di Maria R. Calderoni
su Liberazione della Domenica del 24/02/2008
Una voce di dentro. Dentro la Cia. E' quella di Philip Agee che, dopo diversi anni passati da agente segreto nei ranghi della più grande centrale spionistica del mondo, a un certo punto si è "pentito" e ha scelto, con una spettacolare conversione a 360 gradi, di passare dall'altra parte. Scegliendo Cuba. Non per soldi ma per convinzione. Philip Agee, 74 anni, è morto all'inizio di quest'anno all'Avana, dove ormai viveva da più di 30 anni, il Granma gli ha tributato l'elogio funebre: Philip, amico di Cuba.
Da agente Cia a marxista, la storia di Philip Agee non è certo ordinaria e l'ha raccontata lui stesso in un libro che negli anni '70 fece scalpore. Redatto sotto forma di diario, Agente della Cia (quasi 700 pagine, pubblicato in Italia dagli Editori Riuniti) racconta, giorno per giorno, le male azioni, i "lavori coperti" e sporchi compiuti per conto dell'Agenzia in Ecuador, Uruguay, Guatemala, Messico. Dal 1957 al 1969, dodici anni da spione patentato. Raccontati senza enfasi e colpi di scena, niente affatto una storia romanzata, niente Le Carré o Fleming, niente bellissime sedotte e tradite, ombrelli con la punta avvelenata o tacchi-pugnale. Molto lontano dal copione di un film di James Bond, il suo è l'onesto, semplice, reale resoconto di normali, ordinarie operazioni Cia. E in appendice Philip ha piazzato nomi e cognomi di 700 agenti e organizzazioni Cia, tutti "bruciati" in un colpo solo.
Nella sarabanda infinita delle sigle "intelligenti" riconducibili all'Agenzia, sono cifrate Cp le operazioni di infiltrazione nei partiti comunisti e di estrema sinistra di tutto il mondo: siamo negli anni '60, al culmine della guerra fredda e per la Cia dell'epoca (ma non solo dell'epoca...) è il settore nevralgico, quello più importante. Guardato a vista, «i nostri agenti infltrati sono membri delle organizzazioni rivoluzionarie, i quali fanno pervenire rapporti attraverso canali clandestini» (vedi, da noi, un Giuliano Ferrara, come ha raccontato lui stesso?).
Terminato il corso di addestramento a Camp Peary in Virginia, l'agente Agee viene spedito a Quito, Ecuador, il suo nome in codice è Jeremy S. Hodapp, il suo diario di spia porta come data d'inizio il 6 dicembre 1960. «Mi sono state assegnate le mie prime operazioni».
Nel mirino, Cuba. Quito, 15 febbraio 1961.
«Le nostre azioni di propaganda stanno sviluppando una forte campagna contro Cuba. Il tema centrale è il pericolo della penetrazione del comunismo internazionale nell'emisfero occidentale attraverso Cuba», spiega il candido Jeremy. E ancora: «Lo scopo di questa campagna è di creare nell'opinione pubblica un clima tale da garantire una reazione non troppo violenta alla prossima invasione di Cuba» (già, la spedizione alla Baia dei Porci è appunto all'orizzonte). Come da copione. All'improvviso, vedi caso, dopo il mimetizzato arrivo di Jeremy e company, circolano "voci" di «60 cubani arrivati in Ecuador via Perù per fomentare disordini». Voci dicono che «durante la Settimana Santa le processioni religiose saranno disturbate al grido di viva Fidel». E insieme alle voci, ecco due bombe che esplodono davanti al palazzo municipale di Guayaquil, con la polizia che carica gli studenti filocubani... Vedi caso.
Quito, 23 febbraio 1961. «Gli sforzi dei nostri agenti stanno ottenendo risultati. Oggi il cardinale ha reso nota un'altra lettera pastorale, questa volta firmata anche da tutti gli arcivescovi, i vescovi e i vicari della gerarchia. La lettera invita tutti i cattolici ad opporsi tenacemente alla minaccia comunista in Ecuador». Non solo, «ancora più importante è la richiesta avanzata oggi dal partito conservatore di una rottura delle relazioni diplomatiche con Cuba. Si tratta della prima richiesta ufficiale».
