
Originariamente Scritto da
Eyes Only
LA NOVITA' DI OGGI: IL PAPA E' CONTRARIO ALL'ABORTO ED ALL'EUTANASIA
«I medici rispettino sempre la vita»
cioè anche quella dei batteri?
Dal Papa ferma condanna all'eutanasia: «Nessuno dovrebbe morire in solitudine e nell’abbandono»
Nella solitudine e nell'abbandono ci muoiono se li si lascia morire chissà quando e tra le sofferenze
ROMA - «La società intera e in particolare i settori legati alla scienza medica sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana, in ogni momento del suo sviluppo terreno»:
Cioè da quando hanno QUALITA' UMANA in su, vale a dire dall'inizio dell'attività cerebrale.
lo ha detto Benedetto XVI, ricevendo in Vaticano circa 400 partecipanti ad un congresso organizzato dalla «Pontificia accademia della vita» e dedicato ai malati terminali.
Benedetto XVI (Eidon)
RISPETTO DELLA VITA - «Un più grande rispetto della vita umana individuale passa inevitabilmente attraverso la solidarietà concreta di tutti e di ciascuno, costituendo una delle sfide più urgenti del nostro tempo», ha aggiunto Papa Ratzinger, che ha dedicato il suo discorso alla condizione dei morenti e dei loro familiari, e non ha mai esplicitamente accennato alla questione dell'aborto. Di fronte alle pressanti «spinte eutanasiche», dettate da una «visione utilitaristica nei confronti della persona»,
no no! spinta proprio da quello che ti implora di risparmiargli qualche altro giorno di dolori atroci prima della morte il Papa ha ribadito «la ferma e costante condanna di ogni forma di eutanasia diretta».
CURE - Il Papa chiede che vengano assicurate terapie e cure adeguate a tutte le persone. «Si tratta di assicurare ad ogni persona che ne avesse bisogno il sostegno necessario attraverso terapie e interventi medici adeguati, individuati e gestiti secondo i criteri della proporzionalità medica, sempre tenendo conto del dovere morale di somministrare (da parte del medico) e di accogliere (da parte del paziente) quei mezzi di preservazione della vita che, nella situazione concreta, risultino ’ordinari’".
E accogliere anche da parte del paziente terminale la richiesta di smettere di soffrire? ah già il rispetto del paziente non conta più
«Per quanto riguarda, invece, le terapie significativamente rischiose o che fossero prudentemente da giudicare ’straordinarie’ - prosegue il Pontefice - il ricorso ad esse sarà da considerare moralmente lecito ma facoltativo. Inoltre, occorrerà sempre assicurare ad ogni persona le cure necessarie e dovute, nonché il sostegno alle famiglie più provate dalla malattia di uno dei loro componenti, soprattutto se grave e prolungata». Per Benedetto XVI, inoltre, «anche sul versante della regolamentazione del lavoro, solitamente si riconoscono dei diritti specifici ai familiari al momento di una nascita; in maniera analoga, e specialmente in certe circostanze - dice - diritti simili dovrebbero essere riconosciuti ai parenti stretti al momento della malattia terminale di un loro congiunto. Una società solidale ed umanitaria non può non tener conto delle difficili condizioni delle famiglie che, talora per lunghi periodi, devono portare il peso della gestione domiciliare di malati gravi non autosufficienti».
ottimo finale
TURCO - «I medici italiani difendono la vita», ha replicato il ministro della Salute, Livia Turco. Secondo il ministro anche il recente documento dell'ordine dei medici sulla legge 194 «va proprio nella direzione di costruire un rapporto il più possibile vero, serio e profondo con i pazienti. Questa è la vita che devono praticare i medici al di là dei loro orientamenti culturali. I medici non devono scrivere trattati etici. Devono curare bene le persone e promuovere la vita delle persone».