Ustica Bologna Malta Moro niente è come sembra...
Niente avviene per caso, bisogna solo scegliere l'attimo giusto. Così avviene che nel 2005 Cossiga dichiari che la strage di Bologna è stata compiuta da un commando di terroristi palestinesi di passaggio in Italia; pochi giorni fa che il Dc9 di Ustica venne abbattuto da un missile francese. Oggi sul caso Moro spiega che sapeva "benissimo che sostenendo la linea della fermezza, salvo un miracolo, sarebbe stato ucciso". E i morti non parlano. Viene da chiedersi i perchè delle dichiarazioni al contagocce del sardo per eccellenza, non spiegabili certo con la demenza senile, nemmeno con il ravvedimento. In ogni caso, anche in attesa che Radio Radicale digitalizzi tutte le preziose registrazioni dei processi celebrati per i tragici eventi degli anni di piombo, il quadro che si delinea è da "mal di testa": Moro, da presidente del Consiglio (maggio 1974 - luglio 1976) dava gli ordini al comandante di Gladio, struttura che si occupava di faccende estere. Alla presidenza del Consiglio gli successero Andreotti (luglio 1976 - aprile 1979) e Cossiga (agosto 1979 - ottobre 1980). Gheddafi era nel pieno della spregiudicatezza terroristica per il predominio nel Mediterraneo, e in Italia la lobby del petrolio non poteva prescindere dai rapporti con lui. Così se da una parte attraverso Gladio i dissidenti libici trovavano asilo in Italia, dall'altra bisognava mantenere buoni rapporti con la Libia: inevitabile lo scontro con gli interessi strategici della Nato. Inoltre Moro era deciso sulla strada dell'equidistanza dalle due potenze che orchestravano la strategia della tensione, USA e URSS, ma soprattutto dello strappo necessario con il comunismo internazionale: così firmò la sua condanna a morte. Proprio prima di ufficializzare il compromesso storico venne rapito, Brigate Rosse come "braccio" del Kgb, ed eliminato. Era il 1978. Nel 1980 accadono in successione tre fatti: le stragi di Ustica e Bologna ed il tentato rovesciamento di Gheddafi. Ustica: vero bersaglio Gheddafi, che si dice fosse in "viaggio segreto" verso la Polonia. Francia ed USA erano decisi a farlo fuori abbattendo con un Mig23, partito dalla Corsica e accodato al Dc9 dell'Itavia sulla rotta Bologna - Palermo, il Tupolev su cui avrebbe dovuto viaggiare Gheddafi. Ma interviene il Sismi - servizio segreto italiano il cui comandante, Santovito, intratteneva rapporti con Gheddafi: un Mig23 libico viene così fatto partire da Malta per ingaggiare battaglia con il Mig23 francese. Sappiamo come è andata, da non sottovalutare che il recupero del Dc9 è stato effettuato da una società francese, quello della scatola nera da una società americana. I rapporti italiani con Tripoli divennero ancora più tesi dopo l'espulsione di una ventina di libici sospettati di far parte degli "squadroni della morte" sguinzagliati da Gheddafi per uccidere tutti gli oppositori, e la decisione dello Stato di farsi garante della neutralità di Malta, che aveva rotto il patto militare con la Libia. Il 2 agosto, proprio mentre veniva firmato l'accordo Italia-Malta, alla Stazione di Bologna scoppia una bomba per l'avvertimento non raccolto della Libia. E ancora una volta si riaffacciano sulla scena servizi segreti e segrete prassi, che coinvolgono non solo fascisti, malavita e terroristi internazionali. Coinvolgono soprattutto lo Stato italiano reo di ritenere sacrificabili soggetti non più utilizzabili. Dicasi così per il prof Aldo Semerari, specialista in psichiatria che tra le altre cose stringeva accordi di commissione in comune di delitti dai quali, per esempio, il movimento di estrema destra Ordine Nuovo otteneva finanziamenti per le azioni terroristiche e la Banda della Magliana favori professionali nell'ambiente medico-legale, "pazzi" famosi si sprecano nella cronaca italiana. Ma soprattutto era un agente del Sismi in contatto con Gheddafi. Come non farlo entrare nel processo per la strage di Bologna, accreditando così la pista fascista, tappandogli per sempre la bocca due anni dopo, prima con un ricovero in clinica psichiatrica (!!!!!) e poi assassinandolo? Dissidenti libici in Italia vennero ammazzati come cani anche per strada, soprattutto al sud, e su questi omicidi nessuno va a cercare i colpevoli. Significativo.




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