.

    Nei trasporti gli aumenti maggiori hanno riguardato i biglietti dei treni(+6,9%). Un po' meno accentuati i rincari per il trasporto stradale (+5,5%), per quello aereo (+8,4%) e per i pedaggi autostradali (+3,8%). In calo invece i medicinali (-3,9% su gennaio 2007) e gli apparecchi telefonici (-12,4%).

    CODACONS: STANGATA DA 1000 EURO
    E subito dopo la pubblicazione dei dati Istat, il Codacons ha commentato: " I numeri, soprattutto quelli relativi ai prodotti ad alta frequenza d'acquisto, rappresentano un piccolo passo verso la verità, ma sono ancora sottostimati e distanti dalla realtà dei rincari sulla spesa quotidiana che assillano i consumatori".
    I rincari sono preoccupanti, spiega il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi. "In ogni caso- dice- se non rientreranno in tempi stretti, si concretizzeranno in una vera e propria stangata di circa 1.000 euro annui a famiglia, visto che a certi bisogni non si può rinunciare".

    ADOC: AUMENTI DEL 75% DAL 2002
    Sulla stessa linea il presidente dell'Adoc, Carlo Pileri, che commenta: "Sono anni che denunciamo l'aumento eccessivo dei prodotti a maggiore diffusione d'acquisto, rincari che costituiscono uno dei principali motivi della continua erosione dei redditi e della possibilità di risparmio delle famiglie, nonchè del crescente e preoccupante indebitamento. I prezzi al consumo dei generi alimentari, e degli altri beni più acquistati, sono aumentati in media del 75% dal 2002. Solo per comprare lo stesso paniere di beni alimentari, oggi si spendono 2000 euro in più dall'introduzione dell'euro".

    ANGELETTI (UIL): SOLO SPECULAZIONE
    "Ora anche la statistica spiega perchè i salari e le pensioni hanno perso potere d'acquisto - ribatte il leader della Uil, Luigi Angeletti - la realtà è che l'inflazione rilevata con i metodi ufficiali è pari alla metà di quella rilevata in riferimento ai beni di largo consumo. Questi dati sono la prova delle conseguenze negative di un'inaccettabile speculazione".

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da pellizza1802 Visualizza Messaggio
    e' comrpensibile che nessuno capisca i vantaggi portati dall'euro...di fronte a questa evidenza
    Ma hai letto quel che c'è scritto? Le solite lamentele inventate da Berlusconi e Tremonti e qualcuno ci crede ancora.. lo sai vero dove eravamo senza "L'Euro di Prodi" come lo chiama la cricca di cui sopra?

  5. #5
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    Azzo...che volpi.
    Sono anni che lo denunciamo e questi si svegliano dopo 6 anni.
    A calci nel deretano altro che balle!!

  6. #6
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    Si, soprattutto gli ultimi 5 Euro mi paiono realistici.
    Che stronzata quella di guardare l'aumento dei prezzi in 6 anni.
    Ora mi dite per favore di quanto è aumentato il costo della vita dal 1995 al 2001? Scommettiamo che nessuno ne ha un'idea?
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    Si, soprattutto gli ultimi 5 Euro mi paiono realistici.
    Che stronzata quella di guardare l'aumento dei prezzi in 6 anni.
    Ora mi dite per favore di quanto è aumentato il costo della vita dal 1995 al 2001? Scommettiamo che nessuno ne ha un'idea?
    Si continua a rimestare nel torbo per giustificare l'inettitudine della destra in materia di change-over.
    L'€ non c'entra una mazza è stato usato come un cavallo di troia per speculare a 360° con la complicità dell'allora ministro Marzano e la corrida tremontiana.
    Per ringraziarlo l'hanno messo alla presidenza del CNEL.

  8. #8
    Mauro V.
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    Citazione Originariamente Scritto da T34 Visualizza Messaggio
    Si continua a rimestare nel torbo per giustificare l'inettitudine della destra in materia di change-over.
    L'€ non c'entra una mazza è stato usato come un cavallo di troia per speculare a 360° con la complicità dell'allora ministro Marzano e la corrida tremontiana.
    Per ringraziarlo l'hanno messo alla presidenza del CNEL.
    esatto.
    l'euro è solo una nuova misura contabile, che minchia c'entra con l'aumento dei prezzi. Bisogna essere proprio ignoranti per dire che l'aumento dei prezzi è causato dall'euro.
    L'euro è buono e giusto, ed è sacrosanta l'unione dei piccoli staterelli europei in una federazione.
    Chi è contro questa idea vuole un'Europa divisa e debole, ai comandi di USA, Cina e Russia.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Ma hai letto quel che c'è scritto? Le solite lamentele inventate da Berlusconi e Tremonti e qualcuno ci crede ancora.. lo sai vero dove eravamo senza "L'Euro di Prodi" come lo chiama la cricca di cui sopra?
    hai finito di scrivere stronzate?

  10. #10
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    Serve il libero mercato, inclusi i prodotti esteri. Con questa politica del "made in Italy" imposto i prezzi stanno levitando in modo assurdo. Preso atto che, ormai, l'agricoltura in Italia ha costi troppo elevati per il consumatore, una soluzione potrebbe essere quella di importare i prodotti dal Nord Africa.

    La globalizzazione abbassa i prezzi, sono i protezionisti nazionalxenofobi ad aumentarli.

 

 
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