E va bene. Contemporaneamente «il fronte civico anticomunista promosso dall'operazione Ecactor (nel gergo Cia sta a significare la più importante operazione di finanziamento e di controllo di una serie di dirigenti del partito conservatore e del Movimento dei cristiano-sociali del tempo, ndr ) è stato lanciato con un annuncio su due pagine di giornale che riporta tremila firme e comunica la costituzione del Fronte di difesa nazionale», ovviamente finanziato dall'Agenzia attraverso i dirigenti di cui sopra, come Aurelio Davila...
10 marzo 1961. «Stasera il Fronte di difesa nazionale ha tenuto una manifestazione, durante la quale Velasco è stato attaccato per la sua politica di tolleranza nei confronti dei comunisti». Velasco è all'epoca a capo di un governo liberal-democratico, non ostile a Castro. Non va bene, ci pensa la Cia. Intanto l'invasione alla Baia dei Porci è avvenuta e fallita, in Ecuador la popolazione in generale è contro l'invasione, ma non importa, ci pensa la Cia, «dobbiamo mantenere un clima di tensione nella campagna contro Cuba e il comunismo». Velasco comincia a dare segni "positivi".
Quito, 16 ottobre 1961. «Il servizio di sicurezza del ministero dell'Interno ha inventato un "complotto" per avere il pretesto di arrestare i capi dell'opposizione». Intanto in novembre l'incaricato d'affari cubano è espulso come persona non gradita e gli scontri tra polizia e studenti filocastristi lasciano sul terreno undici morti e numerosi feriti. Cade il governo Velasco, che ha scontentato sia la destra che la sinistra. L'adunca mano Usa non ce la fa, per il momento, a mettere al potere una compagine di suo gradimento, a capo del governo ora sale Arosemena, esponente della sinistra, con fama di filo-comunista. Nel discorso di insediamento, ha promesso che il suo sarà un governo "di pace e di armonia". Ma confessa la spia Agee: «Dal nostro punto di vista la sua affermazione più importante è stato l'impegno a mantenere le relazioni diplomatiche con Cuba». Peggio per lui.
Quito, 16 gennaio 1962. «La nostra nuova campagna è esplosa nel senso letterale del termine. Due giorni fa a Cuenca doveva aprirsi la Convenzione nazionale dell'Urje (Unione rivoluzionaria della gioventù ecuadoriana, ndr ), ma la notte precedente sono esplose due bombe davanti alle porte di due chiese»...
1 marzo 1962. «Ieri il ministro della difesa e i capi militari hanno pubblicato una dichiarazione in cui, rompendo un lungo silenzio, denunciano l'attività (contro le forze armate ndr ) ispirate dal comunismo internazionale e condotte attraverso la propaganda, i giornali, le riviste, la radio, gli scioperi, le rivolte rurali, l'addestramento di gruppi guerriglieri». Si capisce, Arosemena con le sue aperture a Cuba ha i giorni contati.
Quito, 28 marzo 1928. «La guarnigione militare di Cuenca ha improvvisamente mandato un messaggio ad Arosemena dandogli 72 ore di tempo per rompere le relazioni diplomatiche con Cuba e per licenziare il ministro del lavoro di sinistra».
Quito, 31 marzo 1962. Il governo Arosemena è entrato in crisi, «oggi i conservatori sono usciti ufficialmente dal governo e sono cominciate le consultazioni con il Fronte nazionale democratico».
Quito, 1 aprile 1962. «Oggi è stato annunciato che il Fronte nazionale democratico entrerà a far parte del governo con cinque ministeri e che le relazioni diplomatiche con Cuba saranno rotte».
Quito, 21 luglio 1962: «Le operazioni tra gli studenti a Guayaquil hanno avuto successo. Le forze anticomuniste guidate da Alberto Alarcon hanno vinto le elezioni della Feue (organizzazione di sinistra ndr )».
11 luglio 1963. «Arosemena è stato fatto fuori ed è salito al potere un quadrumvirato militare». Missione compiuta.
Da manuale.
http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=21928




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