da Altravoce.net
Nuovo colpo grosso di Soru
alla Regione 350 beni statali
valore 210 milioni, fatto storico
enorme risorsa, nuova Cagliari
di Marco Murgia
C'è dentro di tutto: da bar e ristoranti sino all'intero villaggio Calic di Fertilia, con alloggi, cinema, scuola e foresteria inclusi; da 18 ettari tra viale La Playa e Su Siccu, a Cagliari, sino al vecchio aeroporto di Olbia e alle aree militari della cittadina gallurese; da aree non militari de La Maddalena (quelle militari sono state trasferite con una ordinanza del commissario per il G8, Guido Bertolaso) come il Club Med di Caprera o Punta Rossa sino a Marina Piccola e la Sella del Diavolo, di nuovo nel capoluogo. Quello sottoscritto ieri all'Agenzia del Demanio è un protocollo che elenca 350 siti e beni che dallo Stato tornano alla Regione. Un risultato storico, che non ha precedenti in Italia: «È l'epilogo di una storia che durava da molto tempo», ricorda Renato Soru, «che ha visto impegnati tanti presidenti che mi hanno preceduto in una battaglia importante».
Di più: «Possiamo dire che i trasferimenti siglati rientrano nelle celebrazioni dei 60 anni dell'Autonomia e dello Statuto». Il motivo è semplice: «Diamo piena attuazione all'articolo 14 dello Statuto sardo che sin dal 1948 ci garantiva il passaggio di questi beni dallo Stato: finalmente è attuato. L'anno scorso siamo riusciti a concludere l'Intesa che stabilisce il trasferimento a prescindere dalla data di costruzione e di disponibilità: questo ci differenzia dalle altre regioni a statuto speciale».
C'è di tutto e ce n'è per tutti: da Mores a Bonorva, da Bosa a Busachi, da Guspini a Gesico, da Giba sino a Gairo, per fare qualche esempio. Valore di mercato, secondo il Demanio: 210 milioni di euro in totale. «Ma per noi sono molto più rilevanti: non saranno rivenduti, ma destinati ai Comuni per promuovere politiche di sviluppo e di riqualificazione. Sono molto contento perché una cosa così non era mai accaduta e credo che possano essere contenti come me anche i sindaci ed i cittadini che riavranno a disposizione i beni presenti nelle città della Sardegna». I beni di minore rilevanza saranno trasferiti immediatamente, mentre quelli più importanti (a Olbia, La Maddalena, Sassari, Alghero e Cagliari) saranno oggetto di confronto con le amministrazioni locali.
Il protocollo è frutto di una lunga ricognizione su tutti i beni demaniali presenti nell'isola. Il risultato sono tre elenchi definiti: quello che raggruppa i 350 beni non più in uso governativo; quello sui siti ancora in uso governativo; e quello su cui si discuterà per chiarire l'effettivo utilizzo.
Il quarto elenco - sui beni militari trasferiti alla Regione in vista del G8, secondo l'ordinanza di Bertolaso - rientra nel secondo documento sottoscritto a Roma con il responsabile per le infrastrutture del ministero della Difesa, il generale Ivan Felice Resce: prevede «l'impegno comune per il trasferimento e la riallocazione di alcune attività ancora svolte lì, con gli oneri a nostro carico». Con il G8 alle porte non c'è tempo da perdere: sono una quarantina di strutture tra La Maddalena e Cagliari, da utilizzare per i lavori del summit mondiale e per gli eventi collaterali. Sono, tra gli altri, l'ex Arsenale, le caserme Sauro e Faravelli e l'ex ospedale militare nell'arcipelago ma anche la caserma Ederle e l'ospedale militare a Cagliari.
«Nel giro di un anno, a partire dall'inizio di aprile, partiranno lavori per 100 milioni di euro. Ci sarà un'offerta occupazionale enorme, per La Maddalena e non solo. Le strutture rinnovate saranno inaugurate con il G8 ma subito sarà pubblicato un bando per la gestione unica dei beni post-vertice». Obiettivo principale, in questo caso, il turismo: ma senza vendere nulla.
Cagliari trasformata: la soddisfazione di Floris
Per il capoluogo l'elenco di beni è lungo: si va dall'ospedale Santissima Trinità sino «a una parte importante della Fiera». Si passa dall'area di fronte all'ex semoleria («dove sorgerà il campus universitario», ricorda Soru) sino a Marina Piccola, assieme alla Sella del Diavolo e al fortino di Sant'Ignazio. Considerati i «18 ettari tra viale La Playa e Su Siccu e una parte importante di viale Colombo» il grande sogno della passeggiata da via Roma al Poetto, «così come prevista dal Comune», sembra sempre più realizzabile. Fondamentale anche per «l'integrazione del quartiere di Sant'Elia con il resto della città e viceversa».
Il Comune gongola: la soddisfazione del sindaco Emilio Floris è comprensibile. Si ritrova tra le mani una città che alla conclusione del percorso risulterà trasformata. «Si tratta di beni di notevole rilevanza per Cagliari», dice il primo cittadino, «che intendiamo valorizzare, creando ove possibile ulteriori spazi verdi e aree comunque fruibili dai cittadini, contribuendo così ad accrescere il già elevato indice di vivibilità della città». Felice sino a mettere le mani avanti: «Mi auguro che la velocità ed efficienza di cui parla il presidente della Regione Soru sia tale anche nel passaggio dei beni alle amministrazioni locali: legittime titolari, come riconosce lo stesso governatore, delle decisioni finali sul loro futuro utilizzo».
Dal capo di sopra il primo a esultare è il consigliere regionale algherese Mario Bruno: «Il passaggio dei beni di Fertilia alla Regione è un fatto davvero storico. Il presidente Renato Soru, da me sollecitato con più interrogazioni nel corso di questa legislatura, ha concluso a Roma con l'agenzia del Demanio un accordo che consentirà di rivitalizzare la borgata e di favorirne lo sviluppo sociale ed economico».
Secondo l'esponente del Partito democratico «il patrimonio era stato lasciato per troppi anni in stato di degrado. Di fatto passano alla Regione tutti i beni richiesti, al centro di una difficile trattativa durata anni con lo Stato. Perciò saranno finalmente restituiti alla collettività l'ex casa comunale, l'ex caserma della Milizia volontaria della sicurezza nazionale, l'albergo foresteria, l'ex cinema e la Casa del fascio, l'ex edificio postale, la scuola, il palazzo Doria, l'ex mercato coperto e il villaggio Calik, oltre agli edifici residenziali dei porticati, della piazza della Chiesa, le quattro palazzine a ridosso della via principale, la chiesa parrocchiale, la Canonica e altri beni». Ora via «alla progettazione condivisa tra la Regione e il comune di Alghero, sulla base di quanto concordato con il presidente Soru». Utile «per riqualificare i siti e renderli fruibili a fini sociali e di supporto al turismo e all'economia della borgata e dell' intero territorio».
http://www.altravoce.net/2008/03/08/dismissioni.html




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